FOCUS – A Leicester l’erba è sempre più….Vardy!

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Giugno 2012: il centravanti Jamie Vardy è reduce da una stagione pazzesca, 31 gol in 36 partite disputate. Numeri impressionanti si, ma realizzati in Conference Premier, quinta serie inglese, con la maglia del Fleetwood Town. 21 novembre 2015: a St. James’ Park Vardy va in gol per la decima partita di fila in Premier League eguagliando il record di un certo Ruud Van Nistelrooy e mettendo a segno la tredicesima rete in tredici match giocati. In poco più di mille giorni la vita del ragazzo di Sheffield è stata completamente stravolta. Una storia bellissima, che merita di essere raccontata.

Vardy, classe ’87, a quindici anni è nel settore giovanile dello Sheffield Wednesday. Dopo un solo anno, tuttavia, i ‘gufi’ lo lasciano andare e Vardy entra a far parte dello youth system dello Stocksbridge Park Steels. In quattro anni l’attaccante cresce notevolmente e nel 2007 il manager Gary Marrow decide di lanciarlo in prima squadra. Siamo in Conference South, sesta divisione inglese, e Vardy guadagna all’incirca 30 sterline a settimana lavorando come semplice operaio in una fabbrica. Nulla di più lontano dal dorato mondo della Premier League di mostri sacri come Sir Alex Ferguson. Eppure in tre stagioni Vardy mette insieme 107 presenze e 66 gol. La media realizzativa è da lustrarsi gli occhi; il salto di categoria, tuttavia, tarda ancora ad arrivare. A giugno del 2010, infatti, Vardy viene messo sotto contratto dall’Halifax Town, squadra militante in Conference North. Cambia la maglia ma non il rendimento. 29 gol in 41 partite. La stagione seguente Vardy inizia ancora tra le file dell’Halifax Town ma dopo 3 gol nelle prime 4 partite in campionato viene notato e acquistato dal Fleetwood Town. Una posizione nella lunghissima scala che conduce alla Premier è stata scalata. Il Fleetwood Town milita infatti in Conference Premier, quinta serie. A 24 anni, per chi ha grandi ambizioni come Jamie, non è certo un risultato stratosferico; qualcosa, però, inizia a muoversi. I gol continuano a piovere come non mai, tanto che a gennaio del 2012 l’allenatore del Blackpool Ian Halloway prova a portarlo in Championship tra le proprie fila. L’offerta però è troppo bassa secondo i vertici del Fleetwood Town e Vardy resta dov’è. Poco male, comunque, visto che il bomber di Sheffield termina la stagione con 31 reti in 36 partite riuscendo finalmente ad effettuare il salto triplo di categoria firmando con il Leicester.

Il 18 maggio 2012 diviene ufficiale il suo passaggio tra le fila delle Foxes per la cifra, irrisoria se si pensa a ciò che sta mostrando Vardy, di un milione di sterline. Sembra l’inizio di una splendida favola ma il primo anno in Championship per il ragazzo è un clamoroso un fiasco. L’inarrestabile macchina da gol ammirata sui campi di Conference improvvisamente scompare e Vardy finisce la stagione 2012/2013 con soltanto cinque reti all’attivo. Non piovono più gol ma critiche feroci. Nella testa di Vardy iniziano persino a balenare ipotesi di ritiro dal calcio. “Basta così” pensa “meglio tornarsene a una tranquilla vita da operaio, senza tutti questi riflettori addosso, dando due calci al pallone al massimo tra amici o su qualche campaccio di provincia”. Il tecnico del Leicester Nigel Pearson non vuole neppure prendere in considerazione un’ipotesi del genere e convince Vardy a continuare e rimanere al King Power Stadium. Mai scelta si rivelerà più azzeccata. La stagione seguente Jamie torna super e con 16 gol aiuta il Leicester a tornare in Premier League dopo dieci anni di purgatorio.

L’impatto con la Premier non è dei più semplici ma Vardy mostra tutta la sua tempra anglosassone lottando su ogni pallone e strappando comunque tanti applausi ai sostenitori delle Foxes. La vena realizzativa non è quella dei giorni migliori, 5 gol in 36 partite giocate nella stagione 2014/2015, ma Vardy regala comunque alcune prestazioni eccezionali; il 21 settembre del 2014, ad esempio, mette a segno il primo gol tra i ‘grandi’ contro i leggendari Red Devils, regalando anche quattro assist, nella pirotecnica vittoria finale del Leicester per 5-3. Ad aprile del 2015, invece, Vardy segna due reti fondamentali per la salvezza dei suoi, contro WBA e Burnley, venendo nominato Player of the Month. Quella missione che solo a fine marzo sembrava improbabile, alla fine riesce grazie anche ai gol del bomber di Sheffield: il Leicester si guadagna la permanenza in Premier con un finale di stagione incredibile e Vardy viene addirittura convocato da Hodgson in nazionale per la prima volta. Nel più radioso momento della vita calcistica di Vardy arriva però una brutta notizia. Il 30 giugno del 2015 Nigel Pearson, a cui Vardy deve molto se non tutto per il prosieguo della propria carriera, viene licenziato dai vertici del Leicester. Una decisione assurda dovuta, oltre che ai rapporti difficili con il board delle Foxes, a motivi extra campo; i problemi sono infatti legati al figlio di Pearson, calciatore della squadra riserve del Leicester, che viene coinvolto in uno scandalo a luci rosse.

Sulla panchina del King Power Stadium arriva Claudio Ranieri ma Vardy non ha la minima intenzione di fermarsi, anzi. Il tecnico romano adora i calciatori di temperamento come lui e sul campo la fiducia viene ampiamente ripagata. E’ il miglior Jamie di sempre. Tredici reti nelle tredici partite di Premier sin qui disputate ma, soprattutto, dieci volte in gol consecutivamente; un numero che gli vale la condivisione del record di Ruud Van Nistelrooy. Bournemouth, Aston Villa, Stoke, Arsenal, Norwich, Southampton, Crystal, West Bromwich, Watford e Newcastle: dal 29 agosto Vardy sa fare solo una cosa, segnare. Il prossimo weekend Vardy si ritroverà davanti quel Manchester United da cui, in Premier, lo scorso anno tutto è cominciato; lo stesso United che permise a Ruud Van Nistelrooy di segnare dieci volte di fila. Oggi, però, è un’altra storia. Oggi sono le Foxes a guardare tutti dall’alto e ad avere il capocannoniere della Premier tra le proprie fila. Chissà che non sia l’inizio di una nuova, meravigliosa favola di quattro parole: eleven in a row.

Matteo Luciani