IRONS CORNER – Quindici da record e l’Europa

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Cerco ancora di dimenticare le immagini del vigliacco pareggio di Leicester, ed un buon mezzo per farlo mi sembra quello di considerare il fatto che, con la vittoria di ieri col Watford, abbiamo appena conseguito, escludendo la FA cup, lo spettacolare record di quindici partite imbattuti al Boleyn Ground: niente male come saluto al tempio claret&blue nella sua ultima stagione.

A Noble heart and the Second Coming – A regalarci questa grande soddisfazione sono stati i due uomini che più incarnano lo spirito di un True Hammer: l’eminenza grigia Mark Noble, che un po’ tutti a inizio stagione criticavano per le sue prestazioni sotto tono, e The Second Coming, tanto lo sanno tutti che Andy Carroll è sempre rotto, salvo poi segnare cinque gol in tre partite di campionato, giusto per gradire.
Quando tutto congiura contro di noi, la sfortuna, gli arbitri, l’emergere dei limiti nella tecnica individuale di certi giocatori (Ogbonna spaesato) e la perplessità su come altri siano diventati professionisti (Emenike, why Emenike?), ecco che arriva la vecchia guardia a far sentire il suo peso.

Bene il capitano che, per amore delle statistiche, mantiene l’ottima media di 25 gol su 28 tentativi dal dischetto, niente male: per una volta che ci vengono assegnati due rigori sacrosanti Mark non si fa pregare, sicuro di sé, sistema il pallone e insacca in entrambe le occasioni. Dopo il gol del vantaggio dell’eterno AC9 su assist di The Flash Payet, è proprio quello che ci voleva per dare sicurezza alla squadra, in fondo il Watford aveva cambiato molto dell’undici titolare in vista di Wembley (per la cronaca, loro proseguono in FA Cup, noi siamo stati eliminati dal pressapochismo e dalla sudditanza psicologica di terzi), ma proprio per questo motivo vincere bene era ancora più importante: dove sarebbe andata a finire la fiducia della squadra se avessimo stentato contro una formazione rimaneggiata?

Oggi, ancor più di ieri, c’è la consapevolezza che a dispetto dei punti persi non sempre per proprio demerito, i ragazzi ci sono e hanno voglia di lottare: il condottiero croato dice che la rincorsa alla Champions non è finita finché non è finita, certo la strada è molto in salita (onestamente la realtà tuona “lottiamo per l’EL”) e ultimamente abbiamo raccolto molto meno di quanto avremmo meritato, ma crederci è d’obbligo, visto il carattere della squadra, come possiamo noi tifosi essere da meno?

Zero polemiche,  tante buone notizie– La rabbia per i punti persi e non tutti per colpa nostra è tanta, specie se pensiamo che potremmo avere una situazione di classifica ben diversa in chiave Europa, ma le polemiche sono roba da piangina che lasciamo volentieri ad altre compagini londinesi più ferrate sul punto. Il momento della stagione è decisivo e fermarsi a pensare a cosa sarebbe potuto essere senza rigori contro al novantacinquesimo non è certo di aiuto: concentriamoci sulle cose che possiamo controllare e sulle cose positive che le ultime partite ci hanno regalato.
A dispetto di tutte le critiche Adrian si conferma un portiere fantastico e di grande carisma, la parata del rigore di ieri è solo una delle tante prodezze cui ci ha abituato al punto da darlo spesso per scontato: probabilmente dovrebbe migliorare un po’ nelle uscite, ma di certo dà tanta fiducia ad un reparto difensivo che ne ha bisogno come il pane (vedi le incertezze di Ogbonna che nelle ultime gare ci hanno dato parecchio da penare).

The Flash Payet è, come Marlon Brando, sempre lui, quando non segna dispensa assist, come non amarlo? Quanto a The Second Coming il ringraziamento per la miopia di Hodgson è d’obbligo: la nazionale dei tre leoni si tenga stretto Kane e continui a lasciarci tranquillo il nostro salvatore, vista la sua propensione agli infortuni è meglio che si riposi per dare il suo massimo in claret&blue. Analogo discorso va fatto per l’Eminenza Grigia Mark Noble: la sua nazionale è il West Ham, e la sta guidando con la grinta e la testa che si richiedono ad un grande capitano, bene così!

E ora? – Ora puntiamo al record di squadra di punti ottenuti in Premier (ne mancano solo due) e pensiamo a fare bottino pieno ad ogni partita, a dispetto dei pronostici, a dispetto dei fischi sempre contro, a dispetto dell’indifferenza generale dei più nei confronti di una squadra da record che sta disputando una stagione eccezionale, indipendentemente da come andrà a finire.
West Bromwich, Swansea, ennesimo scontro diretto in chiave Europa col Manchester United e Stoke City: provare a fare bottino pieno è d’obbligo,  gli Irons ne hanno i mezzi e la volontà; per il resto dovremo affidarci ai risultati dagli altri campi, Red Devils in testa, ma anche Liverpool che ci segue imperterrito a quattro punti e con una partita in meno.  Facendo due conti le prime quattro squadre  andrebbero in Champions (la quarta ai preliminari), la quinta, invece, in Europa League con le vincenti di Capital One Cup e FA Cup. Orbene, la Coppa di Lega o Capital One Cup l’ha vinta il ManCity , quindi, a meno di improbabili crolli dei Citizens, anche la sesta piazza consentirebbe l’accesso all’ Europa League.

Per il momento, comunque, sarà bene iniziare a fare il nostro dovere, a partire da sabato 30 aprile, quando faremo visita al WBA, che ormai non ha praticamente più nulla da chiedere al campionato, per una sfida che deve portarci in cascina tre punti, senza storie: ore 16 del bel paese pronti con birrette già in fresca a sostenere i ragazzi col nostro…

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani

Veronese nata nell'anno del Mundial, ex giuri-studente ora logimasterata e giuri-praticante, ha tre grandi amori: il suo Mr D., il West Ham United e l'Unendo Yamamay Busto Arsizio. I suoi sport preferiti sono il jogging, il Subbuteo, entrambi praticati a un buon livello amateur, e il sollevamento forchetta in cui è fuoriclasse alla Maradona.
Vive, ama e impreca tra la Bassa Veronese, i Tribunali veneti, il Palayamamay e il divano da dove segue le partite degli Irons.
Elisa Villani