BEES CORNER – Brentford: cercasi Manager a tempo pieno.

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Brentford
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La settimana di pausa prevista in calendario per i play offs per Euro 2016 dovrebbe consentire la classica riflessione a bocce ferme. Non sembra però essere questa l’atmosfera in casa Brentford. Si rincorrono infatti voci riguardanti il futuro della guida tecnica del Club.
Da una parte le affermazioni dell’attuale tecnico Lee Carsley, peraltro fresco di premio Manager of the Month relativo al mese di ottobre, che si autocolloca come Caretaker Manager fino alla fine della stagione, parere espresso fin dall’inizio della sua avventura in prima squadra; dall’altra i pareri diciamo pure ufficiali, visto che arrivano dal Responsabile dello Sviluppo del Club Pedersen, che tra mezze ammissioni e mezzi ammiccamenti concede che è vero che il Club è alla ricerca di un Manager che possa dare ampio respiro al progetto del Club (la Premier League in 2-3 anni, e questo non è un segreto), ma solo perché a questo ruolo non sembra essere interessato Lee Carsley, e il Club ha dunque il dovere di guardarsi intorno per una figura ritenuta adatta.
Insomma: è nato prima l’uovo o la gallina?

I media poi fanno il loro lavoro e in questi giorni un paio di nomi sono rimbalzati qui e là e in seguito vedremo se è vero che dove c’è del fumo ci deve anche essere (almeno) un po’ d’arrosto.
Infatti i due maggiori indiziati sarebbero Justin Edinburgh, attuale boss al Gillingham e Dean Smith, manager del Walsall.
La quasi totale mancanza di ipocrisia del calcio britannico consente, per chi non lo sapesse, di avviare col consenso del club di appartenenza, dei colloqui con tecnici già sotto contratto altrove, colloqui che poi possono portare ad accordi sia nell’immediato che nel futuro.
Personalmente troviamo piuttosto strano e improbabile che un tecnico “abbandoni” la propria squadra, specie se prima in classifica – caso del Gillingham – ma è già successo in passato e noi stessi al Brentford siamo stati testimoni due anni orsono della partenza di Uwe Rosler verso Wigan con la squadra molto ben messa in classifica e in pieno progetto Championship; sappiamo bene poi come è andata e chi ha davvero guadagnato dalla partenza del tedesco.

Ma tornando ad oggi non possiamo fare a meno di considerare che chiunque venga nominato Head Coach, fosse ora o alla fine della stagione, a lasciarci un tantino perplessi sono  le parole di Pedersen. Egli infatti afferma che la volontà del Club sarebbe quella di avere un Manager che conosca il calcio inglese o britannico in generale per evitare che la mancanza di un certo tipo di cultura tipica del calcio d’oltre Manica dia luogo a “misunderstandings” come nel caso dell’olandese Djikuizen: difetto di comunicazione nei rapporti con la squadra e ritmo gara non adeguato allo standard della Championship.

Va dato atto a Pedersen, che si suppone non parli a titolo personale ma per tutto il Club, che saper tornare sui propri passi è segno di onestà intellettuale e grande autostima, ma ci viene anche in mente che certe “incognite” legate all’ingaggio di un tecnico straniero proveniente da un’altra realtà calcistica erano già presenti al momento della scelta del tecnico stesso, e che in quel momento il Manager al Brentford si chiamava Mark Warburton, inglese, che dati alla mano era risultato molto adatto al ruolo portando al termine della stagione la squadra a disputare i playoff e facendo vivere al popolo delle Bees la stagione migliore degli ultimi 50 anni. Mah…
Stranezze del calcio moderno.

Intanto sul fronte giocatori abbiamo Jota e McEachran pronti al rientro, e in questo weekend Judge e Vibe impegnati rispettivamente con l’Eire e la Danimarca negli spareggi per andare a Euro 2016.
Alla ripresa arriva il Forest al Griffin Park.
Come on U Bees!

Giancarlo Manunta
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