Finalmente. Sì, davvero finalmente.
Amici Black Cats, oggi prende vita questa nuova rubrica dedicata a voi, anzi a noi, noi che ogni week end stringiamo le natiche sul palleggio avversario, noi che siamo almeno in 10 dietro la linea del pallone, noi che da buoni masochisti pallonari abbiamo responsabilmente scelto di soffrire per 36 lunghissime, infinite giornate. Solo trentasei, poichè fortunatamente due volte l’anno anche a noi è concessa la gloria: incrociare la nostra vittima sacrificale, il Newcastle United Football Club. E allora ditemi, quale modo migliore per iniziarvi alla lettura se non il dolce ricordo dell’ultimo derby del Tyne-Wear ?
Non stanca mai anche voi vero ? Ma è già tempo di mettere alle spalle il passato meno recente e archiviare un girone d’andata giocato, è proprio il caso di dirlo, sulla difensiva. Venti punti al giro di boa, un po’ pochi per una rosa che potrebbe e dovrebbe ambire ad una salvezza meno ansimante, ma memori della folle stagione passata, quando al termine del girone di andata la casella punti recitava un inquietante “14”, ci teniamo stretta la media appena superiore al punto a partita, figlia degli innumerevoli pareggi (11).
Il poco rassicurante avvio del girone di ritorno, con tre sconfitte in altrettante partite e il tanto caro pareggio a reti inviolate in Fa Cup contro il Fulham, aveva provocato tra i tifosi qualche insofferenza di troppo nei confronti di Gus Poyet, reo di praticare un gioco poco brillante (eufemisticamente parlando). E le statistiche non davano di certo ragione al tecnico uruguayano: 16 reti segnate e nel complesso la squadra di Premier con il peggior rapporto tra i tiri nello specchio effettuati e subiti. Ora personalmente non sono un fan dei numeri, ma leggere che avevamo calciato in porta meno dei Villans (116 a 140) un po’, bisogna ammetterlo, turbava.
Per fortuna la boccata di ossigeno tanto attesa è arrivata con le due controverse vittorie con il Burnley e nel replay di Fa Cup a Craven Cottage. Due prestazioni non esaltanti, ma nel calcio si sa ci sono momenti in cui tutto ciò che conta è fare bottino pieno, e i ragazzi non hanno fallito l’obiettivo battendo dapprima i Clarets grazie alle reti di Wickham e Defoe, poi infliggendo il 3-1 a domicilio al Fulham, strappando il ticket per gli ottavi di finale. NEXT STOP BRADFORD.
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— Sunderland AFC (@SunderlandAFC) 3 Febbraio 2015
RICKY ALVAREZ – Quella di martedì è stata senza dubbio la notte di Ricky Alvarez. L’ex Inter ha finalmente dimostrato la ragione per la quale in patria gli avevano affibbiato il nomignolo di “Ricky Maravilla“, ma chi è attento alle vicende calcistiche nostrane sa quanto fragile e incostante sia il talento argentino. Aveva già fatto breccia nel cuore dei tifosi inglesi nel rocambolesco match contro il Manchester City, quando partendo da destra si era fatto gioco della difesa celeste dando vita all’azione che avrebbe poi portato al rigore del momentaneo pareggio realizzato da Johnson. Gus Poyet, nonostante lo scarso impiego, ha sempre ribadito di avere grande fiducia nel ragazzo. Chissà se il goal-vittoria contro il Fulham gli consegnerà una maglia da titolare sabato contro lo Swansea. Con il ritorno di Adam Jonshon il manager dei Black Cats ha l’imbarazzo della scelta davanti, e i problemi fisici di Wickham e Giaccherini lasciano credere che l’argentino possa completare il tridente bianco-rosso con Defoe.
CURIOSITA‘ – Chiudiamo questo primo appuntamento con un dato bizzarro : in questa stagione ad ogni vittoria del Sunderland (poche, in verità), è seguita una sconfitta (in qualche caso anche dura, come l’8-0 a Southampton o l’-1-3 con l’Hull City). Chiamiamole contingenze, e senza prenderci troppo sul serio godiamoci l’ultimo capolavoro di Botticelli, pardon, Bettinelli.
#HAWAYTHELADS
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