Un giro a Craven Cottage, tra romanticismo e modernità

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In Italia viene fondata la Gazzetta dello Sport, arriva il cinematografo e si disputano ad Atene le prime Olimpiadi dell’era moderna. Tutto questo e molto altro accadeva nel 1896, quando da qualche parte nell’ovest di Londra, sorgeva un impianto per il football che appassiona ancora oggi i seguaci del calcio inglese e lascia intatta una piccola parte di una magia troppo spesso soffocata dal business odierno, e che è prossima al rinnovo. Il Fulham ha annunciato di recente il rinnovamento della Riverside Stand, la tribuna del suo Craven Cottage, che costeggia direttamente il Tamigi. Case edoardiane, vasi di fiori fuori dalle finestre, un quartiere tranquillo e la fermata della District line, Putney Bridge, che conduce qui, dove sorge l’impianto più antico e romantico di Londra a pochi passi dal Bishops Park.

In un giorno di luglio del 2012 decisi di andare a dare un’ occhiata, e percorrendo Stevenage Road, quasi non capivo dove fosse lo stadio. La facciata della Main Stand, che si affaccia su quella strada, inganna: ideata dall’architetto Archibald Leicht che mise mano a tantissimi impianti inglesi dell’epoca, è tutta fatta di mattoncini rossi, quasi fosse un comun[tps_header][/tps_header]e quartiere residenziale, e salvò il Fulham dallo sfratto nel 1904. Poco distante, davanti al suo ingresso principale, la statua di John Haynes, attaccante e simbolo del club per diciotto anni, scomparso nel 2005. Detiene attualmente il record di presenze con 658 gettoni e ha segnato un totale di 158 reti in maglia bianca. A Craven Cottage, il tempo si è fermato. Mi ritrovo con un padre e suo figlio e un giovane ragazzo a farci da guida, dentro i dolci meandri di un impianto da 24.500 posti che ha resistito più volte al vento del cambiamento e soprattutto della demolizione, ma che non rinuncia alla modernità e al progresso. Seppur minuta, la struttura ha sfruttato appieno tutti gli spazi possibili, dai piccoli spogliatoi alla piccola sala medica, sino al ristorante, dove campeggia il tabellone di Fulham-Juventus 4-1, ottavi di Europa League 2009-10.

Ma quali sono le origini del nome di questa perla rara? Nel 1780 il barone William Craven fa erigere un cottage su questi terreni e, a quanto tramandato nei secoli, pare vi abbiano avuto accesso anche Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, lo scrittore Edward Bulwer-Lytton e Florence Nightingale. Nel 1888 il Cottage resta distrutto da un incendio e così, quello che ammiriamo oggi dietro a una delle bandierine del corner, è una ricostruzione. La dirigenza del Fulham trova questo terreno nel 1894 e vi edifica il suo impianto, che nel 1938 ospita addirittura 50.000 persone per un Fulham-Millwall. Cinque anni prima invece, la seconda ipotesi di trasloco in un nuovo impianto da 80 mila persone, scongiurato poi dalla grande depressione che mise il progetto in soffitta.

La Riverside Stand verrà rinnovata con l’introduzione di grandi vetrate affacciate sul fiume, dentro alle quali sorgeranno ristoranti, bar e piccole aree di ritrovo per i tifosi, in un progetto approvato lo scorso marzo e messo in piedi di concerto tra il club e il Royal Borough of Fulham and Hammersmith. Fino a poco tempo fa, anche nel periodo della mia visita, e per volere dell’ex proprietario Mohamed Al Fayed, sorgeva sotto alla tribuna una statua dedicata a Michael Jackson, ipotizzato come tifoso del Fulham ma che in realtà assistette solo una volta a una partita dei cottagers, cariatide poi rimossa dal nuovo proprietario Kahn con il bene placito dei supporters. Per vedere una partita di Premier League in questo ultimo lascito di tradizione, si parte, più o meno, dalle 40-45 sterline. A proposito, e il Cottage? Posti disponibili solo tramite invito, addobbi natalizi quando si gioca sotto le feste e, affisso, un cartello eloquente: “Non fate cadere del cibo”. Se sgranocchiate qualcosa appoggiati alla balconata, fate attenzione.