TOFFEES CORNER – Lukaku il terribile

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Bentrovati amici evertonians di Passionepremier.com! La settimana scorsa ci eravamo lasciati, dopo la partita con l’Arsenal e la vittoria ai rigori contro il Norwich in Capital One Cup, dicendo che da ora in poi il calendario sarebbe stato più clemente per i nostri Toffees, o quantomeno più abbordabile, al netto di cali di concentrazione o di approcci alle partite sbagliati, problema di cui purtroppo abbiamo sofferto parecchio fin qui. La vittoria non arriva dal 28 settembre e, complici soste e il miniciclo Liverpool-United-Arsenal, la situazione di classifica si fa ingiusta per quanto visto finora. Dall’altro lato però troviamo un Sunderland a cui mister Allardyce non è ancora riuscito a dare una forma compiuta.

Martinez schiera il suo 4-2-3-1 di fabbrica, con Howard tra i pali, Stones e Funes Mori difensori centrali con Oviedo come terzino sinistro e Coleman a destra. Barry e McCarthy davanti alla difesa e Deulofeu, Barkley e Kone a supporto di Big Rom Lukaku, punta di ruolo.

Il match inizia sotto gli occhi attenti dei nostri ragazzi di Everton Italia, presenti a Goodison Park per questa partita e Dio solo sa quanti insulti possano essere partiti al quarto minuto, quando il Sunderland si rende pericolosissimo con Van Aanholt che scarica un bel tiro sul palo. Ma l’Everton non sembra sceso in campo, si palesano quei problemi di approccio alla partita evidenziati nell’introduzione. Al 14esimo infatti, sempre Van Aanholt taglia la difesa come burro, buttando il pallone sulla destra dove trova Defoe che prova la botta ma trova Howard, sulla respinta il pallone finisce a Johnson, il cui tiro si stampa sullo stesso palo di prima, infine Fletcher si fa disinnescare da un Coleman piovuto dal cielo a sradicargli il pallone. Sunderland padrone del campo almeno fino al 19esimo, quando Kone da centrocampo apre sulla destra per l’inserimento di Deulofeu, che praticamente al primo pallone toccato segna mettendola tra le gambe di Pantillimon. C’è mancata anche un po’ di fortuna negli ultimi tempi, ed è importante che accadano cose come questa. Il Sunderland non ci sta e prova a rendersi pericoloso di nuovo con Johnson ma al 31esimo arriva il raddoppio Toffees. Deulofeu passa a Kone che la dà a Lukaku, che vede il movimento del biondo ivoriano e scarica su di lui, che di sinistro scarica in rete. Verso la fine del primo tempo l’Everton continua a spingere ma Lukaku riesce solo a trovare una conclusione centrale che il portiere blocca. Al 46esimo infine, Stones contrasta con sufficienza Defoe, il quale riesce a scavalcarlo. Nulla può l’intervento di Funes Mori, l’ex giocatore di West Ham e Tottenham fa gol. 2-1 e squadre a riposo.

Nella ripresa i Black Cats ripartono con rabbia, e al 49’ Fletcher trova la zuccata vincente che stabilisce il punteggio sul due pari, complice anche un Funes Mori non esattamente impeccabile, diversamente da quanto aveva fatto la settimana scorsa nei duelli aerei con Giroud. Cinque minuti dopo Deulofeu da trenta metri butta un pallone in mezzo all’area di rigore, per Lukaku pronto ad avventarvisi. Arriva prima di lui l’uruguaiano Coates del Sunderland, che sfortunatamente segna l’autogol che dà il vantaggio momentaneo all’Everton. Ma Lukaku, rimastoci evidentemente male, può solo abbozzare un sorriso amaro per non aver segnato. Deulofeu dev’essersi accorto di questa venatura triste che percorre il campo, così cinque minuti dopo imbecca il belga, che scarta Pantillimon e segna il meritato 4-2. Il Sunderland cede vistosamente, ad ogni attacco si aprono voragini nella difesa, e al 63esimo Barkley e McCarthy prendono in giro la difesa schierata prima di passarla a Kone, un po’ sparito dai radar per il suo impegno anche in fase difensiva, che defilato sulla sinistra trafigge per la seconda volta il portiere del Sunderland per poi completare l’umiliante hat-trick al 76esimo, spizzando di testa il pallone che Lukaku gli recapita con precisione imbarazzante al centro dell’area. Da qui in poi è tutta sussistenza, con il Sunderland che sventola bandiera bianca e l’Everton che gestisce senza alcun problema.

Al di là del risultato, dell’atteggiamento negativo della squadra fino al primo goal e delle solite disattenzioni difensive che sono strofa e ritornello della canzone fatta di lamentele che cantiamo dalla prima giornata, quello che emerge in maniera clamorosa in questa partita è la prestazione di Romelu Lukaku. Molte volte criticato per una sostanziale inconcludenza eppure utilizzato senza soluzione di continuità dal mister, ha sfoderato una prestazione da attaccante totale, con un gol (quasi due se Coates non avesse provato un anticipo alla disperata facendo poi autogol) e due assist per Kone, oltre ad una prova autorevole sul piano fisico e sul piano tattico, facendo piovere paragoni con uno degli attaccanti – a mio avviso – più forti di tutti i tempi, quel Didier Drogba che, quando Romelu arrivò al Chelsea qualche anno fa, avrebbe dovuto fare da chioccia al 18enne proveniente dall’Anderlecht, finendo però col soffocarlo col suo peso morale e sportivo in campo e nello spogliatoio. Un articolo del Liverpool Echo lo celebra, noi ne godiamo per ora ma prima di festeggiare cerchiamo di impedire che siano gli altri a farlo, migliorando ancora le prestazioni soprattutto della retroguardia.