BLACK CATS CORNER – Ci son stati giorni migliori

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Amici, amanti e .. un altro appuntamento con il Black Cats Corner. La rubrica che non vince mai (un po’ troppo diretto come slogan vero ?).

 

Non di rado accade che la sostituzione del tecnico porti con se, anche se in breve tempo, alcune sensibili modifiche che evidenziano carenze della precedente gestione. Quando Paolo Di Canio strappò a Steve Bruce la panchina dei Black Cats, sin dalle prime uscite la squadra sembrò ricordare quale fosse lo scopo del gioco superando persino la linea del centrocampo. Gus Poyet invece rafforzò la metà campo provando (perchè sarebbe azzardato l’uso del verbo riuscire) a giocare orizzontalmente e mantenere più a lungo il possesso, intervallando quello avversario e schiacciando le due linee al limite dell’area di rigore sull’altrui palleggio, andando così a saturare l’emorragia ereditata dalla gestione precedente.

Nell’incontro di sabato al Boleyn Ground, costretto dalle assenze tutte concentrate nei giocatori di maggior classe, e dal difficile momento di Adam Johnson (vendesi eufemismi e perifrasi), Advocaat non ha comunque rinunciato a schierare le tre punte, ma al di là delle sterili soluzioni revival del calcio inglese anni 90′, ovvero palla lunga e spizzata per sfruttare la rapidità di Defoe si è visto ben poco. Così ogni qual volta la squadra tentava di affrontare la difesa avversaria palla al piede l’immagine di un Poyet a braccia conserte si faceva più nitida sovrapponendosi come un inevitabile promemoria. Nulla di trascendentale, la missione anti-incendio di Dick è ancora alla fase A, ma è bene ricordare che il tempo per aprire gli idranti è poco.

E’ stato comunque interessante vedere quali novità l’olandese ha apportato e cosa ha chiesto ai suoi giocatori. Giocare con le tre punte così vicine sarà una soluzione che probabilmente rivedremo nel derby del Tyne-Wear, dove la rattoppata e malconcia difesa del Newcastle dovrà guardarsi bene dalla posizione di Defoe, non più nel vivo del gioco, ma vero terminale offensivo, in grado di balenare sulla linea del fuorigioco ed approfittare della lentezza dei centrali avversari.

Le scuse per ostentare positività in vista di un futuro prossimo non sono poche. La prima arriva dagli altri campi, infatti le ultime sette della classifica non hanno rimediato nemmeno un punto nell’ultimo turno di Premier League, e anche la prossima settimana ci sarà consentito di galleggiare sopra la red-zone occupata da Burnley, Qpr e Leicester, questo grazie alla pausa per gli incontri delle Nazionali, che consentirà alla squadra di apprendere gli schemi del nuovo tecnico. Metaforicamente mi piace pensare che si stia lì fino a fine stagione a fare il morto in acqua pregando che la corrente ci trascini a riva. La seconda, per quanto aleatoria, deriva dal reintegro di Adam Johnson e dai recuperi di Ricky Alvarez e Mick Buckley, soluzioni che possono tornare estremamente comode, soprattutto a partita in corso. La terza è invece un mix di scaramanzia e statistica: Advocaat infatti giocherà la sua seconda partita da subentrante contro il Newcastle, proprio come i suoi predecessori Di Canio e Poyet. Entrambi persero all’esordio per poi conquistare due meravigliose vittorie nel derby. 

Non c’è due senza …

#HAWAYTHELADS

 

 

Marco Lauria
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