E’ il minuto 39 di Inghilterra-Francia quando Dele Alli, lasciato colpevolmente libero dalla retroguardia transalpina, si trova all’altezza della trequarti avversaria e riceve palla da Rooney: primo controllo di sinistro, aggiustamento della palla con il destro e, con lo stesso piede, bolide che va a spegnersi proprio all’incrocio dei pali alle spalle dell’incolpevole Lloris. E’ un gol pazzesco. Wembley accantona soltanto per un momento il clima di tristezza e commozione derivante dai tragici eventi di Parigi ed esplode di gioia. La sensazione di aver visto nascere sotto i propri occhi una nuova stella del proprio calcio è tangibile. E pensare che soltanto fino a sei mesi fa il giovanotto che oggi fa stropicciare gli occhi all’Inghilterra intera militava in League One con il Milton Keynes Dons, squadra della sua città natale.
Alli nasce infatti a Milton Keynes l’11 aprile del 1996, mentre il paese si prepara ad assistere agli ultimi dodici mesi del governo conservatore di John Mayor, prima della svolta laburista con Tony Blair e la nascita della Cool Britannia. Il giovanotto muove i primi passi all’interno delle giovanili del City Colts FC ma già ad undici anni il Milton Keynes Dons decide di portarlo all’interno della propria academy. Le qualità del ragazzo non stentano a decollare e già a sedici anni Alli si trova nel giro della prima squadra, aiutato dalla sua imponente stazza fisica unita ad un controllo di palla molto più che semplicemente educato. Il 2 novembre del 2012 è il gran giorno di Dele, che debutta in prima squadra nella sfida tra il MK Dons e il Cambridge City, valevole per il primo turno di FA Cup. Alli entra al 64′ al posto di James O’Shea. La sfida termina 0-0 ma poco importa: il ghiaccio è rotto. Undici giorni dopo va in scena il replay della sfida di FA Cup e Alli sigla la sua prima rete tra i ‘grandi’ nel 6-1 finale con cui i suoi travolgono i modesti avversari. Bisogna invece aspettare il 29 dicembre, data della sfida casalinga contro il Coventry City, per il debutto in League One. In totale, nella stagione 2012/13, Alli colleziona sette presenze e un gol. Un ottimo punto di partenza per il talento inglese, che intanto entra anche a far parte della selezione nazionale under 17.
La stagione 2013/14 vede l’ingresso in prima squadra in pianta stabile di Dele Alli. Mister Karl Robinson, infatti, impazzisce per questo ragazzino di colore che riesce ad occupare con qualità ogni singolo spazio del centrocampo grazie alla forza fisica prorompente e al grande calcio che ha nei piedi. Davanti alla propria difesa oppure vicino all’area di rigore avversaria poco importa: le prestazioni di Alli migliorano di settimana in settimana. Soltanto sul finire del 2013 Alli è costretto ai box da qualche problemino fisico ma con l’avvento del nuovo anno tutto viene superato brillantemente e Alli torna padrone del centrocampo biancorosso. L’11 marzo del 2014, a diciotto anni ancora non compiuti, Alli si porta addirittura a casa il pallone del match contro il Notts County a Meadow Lane siglando la tripletta che decide il match in favore del Milton Keynes Dons. Alla fine della stagione, le presenze in League One sono ben 33, condite da 6 gol. Le ottime prestazioni di Dele non aiutano la squadra a salire di categoria ma il processo di crescita del ragazzo non sfugge all’occhio di diversi club di categorie superiori.
L’estate del 2014 porta Stephen Gleeson lontano da Milton Keynes dopo ben cinque anni, in direzione Birmingham. Alli diventa così il centrocampista centrale titolare accanto a Darren Potter. Le luci della ribalta si accendono definitivamente su Alli in una serata molto particolare. Il 26 agosto 2014 il MK Dons travolge, in una sfida valevole per il secondo turno di FA Cup, il neonato Manchester United di Van Gaal con un roboante 4-0; Alli gioca tutti i novanta minuti e impressiona gli osservatori di club come Bayern Monaco e Liverpool, giunti appositamente allo stadiummk per visionarlo. E’ l’inizio di un’ascesa formidabile. A settembre arriva il prolungamento del contratto fino al 2017 ed il 20 dello stesso mese la seconda tripletta in carriera; la vittima stavolta è il Crewe Alexandra. Sono mesi eccezionali per Deli, che il 2 febbraio del 2015 vede coronato il sogno di raggiungere un club di Premier League. Gli Spurs di Pochettino si assicurano infatti le prestazioni del diciannovenne, proprio nelle ultime ore di mercato, per cinque milioni di sterline, lasciandolo comunque in prestito fino a fine stagione nel MK Dons. Il 2015 rappresenta un’escalation di successi per Alli, che aiuta i suoi a raggiungere la tanto agognata promozione in Championship con ben 16 reti in 39 presenze.
Il resto è storia di oggi. Alli debutta ad Old Trafford l’8 agosto del 2015 sostituendo Dier a tredici minuti dal novantesimo mentre due settimane dopo sigla la sua prima rete in Premier, sul campo del Leicester di Ranieri, con un colpo di testa in tuffo che batte il figlio d’arte Kasper Schmeichel. Pochettino lo lancia invece per la prima volta titolare nella gara vinta 1-0 contro il Sunderland allo Stadium of Light. Alli convince sempre di più, cresce di partita in partita e i paragoni con un altro centrocampista a tutto campo dalla discreta carriera, Steven Gerrard, peraltro idolo giovanile dello stesso Alli, iniziano a sprecarsi; anche Hodgson si accorge di lui e lo convoca per gli impegni della nazionale inglese contro Estonia e Lituania. Alli debutta con la maglia dei Tre Leoni il 9 ottobre, sostituendo Ross Barkley nella partita tra Inghilterra ed Estonia. Il 2 novembre arriva il secondo gol in Premier. Stavolta è l’Aston Villa a capitolare dopo un bel controllo di palla con la coscia e un destro mortifero dal limite dell’area che si spegne alle spalle di Guzan. La settimana successiva va in scena il derby di Londra più sentito, quello tra Spurs e Gunners, e Alli è in mezzo al campo, scelto ovviamente come titolare da Pochettino. Il primo derby, l’emozione che può giocare un brutto scherzo; tutto ciò non vale però per Alli, che alla fine viene anche nominato Man of the Match.
Ritorniamo così da dove siamo partiti: Wembley, il compagno di squadra al Tottenham Lloris che può solo provare a intercettare il gran destro partito dal limite dell’area di rigore, l’esultanza per un gol strepitoso ma soprattutto la consapevolezza, da parte degli addetti ai lavori, che da anni l’Inghilterra non era in possesso di una schiera di giovani così interessanti. Una schiera che vede in Alli una delle speranze più belle.
Matteo Luciani




