IRONS CORNER – Yesterday, today, tomorrow…

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always West Ham. Settimana complicata e ricca di emozioni e ricordi questa, esaltante la vittoria in FA Cup sul Blackburn Rovers, commovente il ricordo dei ventitré anni dalla scomparsa del Capitano, importante la partita col Sunderland per la classifica , irritante la diatriba fischi a Big Sam, thriller l’idea di andarci a giocare a Manchester col decaduto, ma sempre pericoloso, United la possibilità di continuare a sognare la finale a Wembley.

Yesterday – Sul passato potremmo dire molto dell’esaltante match di domenica a Ewood Park, un uno a cinque senza storie, partita magistrale e pinte che svanivano più velocemente che i biglietti del concerto a San Siro del Boss per festeggiare… invece ci soffermeremo un momento per ricordare quei claret&blue che non sono più qui con noi a godersi la riscossa del West Ham dopo anni di purgatorio, ed uno in particolare , la leggenda, il Capitano (mi raccomando la lettera maiuscola n.d.r.), Bobby Moore. Grande commozione e pellegrinaggio continuo al Boleyn Ground, ieri, di tifosi e amanti del calcio per onorare quello che è stato prima un grande uomo che un grande calciatore. Le parole si sprecano per descrivere uno dei più grandi difensori della storia del calcio, il simbolo dei leoni d’Inghilterra e l’anima di una squadra, il West Ham, che incarnava valori quali la caparbietà, il sacrificio, e l’unità al di là del gioco: di quegli Irons era impossibile non innamorarsi, di questo Capitano è impossibile non essere orgogliosi, di tutti i claret&blue che oggi guardano con nostalgia a quei tempi e con affetto ai ragazzetti che nel presente ci stanno dando tante soddisfazioni è impossibile non sentirsi fratelli (sì, parlo anche di voi che avete scoperto il WHUFC solo col film… avete capito quale!). L’inadeguatezza delle parole a descrivere le sensazioni di questi giorni mi ha colpito soprattutto parlando con mio figlio: come trasmettere ad un giovane uomo, cresciuto con davanti agli occhi solo il moderno calcio-circense, il senso di tanta commozione e tanto orgoglio, nostalgia e rispetto, tradizione e voglia di non tradire quegli ideali? Così, mancando le parole, mi sono affidata alle immagini:

Immaculate footballer.

Imperial defender.

Immortal hero of 1966.

First Englishman to raise the World Cup aloft.

Favourite son of London’s East End.

Finest legend of West Ham United.

National Treasure.

Master of Wembley.

Lord of the game.

Captain extraordinary.

Gentleman of all time.

Viva Bobby Moore!

Today – Ancora per oggi un po’ di nostalgia permane, ma bisogna guardare avanti, i Black Cats e Big Sam non ci faranno sconti sabato, e come al solito, alla data di redazione della presente, la nostra infermeria è un campo di battaglia: Diafra Sakho, Winston Reid, James Tomkins, Joey O’Brien, Andy Carroll ed Enner Valencia. A fronte di questa moria è presumibile ipotizzare una formazione che veda Adrian nume tutelare della nostra porta, aiutato nel difficile compito da Cresswell (resta concentrato, resta concentrato, resta concentrato, resta concentrato), Ginger e Angelone a mettere paura al centro, col piccolo Byram a volare in fascia destra. Il centrocampo potrebbe essere guidato al solito dall’Eminenza Grigia Noble, accompagnato dall’imprescindibile Kouyatè e da Song, mentre la ciliegina sulla torta sarà di certo l’attacco: la poesia di The Flash Payet, l’incognita Emenike (devo ancora inquadrare bene il ragazzo) e la positiva sorpresa Antonio, dal momento che il gioiellino Lanzini ha ripreso ad allenarsi col gruppo da troppo poco tempo.

Oggi inoltre scopriremo la data del fatidico match di coppa coi Red Devils, tanta carne al fuoco, poco tempo per guardarsi indietro e molto da lavorare per far sì che il sogno non si interrompa proprio adesso.

Tomorrow – Fischi a Big Sam sì, fischi a Big Sam no, ci servono tre punti con gatti randagi, già sull’orlo del baratro dal basso dei loro 23 punti per arrivare più tranquilli al match con quelli là… sì quelli là, Tott…qualcosa, insomma quelli che ci hanno dato una bella ripassata all’andata e della quale speriamo di presentargli un salatissimo conto il due marzo in occasione del ritorno in casa nostra. A tal proposito spenderei un minuto di silenzio per la morte della coerenza di tutti quelli che dopo il quattro a uno di Novembre già si dichiaravano vedove di Big Sam, parlavano di giocatori svogliati e sopravvalutati e irridevano il condottiero croato, mentre ora fanno le caste e pure vestali del “io lo dicevo fin dal principio”, fatto?

Ora possiamo guardare avanti, compatti, orgogliosi di questa squadra e pronti a sostenerla a gran voce a partire da sabato alle nostrane 13:45: yesterday, today, tomorrow…

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani