Manca ormai pochissimo alla separazione della Gran Bretagna dall’Unione Europea, con la Brexit che non potrà non avere conseguenze anche sul mondo del calcio. Presto cambieranno infatti i criteri con cui i club inglesi potranno acquistare i giocatori provenienti dal resto del continente, che saranno sottoposti all’approvazione del Governing Body Endorsement come qualsiasi altro lavoratore.
Questa sarà condizionata molto dallo spessore dei calciatori, che avranno un punteggio in base alla loro precedente carriera. Stando a quanto ipotizzato dal The Guardian, un giocatore proveniente da un campionato di livello, sceso in campo per il 70% delle gare nei 24 mesi precedenti all’acquisto, può essere automaticamente dentro.
Di fatto per gli acquisti di primo piano, dunque, cambierà poco o nulla. Discorso diverso per quanto riguarda le operazioni che coinvolgono squadre minori a caccia di profili provenienti da campionati di livello inferiore. Questo vale soprattutto per formazioni di Championship come Brentford e Norwich City, solite acquistare giocatori provenienti da tornei nordici. Per questi profili l’asticella dei risultati individuali si alza notevolmente.
Ad esempio, con questi criteri sarebbe stato impossibile acquistare un calciatore come Teemu Pukki, acquistato dal Brondby. Il campionato svedese, infatti, non rientra nei tornei di primo piano che garantiscono l’accesso facilitato al mondo del calcio inglese.
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