TOFFEES CORNER – Nil Satis Nisi Pessimum

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Benritrovati amici tifosi dell’Everton e di Passionepremier.com!

Questa settimana i nostri ragazzi hanno avuto modo di riposarsi e tirare il fiato, chissà che non abbiano visto Sanremo, mentre si susseguivano le voci di un cambio al vertice della società, con Bill Kenwright pronto a fare le valigie ad appannaggio di altri, che però per ora non hanno ancora un volto reale ed univoco. Mentre i calciatori dell’Everton seguivano le gesta di Carlo Conti, il nostro avversario in questo turno di campionato, il West Bromwich Albion, aveva la meglio sul Peterborough ai rigori, dopo una lunga partita svoltasi in un freddo mercoledì sera. La risicata vittoria su una formazione di League One riassume un po’ il momento di forma dei Baggies, tutt’altro che eccellente. La vittoria in campionato non arriva dal due gennaio, quando sconfissero in casa lo Stoke City e la classifica li vede galleggiare poco sopra la relegation zone, a distanza di sicurezza ma nella parte destra del tabellone. Bisogna quindi stare molto attenti alla fame di punti dei ragazzi di Tony Pulis, cercando di limitare il West Brom contando sul fattore campo e sul sostegno dei caldissimi tifosi di Goodison Park.

La formazione messa in campo da Martinez è il classico modulo del mister, il 4-2-3-1, con Robles in porta, Funes Mori e Jagielka a costituire la coppia dei centrali di difesa, Oviedo e Coleman come terzini, Barry e McCarthy davanti alla difesa, Cleverley, Barkley e Lennon sulla trequarti dietro la punta Lukaku. Niasse, il nuovo acquisto, invece risulta ancora non convocato ma Martinez ci tiene a rassicurare che il ragazzo è pronto per l’esordio in maglia blu, che probabilmente avverrà sabato prossimo in coppa.

L’atmosfera a Goodison Park è carica, le squadre sono in campo e sembra quasi una partita di calcio balilla, che vede contrapposti i blu ai rossi. Pronti, partenza, gol per i rossi. Su un corner battuto da McClean, la palla arriva ad Olsson che prolunga in area come può, Robles ostacolato da Oviedo non può chiudere subito sull’altro palo e Rondon si infila in porta con tutto il pallone.

E la partita del West Bromwich Albion finisce qui. Contemporaneamente però finisce anche quella dell’Everton, che nonostante percentuali bulgare di possesso palla (76%) e nonostante ben trentaquattro tiri, becca solo cinque volte la porta e una quantità di legni da fare invidia a un castoro. Il più attivo e più cattivo in attacco è Gareth Barry, di professione mediano, motivo per cui Roberto Martinez decide di fare dei cambi in avanti, togliendo insensatamente l’unico elemento positivo dei quattro giocatori offensivi per mettere Kone, che ha la faccia di chi pensava soltanto a ricordarsi il numero per televotare cinque volte la coppia Giovanni Caccamo-Deborah Iurato. L’ultimo assalto della partita arriva circa all’80esimo e porta il nome, ancora una volta, di Barry, con un tiro che difficilmente il portiere avrebbe parato se un difensore non si fosse immolato per sventare la minaccia.

E siamo sempre alle solite ed inizio a trovarmi nella sgradevole condizione di non riuscire a trovare un modo per commentare lo stesso avvenimento cento volte con parole diverse. È sempre la stessa storia, non siamo dove dovremmo essere. Tutte parole che hanno la stessa ignavia di “Signora, suo figlio è intelligente ma non si applica”. Solo che a un figlio gli puoi stare vicino, lo puoi sgridare, puoi fare in modo che ti ascolti. Questi no.

E continuiamo a tifare con interesse una squadra a cui pare non interessare affatto sé stessa. Quand’è, così, che cali il sipario su questa ennesima prestazione opaca, e che si inizi subito a lavorare in vista dell’impegno di sabato, in FA Cup. Saremo fuori casa contro il Bournemouth, squadra coriacea che ci ha già regalato, nella gara di andata del campionato, una partita mozzafiato. Ma questa volta non finirà in pareggio. Come On You Blues, prendiamoci la coppa!