MANCHESTER CITY – Non tutto si può comprare…

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Manchester City

Al giorno d’oggi quando si è al Manchester City, o meglio quando si è il Manchester City, si può ben dire che l’apice è stato toccato: si fa parte di uno dei clubs più ricchi e danarosi al mondo, una delle squadre in lizza per vincere la Champions League ed una delle più serie pretendenti alla vittoria della Premier League, il miglior campionato nazionale al mondo.
La domanda dunque sorge spontanea: cosa si può desiderare di più? Cosa c’è oltre?
La risposta è semplice e si chiama Bayern Monaco, l’avversaria che il team di Pelegrini affonterà questa sera nell’ultima giornata dei gironi di Champions League.

LA STORIA – Ecco la prima cosa che balza all’occhio se si paragonano le due squadre: il Bayern Monaco ha una storia gloriosa, fatta dei trofei più prestigiosi ai quali si può ambire, distribuiti nei decenni passati, una storia che travalica la leggenda in alcuni aspetti.
Le tre coppe dei campioni degli anni ’70 hanno segnato un’epoca come i giocatori di quella squadra, Beckembauer e Muller su tutti.
Ed anche quando la squadra non è riuscita a dominare l’Europa ha avuto giocatori irripetibili, autentiche leggende come Matthaus, Klinsmann, o comunque grandi giocatori come Scholl o Effemberg.
Il Manchester City non è mai stato così forte, non ha mai toccato le vette che sta raggiungendo, grazie soprattutto alla potenza economica che viene dagli Emirati Arabi Uniti.
Certo, prima dell’avvento dello sceicco, il City aveva vinto 2 campionati inglesi (1937 e 1968), 4 FA Cup, 2 coppe di lega, e 3 Community Shield mentre in Europa aveva vinto una coppa delle coppe nel 1970 ma la percezione che si aveva era comunque non quella di una grande squadra, e di sicuro della seconda squadra di Manchester in termini di blasone, seppure leggenda vuole che i veri abitanti di Manchester siano tifosi del City e non dello United.
Una situazione simile a quella di Torino dove, si dice, tra Juventus FC e Torino FC i veri torinesi siano quelli granata mentre i bianconeri vantano un’incredibile uniformità e diffusione del tifo in tutta la penisola italica.

L’EREDITA’ E LA RICONOSCENZA – Questo elemento va di pari passo con il primo punto: il Bayern Monaco ha avuto la fortuna di aver goduto delle gesta di grandi campioni ed onesti gregari che hanno dato tutto per la maglia e non si dimentica di loro coinvolgendoli spesso nelle attività del club ed aiutandoli, anche in modo indiretto, nelle loro difficoltà.
Chiaramente sotto questo punto il City è un po’ carente non essendo mai riuscito a schierare in passato giocatori che hanno segnato la storia del gioco.
Ma le basi sono state poste con la gestione emiratina, serve tempo per costruire una mentalità vincente.
Munich wasn’t built in a day.

CHI SI FERMA E’ PERDUTO – In Sabiner Strasse lo sanno bene: guai adagiarsi sugli allori, bisogna cercare il miglioramento continuo in campo e fuori dal campo con l’espansione e la crescita del marchio Bayern Monaco non solo in Europa ma anche in Asia e nel continente americano dove il club bavarese sta puntando molto con la prossima apertura di uffici ed una tournee estiva.
Anche il City comprende bene come questo step sia fondamentale e, se non bastasse l’esempio del Bayern Monaco, ecco l’esempio degli odiati cugini: il Manchester United è forse la squadra che in questi ultimi 20 anni ha sfruttato ed espanso nel mondo al meglio il proprio marchio diventando il club con la maggiore penetrazione di mercato soprattutto in Asia ed avendo eccellenti risultati anche nel continente americano.

GLOBAL MA ANCHE LOCAL – Nessuna contraddizione con quanto appena detto: semplicemente stringere un legame forte con il luogo di appartenenza, avvicinare i fans.
Il Bayern Monaco si allena sempre a porte aperte e lo spettacoloso impianto dove gioca i propri matches offre un’esperienza sensazionale.
I bavaresi non sono posseduti da nessuno sceicco o oligarca russo: anzi, la filosofia del club va nella direzione opposta a quella di squadre come City o Chelsea. Il Bayern ai soci ed ai bavaresi.
L’Etihad Stadium non è a livello dell’Allianz Arena ma è comunque uno stadio migliore di quelli italiani.

L’ALLENATORE E LA SQUADRA – E’ sotto gli occhi di tutti che ad allenare il Bayern ci sia uno tra i migliori allenatori al mondo, un allenatore che al Barcellona ha fatto la leggenda e che ha rifiutato offerte più importanti economicamente per preferire la solidità e l’impeccabile gestione del calcio, inteso come sport e business, da parte dei neo campioni europei.
La squadra è nota a tutti, è la squadra detentrice della Champions League e quella che negli ultimi 4 anni anni è andata in finale 3 volte e denotando una continuità di risultati impressionante.
Il Manchester City è relativamente nuovo alla Champions League, arrivata anche grazie ai soldi dello sceicco che hanno permesso di costruire una grande squadra con alla guida un grande allenatore come Roberto Mancini, e questa volta per la prima volta passerà la fase a gironi.

Edoardo Orlandi
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