Per tutti coloro che da sempre sono affascinati del mondo del Brit footie, il tema delle rivalità territoriali è uno degli argomenti più affascinanti e coinvolgenti.
La simbiosi totale di un club con il suo singolo quartiere-blocco, lo spirito di comunione degli stessi tifosi con la squadra, gli stemmi sociali che rievocano antichi messaggi araldici, le costruzioni in muratura di inebriante stile gotico e vittoriano.
Nel Regno Unito ogni singola partita di football significa un confronto sociale, una tradizione popolare contro un’altra e, molto spesso, l’occasione per una giusta catarsi ai danni di coloro che invece trascorrono una vita agiata forti del loro status di appartenenza. Si, lo sappiamo, è un concetto che effettivamente si riferisce ad un pubblico di nicchia, quando invece magari la maggior parte dei tifosi ama sollazzarsi dei trionfi di una squadra nata in una città magari lontana tantissimi chilometri, con cui non esiste assolutamente nessuno spirito territoriale di riconoscimento ed adorazione.
Tutti questi concetti sono espressi, in maniera molto più estesa e chiara, in un’opera che ha rubato il nostro occhio: il titolo è “Local derbies in the UK”, redatto dai giovani ma già grandi appassionati di brit footie Indro Pajaro e Luca Garino. Un testo veramente di livello, che sicuramente manderà su di giri ogni amante del genere.
Si spazia a tutto tondo dalla storia delle singole comunità alla geografia dei luoghi citati, arrivando fino alla politica sociale che diventa paradigma assoluto nelle rivalità calcistiche più esasperate in Gran Bretagna. Derby cittadini, derby regionali e non soltanto.
A tal proposito, Passione Premier ha realizzato un’intervista ai due autori, una chiacchierata amichevole ed informale in cui abbiamo discusso del calcio anglosassone a 360°.
Un sogno divenuto realtà. #LocalDerbiesInTheUK @GarinoLuca pic.twitter.com/i5kAxzJP4J
— Indro Pajaro (@IndroPajaro) 1 Ottobre 2015
Da dove nasce questa vostra passione e perché avete deciso di tradurla per iscritto?
Indro: “La mia passione per il calcio inglese è nata negli anni Duemila, quando attraverso le partite di Premier League trasmesse su Sky ho avuto modo di avvicinarmi ad un tipo di football da cui rimasi subito colpito: tanto agonismo e voglia di vincere di entrambe le squadre, con i giocatori che correvano per 90’ incitati da uno stadio pieno e rumoroso. Fu amore a prima vista, soprattutto per il Manchester United che mi rapì con i vari Van Nistelrooy, Scholes e Beckham. Il libro invece nasce da una serie di approfondimenti sulle rivalità nel calcio britannico che un paio di anni fa iniziai a curare insieme a Luca sul sito “Te La Do Io L’America” all’interno di una rubrica dedicata. Ogni capitolo era concepito come un focus su una particolare rivalità: dopo vari apprezzamenti e la diffusione del nostro lavoro sulla rete, Daniele Gaetani (ragazzo leccese conosciuto tramite questi articoli) commentò sotto un nostro elaborato su Facebook consigliandoci (in maniera più o meno scherzosa) di farne un libro che a suo dire avrebbe riscosso successo. Cogliemmo la palla al balzo, interrompemmo la pubblicazione online dei pezzi per timore che ci venissero in qualche modo “rubati” ed iniziammo un attento e scrupoloso lavoro di revisione che ci ha portato nel novembre del 2014 a contattare la casa editrice che diede piena approvazione al progetto.”
Luca: “La passione per il calcio inglese mi è stata tramandata da mio papà. Grazie ad una trasferta di Coppa dei Campioni, mentre tornava verso l’Italia aveva conosciuto dei ragazzi di Liverpool. Quando andai la prima volta in Inghilterra fu amore a prima a vista. Da sempre attratto dalle atmosfere calde all’interno degli stadi ed il mondo hooligan, avevo così trovato modo di sperimentarlo e conoscerlo appieno”.
Nel vostro libro si parla principalmente di rivalità territoriali. Quali sono quelle che con due parole potete descriverci, oltre a quelle che già conosciamo?
Indro: “Sicuramente quella tra Chester e Wrexham, squadre di Conference che danno vita al Cross Border Derby poiché la prima si trova sul confine inglese e la seconda è la città del Galles con essa confinante. Aggiungerei anche quella strettamente locale tra Nottingham Forest e Notts County ed infine e a mio avviso quella che è l’emblema assoluto dell’antagonismo locale tra Dundee e Dundee United, i cui stadi sono letteralmente affacciati l’uno sull’altro”.
Luca: “Per rivalità territoriali intendo un contrasto che vada oltre i limiti del campo di gioco e in particolare quando subentrano fattori legati al senso di appartenenza alla propria città. Una rivalità molto sentita ma di cui se ne parla poco è quella tra Norwich e Ipswich. Sapete il motivo della rivalità? Norwich ha lo status di City mentre Ipswich soltanto Town. Non è incredibile come motivo? Una rivalità che sta prendendo sempre più spessore è il Tees-Wear Derby tra Middlesbrough e Sunderland. Questa rivalità non è sicuramente nota come il più famoso Tyne-Wear derby ma numerosi sono stati gli scontri tra le due fazioni. Le due squadre distano poi soltanto 26 km”.
Questa sera #NorthLondonDerby tra @SpursOfficial e @_Arsenal1886 . in #LocalDerbiesInTheUK si spiega tale rivalità. pic.twitter.com/yz2g7HQXul — Luca Garino (@GarinoLuca) 23 Settembre 2015
Il concetto del “Support your local team” in UK è abbastanza esasperato, ed è un qualcosa che a noi risulta difficile da riportare per iscritto. Potete sintetizzarcelo brevemente? Ed in Italia sono veramente solo Roma, Genova e Napoli ad avere un attaccamento così morboso verso il territorio e la squadra?
Indro: “Il concetto sintetizza l’abitudine britannica di sostenere la squadra locale, qualsiasi essa sia ed in qualsiasi quartiere o città ci si trovi, senza tifare gli squadroni blasonati che magari distano centinaia di chilometri. A mio avviso, oltre alla diversa cultura sportiva, un ruolo determinante in questo aspetto è dettato dalle televisioni che non trasmettono le partire del sabato alle 16 ed invogliano il tifoso a recarsi allo stadio per seguire il proprio club ed alla grande attenzione mediatica che il campionato di Football League (dalla Championship alla League 2) ha in Inghilterra, cosa che in Italia non accade con la Lega Pro. Da questa infelice situazione, come anche scritto nel libro, si salvano solo alcune realtà del sud Italia (al Nord direi solo Hellas, Genoa e Sampdoria), poiché in queste zone del nostro Paese la distinzione dei quartieri è ancora marcata e si avverte un maggiore senso di appartenenza”.
Luca: “Il concetto di “Support your local team” non è facile da comprendere qui in Italia perché probabilmente non è mai esistito o comunque si è poco diffuso. Questo invece è un elemento caratteristico del Regno Unito perché c’è una forte identità tra tifoso, squadra e città di appartenenza. Oltre a ciò vi è uno stretto rapporto con la squadra del proprio quartiere. E’ un legame che forse noi non riusciamo a capire perché se già non c’è un senso di appartenenza nazionale figuriamoci regionale o cittadino. Per fare un esempio, un ragazzo nato e cresciuto ad Everton non può che tifare per i Toffees perché quello è il suo quartiere e quella la squadra della sua zona. In Italia un piccolo accenno di “Support your local team” è presente al Sud ma purtroppo sta calando anche lì”.
Quali sono – secondo voi – in ordine gerarchico i derby più bollenti? Il Tyne-Wear, quello di Birmingham, quelli del sudest di Londra, l’Old Firm o altri?
Indro: “Difficile trovare un ordine che rispetti questo criterio poiché non sarebbe nemmeno corretto e rispettoso nei confronti di chi queste rivalità le vive in prima persona. Dico, comunque, a mio avviso le tre più calde: Old Firm, West Ham-Millwall e Tyne-Wear Derby, anche se confesso che quella più affascinante per me rimane la nobile ed elegante sfida tra Chelsea e Fulham“.
Luca: “Secondo me il derby più bollente, come hai detto tu, non può che essere l’Old Firm. La rivalità tra Celtic e Rangers si manifesta per ultima sul campo di calcio. Questo perché ci sono fattori molto più importanti legati alla religione, alla politica, ad un aspetto sociale e militare. Al secondo posto metto il derby dell’Est di Londra che vede contrapporsi due tra le firms più violente dell’intero panorama europeo”.
Un excursus su Nottingham Forest-Derby County?
Indro: “Si potrebbero scrivere papiri, ma mi limito a dire che questa rivalità sta tutta nella figura di Brian Clough: giocatore e goleador del Sunderland, poi tifoso e allenatore del Derby County che portò alla vittoria del primo titolo nazionale. Passò al Leeds, dove visse i celebri e sfortunati 44 giorni sulla panchina di Elland Road prima di approdare al Nottingham, club con cui raggiunse i suoi migliori risultati da manager conquistando due Coppe dei Campioni consecutive. Morale? Derby e Nottingham si odiano perché ognuna si reputa la squadra del cuore del compianto manager, ma entrambe sono pronte a fermarsi ed applaudire quando c’è da evocarne la memoria nel giorno dell’anniversario della morte”.
Luca: “Nottingham Forest v Derby County è una rivalità nata recentemente. Tale rivalità riguarda la reciproca convinzione di essere stati la squadra della vita del tecnico inglese Brian Clough. Sicuramente va ricordato quando nel corso degli anni ’80 i tifosi del Derby e del Leicester facevano scorribande nel centro di Nottingham in cerca di tifosi del Forest e quando quest’ultimi nel 2009 fecero trovare teste di pecore mozzate fuori da alcuni pub di Derby”.
Il testo vanta anche una prefazione di Luca Manes, sublime conoscitore del calcio britannico e delle sue mille sfaccettature, già presenti in altre opere di grande rilievo. Per Luca Garino ed Indro Pajaro siamo sicuri che a breve si apriranno grandi palcoscenici nell’ambito della comunicazione sportiva, ed a loro vanno i ringraziamenti della redazione per averci permesso di elaborare questa bella chiacchierata in libertà.
Articolo ed intervista a cura di
Gabriele Fumi
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