Dal tribunale di Edimburgo ad Hampden Park: dopo aver sconfitto nemici di ogni sorta, i Rangers sono tornati!
Spesso si è soliti affermare che una caduta in disgrazia può comportare la rovina totale. Plausibile. Ma non è certo il caso dei Glasgow Rangers.
Retrocessi quattro anni or sono per via del fallimento, sono ora tornati in pompa magna sulla ribalta del grande calcio britannico ed internazionale. Lo scorso 5 Aprile i lealisti hanno festeggiato il ritorno nella massima serie dopo una tiratissima e sofferta sfida contro il Dumbarton, vinta per 1-0 davanti ad un Ibrox esaurito in ogni ordine di posto. La festa è stata grande ma tuttavia si è preferito non eccedere, visto il seguente impegno nella semifinale di Scottish FA Cup: niente meno che il Celtic nell’Old Firm. Ed ecco che la vicenda ha iniziato a prendere la conformazione di un poema epico-cavalleresco.
Ma riavvogliamo prima il nastro, ed andiamo in ordine cronologico.
Nel mese di Febbraio del 2012 il regime di amministrazione controllata subentrò in casa Rangers, a causa di un contestato reato di evasione fiscale; nel frattempo la nuova società (che aveva rilevato il club per 1 sterlina) stava elaborando delle modalità tecniche per riuscire, anche solo in parte, a risanare le finanze del club. A nulla però servirono tutti i tentativi, compreso quello in extremis di proporre ai calciatori di tagliarsi lo stipendio per cifre oltre il 50%.
La deadline impedì quindi i piani di risanamento, e la società finì in liquidazione. Saltando a piedi pari tutto l’iter burocratico-amministrativo-economico, arriviamo alla stagione 2012/13, in cui i Rangers ripartirono dalla Third Division, l’ultima delle divisioni professionistiche del football nella piramide scozzese: l’esordio fu brillante, e si arrivò alla promozione diretta nella serie successiva senza nemmeno il bisogno di passare per i playoff. La campagna di rafforzamento in vista della nuova stagione fu massiccia ed anche dispendiosa, ma i risultati sul campo rispettarono le aspettative, permettendo ai Gers di essere promossi in Championship con addirittura due mesi di anticipo! Due promozioni in due anni, a ritmo spedito e con un caloroso seguito di pubblico.
E la scalata continua…
Siamo nella stagione 2013/14 ed i Rangers sono più che mai decisi a risalire ancora di più la china. Tuttavia il campionato di Championship risultò essere decisamente più difficile ed impegnativo dei precedenti, con la presenza di squadre del calibro di Hibernian, Hearts of Midlothian, Queen of the South e Falkirk. Dopo alcuni cambi in panchina, motivati soprattutto dalla iniziale difficoltà dei Rangers ad adattarsi ai ritmi serrati ed agonisticamente altissimi della categoria, la squadra riuscì ad infilare un discreto numero di risultati utili consecutivi malgrado impegnative sfide su campi innevati e fangosi contro avversari con la bava alla bocca. Il campionato arrivò quindi al termine con i Rangers piazzati al terzo posto e qualificati di diritto ai playoff promozione, un’occasione più unica che rara vista la partenza di campionato ad handicap.
I Light Blues sbaragliarono letteralmente tutte le avversarie, sino alla finale contro il Motherwell (penultimo classificato in Prima Divisione e quindi pronto alla scontro diretto contro la vincitrice dei playoff di Championship). Purtroppo per i Gers il confronto fu però assolutamente impari, ed i sogni di promozione vennero nuovamente rinchiusi nel cassetto. Arriviamo così alla stagione in corso, iniziando finalmente un discorso al presente e non più in quel fastidioso passato, remoto proprio come i giorni cupi del fallimento e delle retrocessioni.
Arriva Mark Warburton in panchina, e tutto il campionato è semplicemente riassumibile con due parole: marcia trionfale. Pronti-via e le vittorie consecutive sono subito più di dieci, interrotte solo dall’Hibernian, il vero ed unico rivale dei Gers durante l’annata ancora in corso. Malgrado i continui scontri con la rivale di Edimburgo, ci riallacciamo alla fatidica data del 5 Aprile 2016, citata all’inizio del discorso, in cui i Teddy Bears riescono finalmente a festeggiare una promozione tanto sognata, agognata, voluta. I Glasgow Rangers sono tornati in Prima Divisione e, anche se per la lotta al titolo ci vorrà tempo visto il passo impressionante del Celtic ed il continuo miglioramento dell’Aberdeen, sarà dura per chiunque espugnare Ibrox. Ma Glasgow è una città paziente ed in grado di aspettare, la sua è una popolazione di gente dura e vaccinata che con la sua operosità ha dato il via alla Rivoluzione Industriale, dai cantieri navali militari alle attrezzature piriche ad uso bellico. Senza parlare poi dell’estrazione e della raffinazione di idrocarburi. La gente di Glasgow è forgiata dal fuoco di mille battaglie, una tra tutte la tragedia del 1971 capitata proprio ad Ibrox.
