CITIZENS CORNER – Il pagellone!

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Cari amici Citizens, eccoci arrivati al’ultimo appuntamento con il corner, dove tiriamo le somme a questa straordinaria stagione del Man City; so che alcuni di voi stanno ancora festeggiando, però se avete un buco di 10 minuti godetevi le mie pagelle ai nostri beniamini!

Joe Hart: 8 – A inizio stagione ci è costato parecchi punti, aveva perso fiducia, la stampa lo stava massacrando (essendo il portiere titolare della nazionale inglese) e dopo il pasticcio col Chelsea Pellegrini ha deciso di tenerlo fuori per qualche partita. Mai mossa fu più azzeccata. Tornato in porta un mese e mezzo dopo, si è rivelato fondamentale, dando sicurezza a tutto il reparto e sfoderando alcune parate da sogno; quella gemma su Naismith a Goodison Park è valso quasi mezzo titolo.

Costel Pantilimon: 7,5 – Portiere di Coppa, ha subito solo due reti nella cavalcata trionfale in Capital One Cup, ed ha risposto presente anche quando l’Ingegnere gli ha dato fiducia anche in Premier; ha fatto il suo, con grandi prestazioni e poche sbavature. Abbiamo un vice molto affidabile.

Pablo Zabaleta: 9 – Altra grande stagione per il nostro indomabile lottatore, in questa stagione avrà coperto più chilometri del Giro d’Italia; corsa, sacrificio, sempre pronto ad aiutare i compagni, a proporsi in avanti e subito a tornare per difendere. E’ diventato un terzino completo, un punto di forza di questa squadra, dove non arriva col talento arriva con la grinta e con il cuore, e in squadre come la nostra gente così ci vuole, eccome. Idolo indiscusso della tifoseria, già icona del club.

Vincent Kompany: 8,5 – Il Capitano è uno dei centrali più cercati in Europa, e il perchè lo ha dimostrato più volte. Senza di lui, la difesa naufraga come un titanic; con lui, si può stare tranquilli. Sembrava che il titolo fosse sfumato, per quel suo liscio di Anfield, ma si è saputo riprendere alla grande, trascinandoci verso una rimonta insperata e togliendosi la soddisfazione del gol tranquillità con il West Ham. C’è solo un Capitano!

Martín Demichelis: 7,5 – Arrivato tra lo scetticismo generale per coprire un buco in difesa, si infortuna subito, ed in molti sono perplessi del suo acquisto. Esordisce solo in ottobre, senza infamia e senza lode. Ma senza motivo, gli arrivano addosso critiche e lui sembra perdere fiducia, con errori elementari commessi in Coppa con Barcellona e Wigan, ormai avviato verso l’anonimato in panchina. Invece reagisce, e con orgoglio e grinta sfodera una seconda parte superlativa, con l’apice raggiunta ad Anfield, quando cancella dal campo i due “extra-terrestri” Suarez e Sturridge. Prende coraggio e con Kompany governa la difesa con l’esperienza che solo uno come lui sa fare. Ovvio che per l’Europa serve altro, ma ha dimostrato di saperci fare, zittendo i critici.

Matija Nastasic: 5,5 – Stagione sfortunata per il giovane difensore serbo, infortunatosi a luglio e a fine stagione e cedendo il posto da titolare a Demichelis. Nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa, non sempre si è espresso sui livelli di un anno fa. Il talento c’è, ha solo sofferto della classico flop da seconda stagione in England.

Aleksandar Kolarov: 7,5 – Per distacco la miglior stagione del terzino ex-Lazio a Manchester. Un giocatore rigenerato, anche lui comanda la fascia sinistra come faceva nei tempi di Roma. Sfodera cross che puntuali come mezzogiorno nell’orologio creavano pericoli per gli avversari. Oltre alle gemme su punizione (come a Leicester) ben 7 assist che gli varranno sicuramente la conferma.

Gaël Clichy: 6,5 – Non ha reso effettivamente come sotto la gestione Mancini, probabilmente non si è trovato a proprio agio con il sistema di gioco di Pellegrini, ma Clichy ha comunque tirato fuori una stagione dignitosa e non catastrofica, favorito dalla staffetta con Kolarov. Prestazione oscena con il Liverpool, si è riscattato alla grande con l’Everton. Comunque non ha mai dato la sicurezza che aveva sempre garantito nei precedenti anni.

Micah Richards: 5 – 10 presenze totali, giocatore involuto moltissimo a causa di infortuni e di Zabaleta. Le poche volte che ha giocato non ha dato l’idea di grande sicurezza, come col Wigan in FA Cup. Molto probabilmente è stata l’ultima stagione in maglia City, un vero peccato.

Joleon Lescott– Finito come quarto difensore nella personale lista di Pellegrini, le sue uscite confermano l’involuzione di un giocatore che due anni prima era il punto fermo del titolo ’12. Prestazioni come contro il Cardiff e a Barcellona sono da vietare ai minori di 14 anni, anche se in campionato più avanti se l’è cavata molto bene, come con gli Spurs (non che ci volesse tanto…). Alla fine totalizza 10 presenze che gli valgono la medaglia.

