Andros Townsend, maglia numero 10, idolo incontrastato della folla del Selhurst Park. Reduce da gol pesanti e reti da cineteca nella passata stagione. Quest’anno ha iniziato la stagione in sordina, è stato relegato in panchina per un paio di volte, ma ha sempre continuato a lavorare per ritrovare la forma migliore. L’immagine classica dei tifosi delle Eagles è Townsend che si accentra, dribbla l’avversario e prende la mira, il tutto dopo un assist strepitoso di Wilfried Zaha. Contro il Bornemouth, all’ultima della passata stagione era successo proprio questo, Zaha che tira fori dal cilindro un numero strepitoso, salta l’uomo, sembra che debba perdere l’equilibrio da un momento all’altro ma resta in piede e serve Andros, che si accentra, dribbla l’avversario e prende la mira.
Ieri è successo di nuovo, finalmente. Wilfried Zaha ha deliziato la platea con una giocata fantasmagorica e Andros Townsend ha ricambiato il favore, palla in buca d’angolo, gol che ha chiuso il match a favore del Crystal Palace. La scena classica in cui Townsend corre ad abbracciare il compagno Zaha si è rivelata, come da copione, la ciliegina sulla torta. Il pubblico del Selhurst dopo l’esultanza scatenata, ha tirato un lungo sospiro di sollievo. La Homelsdale Stand all’unisono è tornata ad intonare il coro There’s a star man playing on the right, sulle rime della canzone Starman di David Bowie, icona del South London. Si proprio cosi’, la Townsend che gioca sulla fascia destra, con le sue fine e le sue movenze tutte sue, poi quando Wilf decide di inventare qualcosa e dispensare calcio, Andros è sempre pronto, si accentra, dribbla l’avversario e prende la mira…
Ci era mancato tutto questo, ora speriamo che sia la prima bellissima scena di un lungo film, dove Andros corre ad abbracciare Wilf.
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