Il celeberrimo Archibald Leitch, che ogni appassionato di footie sicuramente conoscerà, nacque proprio a Glasgow nel 1865 e fu tra i primi ad osservare da vicino gli allenamenti che un gruppo di ragazzi soleva disputare al Glasgow Green, facendosi chiamare “i guardiani” o più semplicemente “Rangers”. Solo successivamente i fratelli McNeil, assieme ai loro soci protestanti Campbell e McBeath, fondarono quel club destinato poi a fagocitare gran parte del calcio scozzese negli anni a venire. I colori richiamavano espressamente la Union Jack e volevano rappresentare tutto il lato Ovest della città, abitato sia da membri della working class che da alcuni borghesi orami ascesi ad un livello più alto della scala sociale; ad accomunarli, l’etica protestante del lavoro continuo e purificatore.
Non proprio l’esatto opposto rispetto all’East End “irlandesizzato”, ma comunque un aspetto di notevole differenziazione rispetto a quella zona popolata per lo più da immigrati in cui vide la luce il Celtic FC, creato da Fratello Walfrid allo scopo di ottenere fondi per la mensa dei poveri della città.
“Ho sempre continuato a seguire i Rangers perchè come dicono a Glasgow ‘ once a Rangers always a Rangers’. È stato scioccante e terribile vedere uno dei Club più gloriosi e vincenti del panorama mondiale, oltre che una mia squadra, in difficoltà continue. Ora penso che i tifosi riescano a vedere una luce di speranza alla fine di un lunghissimo tunnel buio. Sono sicuro che il Club tornerà ai massimi livelli, dove spettano di diritto e soprattutto dove meritano di stare i tifosi più incredibili che abbia mai visto. In questo periodo i tifosi si sono uniti e rafforzati per difendere i propri colori e, dopo tutto quello che mi hanno dato, ho voluto offrire qualcosa indietro firmando per i RangersFirst, un Rangers Fans Club, che ha ricomprato piano piano le quote del Club fino a raggiungere una considerevole percentuale grazie alla quale è stato mandato via il vecchio Board, non proprio impeccabile nella condotta dei Rangers.” Parole e musica di Marco Negri, in un’intervista-fiume rilasciata a Passione Premier League esattamente un anno or sono, e che la dice lunga su quanto l’ambiente di Glasgow riesca a coinvolgere veramente chiunque con la sua passione ed il modo di vivere il football con sacralità.
RITORNO AL FUTURO – Ma torniamo su tematiche più attuali: il giorno 17 di Aprile del 2016 (la scorsa settimana) si è disputato l’Old Firm valido per la semifinale di Scottish FA Cup. In un Hampden Park totalmente sold out, ci si aspettava un match degno di tal nome e così è stato. Al 20′ il buon Kenny Miller ha portato in vantaggio i Gers sfruttando un rimpallo in area di rigore, vantaggio impattato però nel secondo tempo (al 50′) dal possente colpo di testa di Sviatchenko. Il confronto è andato avanti in pieno equilibrio, malgrado la differenza tecnica abbastanza spostata dalla parte del Celtic, che si appresta in questi giorni a vincere il suo ennesimo campionato consecutivo. Ai tempi supplementari sono poi arrivati il gol mostruoso di Mckay (destro sotto al sette da trenta metri) che ha riportato i blues in vantaggio, e poi il nuovo pareggio degli hoops realizzato da Rogic dopo una pregevole azione corale dell’undici biancoverde.
Si è arrivati ai calci di rigore e, nella prima serie, ad ogni errore dell’uno ha corrisposto anche un errore dell’altro (compreso quello, clamoroso, di Brown). Si è proseguito ad oltranza ed i Gers sono quindi riusciti ad avere la meglio sugli arcirivali cittadini, tornando alla vittoria nell’Old Firm dopo un’attesa tanto, troppo, lunga. Ora i Glasgow Rangers vedono concretamente la possibilità di poter addirittura qualificarsi per la prossima Europa League: infatti, in caso di vittoria contro l’Hibernian in finale, scatterà d’ufficio l’accesso al tabellone principale del torneo. E sarebbe il definitivo coronamento di un sogno, ma non sarà affatto facile, anzi sarà difficilissimo.
Dal 5 Luglio 2012 presso il tribunale di Edimburgo al 17 Aprile 2016 ad Hampden Park con la folla in delirio, passando per Cowdenbeath, Stenhousemuir, Livingston e Forfar. Un percorso lunghissimo, uno spettacolo emozionante ed una dimostrazione di fede incrollabile.
Gabriele Fumi
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