Spaccatura in Premier, capitani contro il taglio degli stipendi: “Preferiamo aiutare il sistema sanitario”

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Kevin de Bruyne, Troy Deeney e Mark Noble guidano la rivolta dei capitani che nell’ultima conference call andata in scena nelle scorse ore hanno amplificato la spaccatura tra i calciatori della Premier League. Lo riferisce il The Sun secondo il quale, contrariamente a quanto ipotizzato da proprietari e dirigenti dei club della massima divisione inglese, molti giocatori sono contrari all’ipotesi di tagliare gli stipendi o rimandare alcuni pagamenti fino al 30% degli ingaggi percepiti da contratto.

Il motivo? Gli stessi calciatori hanno avanzato una controproposta, spiegando a chiare lettere che “preferiscono donare soldi al sistema sanitario nazionale inglese che per aiutare i già ricchi proprietari dei club” scrive il tabloid.

La PFA, inoltre, ha sottolineato che il taglio del 30% degli stipendi in un periodo di 12 mesi comporterebbe una perdita di circa 200 milioni di sterline in tasse per il Governo. Da qui, dunque, la netta presa di posizione di de Bruyne, Deeney e Noble. Ai quali si è poi aggiunto una non precisata “stella della Premier” che ha tuonato: “Tutti i proprietari dei nostri club sono ricchissimi, perché dobbiamo aiutare loro?”.