Amore a prima vista: la storia di Bruno Fernandes al Manchester United

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Nella sua storia il Manchester United ha avuto molti giocatori in grado di determinare le partite e, in alcuni casi, il corso della propria stagione. Calciatori che risultavano decisivi risaltando per leadership e tecnica in un organico in cui di certo la qualità non mancava. Bruno Fernandes senza subbio fa parte di questa schiatta, e considerando che gioca in Inghilterra da solamente un anno risulta decisivo in maniera spietata.

 

Fernandes arriva al Manchester United il 29 gennaio 2020 per una cifra complessiva di 80 milioni di euro e dopo tre stagioni superlative giocate allo Sporting Lisbona, in una delle quali è stato il centrocampista con più gol realizzati nei campionati europei in un’unica stagione con ben 31 centri.

L’impatto del portoghese sul campionato del Man United non tarda ad arrivare e dopo l’esordio nello 0-0 interno contro il Wolverhampton assistiamo a un vero e proprio tripudio di goal e classe. Arriva il primo goal sul calcio di rigore in occasione della vittoria per 3-0 sul Watford, che gli darà di fatto il primato per quanto riguarda il numero di rigori tirati senza errore e che resisterà fino alla stagione successiva.

L’estro dell’ex Sporting però non viene fuori solamente in occasione dei penalty, ma in ogni singolo tocco della sfera, in ogni singolo servizio per i propri compagni di squadra. Si dimostra un calciatore estroso e di un eleganza sopraffina in grado di trascinare la propria squadra sino alla semifinale di Europa League, poi persa contro il Siviglia.

L’apporto di Bruno però non si limita solamente alle Coppe Europee, infatti i Red Devils passano da metà classifica al terzo posto in neanche sei mesi. Merito sì di Solskjaer, ma anche e soprattutto del ragazzo con la diciotto sulle spalle capace di siglare 12 goal in 22 partite, tutti decisivi, nel suo primo scorcio di carriera in Premier League.

Un elemento indispensabile per i mancuniani, e lo si è visto anche nella stagione in corso dove se possibile è stato ancor più decisivo. 15 reti in 24 partite sono solo numeri, ma che fanno capire la sua importanza per il campionato della squadra che è ora al secondo posto, anche e soprattutto grazie a lui. L’uomo copertina della rinascita United.

Altra prova a sostegno sono i 4 premi come miglior giocatore del mese in Premier League vinti in un anno solare, e si parla di febbraio, giugno, novembre e dicembre. Un interprete unico che dalle parti di Old Trafford mancava da anni e che forse, sarà la chiave nella rivalsa dei diavoli.

 

 

di Tommaso Vecchiarelli

Tommaso Vecchiarelli