Yaya Toure: 10 – A mio parere il giocatore dell’anno per il City, un giocatore talmente fenomenale che mi fatto esaurire lo Zanichelli per gli aggettivi. Quest’anno ha fatto di tutto; il capocannoniere, il mediano, il trequartista, tirava le punizioni.. secondo me voleva fare anche il portiere, quando Hart si era perso. Pilastro inamovibile della squadra, leader del centrocampo, con 20 gol uno più bello dell’altro ha trascinato i Citizens al titolo, sfoderando prestazioni da Pallone d’oro. Il centrocampista più completo in circolazione, highlight della sua stagione il gol all’Aston Villa, uno scatto di 50 metri seminando 5 avversari al 94′ minuto.

Fernandinho: 8 – “Mr 40 milioni buttati fuori dalla finestra”, come ribattezzato da molti a luglio. Quei molti ora sono nascosti, o hanno cambiato idea, perchè Fernando Luiz Rosa, o se preferite Fernandinho, ha zittito tutti quanti; dopo una prima fase di ambientamento, con Yaya Toure ha formato una coppia di centrocampo mostruosa, recuperando miliardi di palloni e smistandoli come Dio comanda. Non contento, si toglie anche la soddisfazione di fare qualche gol, come sanno bene i tifosi dell’Arsenal. Certe volte mi sono chiesto quanti fossero i numeri 25 del City in campo! Migliore acquisto per distacco. 40 milioni buttati, vero?

Javi García: 7 – Anche lui non godeva della fiducia dei tifosi, ma Pellegrini credeva in lui e lo ha fatto giocare quasi sempre (29 presenze in Premier). Utilizzato come difensore centrale, è stato un fiasco (vedi Cardiff) ma piano piano ha ritrovato la condizione, ritornato in mediana ed è riuscito a adattarsi al modo di giocare di Yaya Toure. Nelle ultime uscite è apparso sicuro di sè e nei suoi mezzi. Insomma, dopo una prima parte da mani nei capelli, una seconda invece molto buona e soddisfacente. Ottimo rincalzo.

Jack Rodwell: 5 – 5 come le sue presenza, la solita sfortuna di questo giocatore tartassato da infortuni e il fatto di ritrovarsi come concorrenti gente del calibro di Toure e Fernandinho.

James Milner: 7 – Giocatore molto sottovalutato, utilizzato come tappabuchi, ha sempre svolto il suo compito in modo perfetto, sempre pronto a dare il cambio ai trequartisti più offensivi e garantendo sempre dinamismo e qualità. Un giocatore su cui si può fare affidamento, perchè sa fare quasi tutto, dall’esterno al mediano, addirittura terzino. 31 presenze e un gol per lui, che non rendono però in pieno l’ottima stagione svolta dall’ex-Villa.

Jesús Navas: 7 – Stagione molto buona dell’ala andalusa, tipo di giocatore che ci è mancato maledettamente dall’addio di Adam Johnson. Non ha paura di puntare l’uomo, lo salta quasi sempre arrivando sul fondo. La sua velocità è stata un arma pericolosa nelle mani di Pellegrini; 30 gettoni e 4 reti in Premier, più il gol sicurezza a Wembley col Sunderland. Alla lunga ha perso il posto a favore di Nasri ma la sua stagione è stata estremamente positiva.

David Silva: 8,5 – Mago Merlino ha sfoderato un’altra stagione da incorniciare, l’uomo che vede prima di tutti noi umani; ispiratore delle manovre offensive, ho perso il conto dei gol nati dalle sue genialità; le poche volte che gioca male, ne risente tutta la squadra. Punto fermo dello scacchiere di Pellegrini, che rispetto al passato forse lo ha reso più libero di sviluppare la propria fantasia, ha totalizzato 7 gol, da vedere e rivedere le prodezza ad Hull e ad Upton Park, anche se il momento migliore è stato ad Anfield, quando ha giocato praticamente da solo (visto che i compagni non lo aiutavano) trascinando la squadra ad una rimonta poi risultata inutile. Silva es mágico!

Samir Nasri: 8 – Altro giocatore totalmente rigenerato da Pellegrini. Ceduto il posto a Jesús Navas a inizio stagione, se l’è ripreso a furia di partite giocate in modo straordinario e segnando anche qualche gol pesante. L’intesa con David Silva mai come quest’anno è stata più efficace, si trovavano a memoria e si completavano a vicenda, mentre in passato non facevano altro che pestarsi i piedi. Il colpo da biliardo contro il West Ham è stato mozzafiato, una gemma! Peccato per quell’infortunio a gennaio che ce lo tolse per la super-sfida col Chelsea… A mio parere la migliore stagione del francese all’Etihad.

Edin Džeko: 8 – E’ stato difficile riuscire a trovargli un voto per la stagione, vista la prima parte da 5 e la seconda da 10; ho deciso di dargli 8 perchè è stata la sua migliore stagione dal punto di vista realizzativo (16 gol in Premier, 26 in totale), quindi la sua parte l’ha ampiamente fatta. All’inizio ha sofferto e non poco l’esplosione di Negredo, ma non si è perso e da gennaio si è ripreso il posto da titolare a suon di gol. Il momento migliore ha coinciso con il momento decisivo nella stagione: 5 gol nelle ultime 4 partite ci hanno dato una grossa mano nella rimonta verso il titolo, con doppiette pesanti ad Old Trafford e a Goodison Park. In molti lo hanno criticato (giustamente) per non metterci la grinta e la voglia giusta in ogni match, ma il suo mestiere, quello di segnare, lo sa fare bene, anzi splendidamente!

Álvaro Negredo: 7,5 – Arrivato con molto scetticismo nonostante solo Messi, Ronaldo e Falcao segnarono più di lui nell’ultima Liga, la Bestia ha spiazzato tuttti mandando in rete ogni pallone passasse dalle sue parti. Gol da incorniciare (quello con gli Spurs, con il Bayern in Champions, col West Ham in League Cup) e arrivando a quota 23 gol in stagione già a gennaio. Purtroppo ha rimediato un piccolo infortunio in Coppa di Lega, e al ritorno in condizione Džeko aveva cominciato a segnare con regolarità e la seconda parte è stata un calvario. Comunque bisogna sempre considerare che era la sua prima stagione in Inghilterra e 23 gol in stagione sono un bottino niente male, dunque la sua stagione è molto positiva e senza i suoi gol nel girone d’andata probabilmente non avremmo vinto il titolo. A causa dei contemporanei infortuni di Agüero e Jovetic, ha dovuto giocare ogni singola partita ed ha finito in debito d’ossigeno.

Stevan Jovetic: 7 – Stagione difficile per l’ex-Fiorentina, tormentato da infiniti infortuni che ne hanno limitato di molto il suo utilizzo, saltando praticamente i primi 5 mesi di stagione, ma quando è stato chiamato in causa il montenegrino ha sempre sfoderato buonissime prestazioni incorniciati anche da gol molto belli come col Tottenham o contro il Chelsea in FA Cup, ed ha dimostrato di parare la stessa lingua calcistica con gente come David Silva e Nasri, il suo ingresso con l’Aston Villa ha letteralmente spostato gli equilibri di quel match a nostro favore. Sarà sicuramente un’arma in più per il futuro, il talento c’è, eccome.

Sergio Kun Agüero: 8,5 – Se non si fosse fatto male 18 volte nel suo momento migliore gli avrei dato 10, avremmo vinto il campionato con 90 punti e tre giornate d’anticipo. E’ stato semplicemente stratosferico, colpi da attaccante navigato e classe da vendere, nonostante tutto ha terminato con 28 gol in stagione, 17 in Premier. Il momento migliore è stato il derby di andata con lo United vinto 4-1 con una doppietta e una prestazione che ha fatto venire il mal di testa a Vidic e a Ferdinand (non si sono più ripresi…) ma l’infortunio con l’Arsenal prima e con il Tottenham poi ce l’hanno privato nel momento decisivo della stagione, e sono cominciati i problemi. Comunque stagione da incorniciare anche la sua, tutto è bene ciò che finisce bene…

Manuel Pellegrini: 10: L’artefice di qualcosa di straordinario. Giunto tra lo scetticismo generale (“non è un vincente” dissero i critici), trovando uno spogliatoio spaccato e giocatori sfiduciati e delusi dalla precedente gestione, ha saputo trasmettere fiducia ai giocatori, unendo i senatori con i nuovi acquisti amalgamandoli alla perfezione costruendo un gruppo più che una squadra. Ha rigenerato giocatori come Džeko, come Nasri, come Kolarov, ha gestito alla perfezione la crisi di Hart restituendoci un portiere affidabilissimo, ha tirato fuori il meglio di Yaya Toure, di Agüero, di Silva, di Jovetic, ha continuato a dare fiducia a gente come Javi Garcia, Demichelis, Fernandinho nonostante la critica li stesse massacrando. Ha imposto il suo stile di gioco, e i numeri gli danno ragione, con i 102 gol in campionato e i 154 in stagione, ma soprattutto 2 trofei al primo anno, con una Premier che sembrava persa, invece ha tenuto la squadra unita e lottando fino alla fine ha raggiunto la vittoria nonostante la sfilza infinita di continui infortuni. Non era un vincente dissero, secondo me è l’allenatore perfetto per questo tipo di giocatore. Alla fine ha vinto lui.

Ringrazio tutti i miei lettori (saranno un po’ pochini, lo so) e Marco per la possibilità di scrivere questi corner, mi sono divertito moltissimo nell’esprimere i miei giudizi e le mie gioie qui. E’ stata una stagione fantastica, arrivederci al prossimo anno e buone vacanze a tutti voi tifosi Citizens! C’mon City!

Alessio Angelucci, Italian Blue Moon