IRONS CORNER – Il clangore dei Martelli

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Lo avete sentito ieri sera? Loud and clear from East London: il clangore dei Martelli che pestavano duramente l’incudine formata, stavolta, dai bianchi di Tottenham, per un uno a zero che non lascia spazio ad altro che alla gioia incontenibile degli Irons; che serata per l’ultimo match al Boleyn Ground contro gli Spurs, grazie ragazzi !

Inaspettata ma non troppo – Vero, forse per scaramanzia, prima del match nessuno faceva pronostici troppo positivi per il West Ham: sì, i ragazzi stavano andando bene, ma anche gli Spurs erano in ottima forma e motivati dalla concreta possibilità di sopravanzare finalmente in Leicester in vetta, per la prima volta in stagione. Tutti speravamo in una vittoria, l’ultimo derby in casa, la vendetta per l’umiliazione dell’andata, uno sgambetto ai bianchi ad un passo dalla cima della Premier, ma forse il sogno che questa squadra ci sta facendo vivere è così bello, che quasi abbiamo avuto paura di credere nella possibilità di una partita come quella di ieri sera. Eppure coach Bilic e i ragazzi lo hanno fatto, ed il risultato è stato come il lieto fine nelle favole: sudato duramente, ma meritatamente conquistato.

The match – L’eroe della serata è Antonio che su assist di Payet (come poteva non metterci lo zampino The Flash?) incorna di brutta maniera, alla Andy si potrebbe dire, e lascia che Lloris possa solo sfiorare il pallone prima di andarlo a recuperare in fondo alla rete. Che dire, sono trascorsi i tempi in cui Antonio era un po’ un oggetto misterioso, che doveva ambientarsi dopo il salto di categoria e il passaggio ad una squadra così diversa da tutte le altre, qual è il WHUFC. Il ragazzo alla fine si sta trovando così bene ad Upton Park che segna solo lì: tutte e sei le sue marcature di stagione si sono verificate proprio in casa, e non credo di sbagliare dicendo che quella di ieri sera è certamente la più importante di tutte. Sono passati solo sette minuti e c’è ancora tutta la partita davanti: il Tottenham in stagione si è dimostrato maestro nel raddrizzare gare partite male, ma stavolta di fronte si trova i soldati in claret&blue che, ben istruiti dal condottiero croato, hanno continuato a mordere il terreno senza cadere preda di facili entusiasmi.

Anzi l’inesauribile capitano Mark Noble costringe addirittura Lloris a fare bella figura per i fotografi, andando a togliere in volo plastico un pallone ben indirizzato dall’Eminenza Grigia, che poteva significare il raddoppio dei ragazzi al quindicesimo.
In generale il primo tempo è stato claret&blue, perché a dispetto delle percentuali di possesso palla, gli ospiti non si sono fatti vedere una volta dalle parti di Adrian. Fortunatamente il nostro portierino si è ben riposato nella prima frazione per essere freschissimo nella seconda, quando ha dovuto salvare il risultato sull’insidioso tiro dalla distanza di Alderweireld con tanti ringraziamenti a Kane per l’incapacità di convertire la respinta in gol. Triste serata per l’uomo mascherato che divora un certo numero di buone opportunità, un po’ per errori marchiani e un po’ perché lì dietro Kouyate e “Angelone del nostro cuoreOgbonna spadroneggiavano con le buone o le cattive.
Tutti gli Irons hanno giocato una partita magistrale di impegno, dedizione, corsa e soprattutto testa: la stanchezza per le gare ravvicinate, gli infortuni, la paura stessa che colpisce quando si sa di essere ad un passo dallo storico risultato e che basterebbe un nonnulla per cancellare il sorriso, nulla di ciò ha scalfito minimamente la determinazione dei Martelli. Coach Bilich ha definito questa la migliore gara da quando è arrivato al West Ham: non so se sia la migliore in senso assoluto, ma sicuramente è la partita che più mi ha resa orgogliosa dei ragazzi, derby vinto con il cuore e senza nascondersi, il clangore dei Martelli è risuonato forte e chiaro in tutto il Regno, con questi Hammers non si scherza!

E ora? – Qualcuno in conferenza stampa parlava già di possibile piazzamento Champions: realisticamente? Le possibilità sono pressoché nulle, a dispetto della vittoria contro i pretendenti al titolo, ma dato che sognare non costa nulla, i tifosi possono continuare a farlo, con la consapevolezza però che la squadra tiene i piedi saldamente ancorati al terreno e lì assicurati dal condottiero croato. Ci pensa coach Bilic a far sì che i ragazzi si concentrino partita per partita senza voli pindarici verso traguardi lontani, e i risultati si vedono: applausi alla squadra, a lui e alla società che lo ha sostenuto, senza se e senza ma, anche quando qualche scivolone di inizio stagione aveva fatto storcere il naso a qualcuno.

Grazie ragazzi, oggi più che mai siamo orgogliosi di fare parte di una storia che diventerà leggenda: l’ultimo derby al Boleyn è nostro e nessuno potrà mai portarci via questo, non le piccolezze di “omini” per cui si erano addirittura coperte le statue degli eroi del ’66, non le polemiche del dopo-gara, e nemmeno il modo in cui dovesse concludersi la stagione, perché state onorando questa maglia e questi colori nella vittoria, come nella sconfitta, ed è tutto quello che un vero tifoso può chiedere.

Comunque del domani ci preoccuperemo domani, intanto si festeggia: bye bye polli sulla palla, è stato un vero piacere affossarvi!

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani