BEES CORNER – Brentford: la vittoria arriva all’ultimo respiro.

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Little Old Brentford strike back. Un coriaceo e mai domo Brentford torna ad assaporare il gusto della vittoria nel modo forse più bello: con un gol al 96’ in una partita che si poteva pure perdere.
Come già visto in qualche gara passata, anche nelle stagioni precedenti, chi va via dal Griffin Park prima che la gara finisca rischia di perdersi qualcosa. A parte la nostra personalissima idea (che senso ha guadagnare 5 minuti per andare a prendere il treno e perdersi magari il gol vittoria?) in generale non siamo quasi mai d’accordo con chi lascia lo stadio anzitempo, a meno che non lo si stia facendo per protesta silenziosa (come capita quando si sta perdendo  male).

Era stato buon profeta l’amico Mark Burridge, speaker ufficiale di Bees Player, quando al 93’ vedendo una persona sotto la sua postazione lasciare lo stadio commentava laconico : “ so che deve prendere un treno per il Kent, ma non so se sta facendo bene ad andar via…”.
Possiamo dunque solo immaginare la sensazione del tifoso raggiunto inevitabilmente dal boato del Griffin Park due minuti dopo (DOVEVA essere ancora nei pressi dello stadio) mentre sgambetttava per raggiungere la peraltro vicina stazione ferroviaria…

Commenti di questo genere a parte, la gara con il Nottingham era cominciata in maniera un po’ sonnacchiosa per le Bees, Carsley mandava in campo la solita formazione con l’inserimento di Vibe in avanti in  sostituzione dell’infortunato Djiuricin. Gli arcieri venivano da una buona gara vittoriosa nel “Clough Trophy” due settimane orsono e si presentavano in buona salute dunque. Il primo tempo infatti vedeva un netto predominio ospite che arrivavano un paio di volte ad impensierire Button grazie piu’ a disattenzioni Brentford che per proprio effettivo merito. I padroni di casa per contro non riuscivano quasi mai a disimpegnarsi in palleggio e al termine di primi 45’ le conclusioni verso la porta avversaria erano zero.

Nella ripresa, il brevissimo pomeriggio del Middlesex lasciava subito spazio al buio e con le luci artificiali del Griffin Park si accendeva anche il Brentford: piu’ pressione, piu’ aggressività, buoni disimpegni a centrocampo per trasformare “very quickly” l’azione da difensiva in offensiva.
Ne guadagnava la gara stessa che improvvisamente diventava piacevole e faceva presagire qualcosa di buono. Canos e Hoffmann sostituivano Swift (bravo e ordinato ma leeeentooo) e Vibe per dare un po’ di verve alla manovra: la mossa funzionava perché lo spagnolo ha tutto un altro passo rispetto a Swift e ha anche la faccia tosta del ragazzo che punta l’avversario senza paura, succeda quel che succeda.
E’ lui poi non a caso a dare il vantaggio mettendo in rete sottomisura una palla ributtata dentro l’area dopo un calcio d’angolo che sembrava perduto. 1-0.
Si tratterebbe ora di gestire la reazione del Forest e magari andare a cercare il gol della sicurezza (fallito da Judge due minuti dopo) ma una “Deanata” ci mette a disagio: il buon Harlee esce con sicurezza dall’area palla al piede e si avventura fino alla propria trequarti; li’ se la allunga e per recuperarla commette fallo sull’avversario, giustamente fischiato dall’arbitro. Li’ il nostro la combina grossa e prima acchiappa il pallone per mostrarlo all’arbitro nel protestare il suo intervento sulla sfera, poi quando un avversario cerca di prenderglielo, lo allontana con l’avambraccio  e quello ovviamente cade. Finisce con un rosso diretto. Voto a Dean: zero. Entra O’Connell per Judge e la difesa torna a quattro.
Tre minuti dopo il Forest pareggia: Lansbury aprofitta di un disimpegno sbagliato di Toumani (alla sua duecentesima col Brentford) e batte Button imparabilmente dal limite dell’area.1-1

Qui ti aspetteresti di perdere la partita e invece è il Brentford a reagire e a costringere il Forest ad arretrare sospinto da un McCormack in versione “settepolmoni” e da un Woods che conferma di avere davvero piedi buoni e di saperli usare bene. Un palo colpito al 92’ fa presagire la giornata storta ma un’azione insistita di Woods sulla destra porta il Ginger Pirlo a concludere con il portiere che riesce a respingere corto: appena dentro l’area Hoffmann ribatte e le successive deviazioni di tre giocatori del Forest (che si spiazzano a vicenda) non impediscono alla sfera di finire in rete con conseguenti scene di giubilo sia in campo che sugli spalti. Come è giusto.
Il buon piccolo vecchio Brentford!

Nel dopopartita Lee Carsley si dice contento per la vittoria: “tantopiù visto che è la mia ultima gara col Brentford e mi fa piacere aver chiuso in bellezza”.
In settimana infatti dovrebbe essere annunciato il nuovo Head Coach. Chi sarà? Il mistero continua.
Le statistiche, tanto care a owner Benham, dicono però che la media punti di Carsley è la piu’ alta di sempre per il Brentford.

Yours truly.

Giancarlo Manunta
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