IRONS CORNER – West Ham Two-face?

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West Ham
L’anno per gli Hammers si apre con una clamorosa e meritatissima sconfitta a Craven Cottage contro il Fulham, avversario diretto per la salvezza e battuto solo un mese fa con un perentorio 3 a 0: cosa sia successo nelle teste dei giocatori, in trenta giorni, per dar corpo allo scempio a cui noi tifosi siamo stati costretti ad assistere mercoledì pomeriggio resta un mistero, che speriamo tutti Big Sam sia in grado di decifrare prima che sia troppo tardi!

IL MATCH – Quando non solo non tiri più di cinque o sei volte verso la porta avversaria, ma subisci la bellezza di dodici corner a sfavore e l’avversario ti annichilisce con un 65% di possesso palla c’è poco da reclamare. Bene gli Irons in avvio, partita tutto sommato equilibrata, spezzata dal vantaggio dell’onnipresente Diame. Poteva essere la svolta, ed invece la squadra in claret&blue si scioglie come neve al sole sul ritorno degli avversari, più volitivi, concentrati e motivati. Con l’infortunio di Noble, le linee Hammers si sfaldano ancora di più e, nelle praterie tra i reparti, i Cottagers hanno buon gioco: il pressing del West Ham è efficace solo al limite dell’area, tuttavia con la squadra così bassa il goal è nell’aria. Il tanto vituperato Maiga si dimostra reattivo andando a salvare di testa un pallone praticamente già in rete, ma si rinvia l’inevitabile: minuto 31 Jarvis cerca quadrifogli per terra e si perde Sidwell che insacca di testa su calcio d’angolo. Dal pareggio in poi è il nulla totale, unica “emozione” del match l’espulsione inutile di (forse ormai ex-) Capitan Nolan per un fallo a palla lontana su Amorebieta.
Il 2 a 1 pone fine alle sofferenze di una squadra spenta e incapace di tirar fuori quell’orgoglio che si era intravisto nell’ultima gara con il WBA: con zero carattere e tradita dal proprio capitano che lo lascia in dieci per tutta la seconda frazione di gioco, il West Ham tira fuori il suo volto peggiore.

REFERTO MEDICO – Si tratta di schizofrenia conclamata: non è possibile alternare prestazioni di cuore e carattere a meschinità come quella vista a Craven Cottage: gli infortuni non sono un alibi sufficiente! Di certo la qualità degli uomini in campo è quella che è, difficile nascondere ciò che è sotto gli occhi di tutti, ma se non è possibile avere la tecnica dalla nostra, è d’obbligo pretendere l’impegno e il cuore al 100% sempre.
I motivi per cui tutto questo arrivi solo a sprazzi restano misteriosi, ed è bene che “l’omone di Dudley” si dia una mossa a cercare di trovare la cura, perché alla ventesima giornata gli spazi di manovra non sono più molto ampi per una squadra che ha vinto solo tre gare in campionato e si trova al diciannovesimo posto in classifica, seppur a soli tre punti dalla zona salvezza.

BIG SAM – Se la squadra non segue più l’allenatore, siamo in guai seri. Purtroppo non ci sono valide alternative in giro a coach Allardyce (anche per il peso del suo ingaggio, qualora dovesse essere esonerato), e del resto, per quanto egli abbia molte responsabilità per l’attuale situazione, è anche vero che ad andare in campo sono i ragazzi, e che, complici gli infortuni, le seconde linee chiamate a tenere alta la bandiera claret&blue non sono state assolutamente all’altezza, prima dal punto di vista dell’impegno che sul piano strettamente tecnico.
Indubbio che Allardyce abbia bisogno di una scossa, per trovare nuove soluzioni, per far breccia nello spogliatoio e per riconquistare l’affetto dei tifosi: solo remando tutti nella stessa direzione si possono ottenere dei risultati positivi.
Certo è che tutti speriamo siano passati i lampi di genio, come quello di relegare in panca Jussi (fino ad ora miglior portiere della Premier in questa stagione per numero di interventi decisivi) per inserire quel secondo portiere di cui non voglio nemmeno ricordare il nome, dopo le prestazioni più che ridicole rese quando è stato chiamato in causa.
La società ha rinnovato la fiducia a Big Sam, ma dovrebbe intervenire più pesantemente per far capire ai giocatori la gravità di certi loro atteggiamenti, ed un primo passo in tal senso è stato fatto andando a colpire proprio il capitano della squadra.

NOLAN – Che dire: lanciato da Big Sam, capitano di una squadra gloriosa, Kevin ultimamente gioca una partita buona su sei, e si lascia andare ad interventi stupidi, inutili e per di più deleteri per i compagni, come il risibile intervento che ha lasciato i ragazzi in dieci, tra l’altro, dopo aver subito il pareggio, per tutto il secondo tempo di Craven Cottage.
Onestamente pensavo che la precedente vacanza auto-imposta, causa squalifica, gli fosse bastata, ed invece il quinto ragazzo di Liverpool si lascia andare ad atteggiamenti indegni di un capitano (per giunta di una squadra in affanno), dimostrando gretta ingratitudine nei confronti di una tifoseria che, fino a poco tempo fa, lo acclamava e di un allenatore che lo ha lanciato nel calcio che conta, facendolo poi capitano degli Irons. Se non riesce a seguire il coach e a comportarsi come il suo ruolo richiede, come si può sperare che i suoi compagni facciano altrettanto mettendo in campo l’impegno necessario per salvare la stagione?
Bene ha fatto la società a multarlo di due settimane di stipendio (£100,000!!!!), danno economicamente risibile per lui, ma carico di valore simbolico anche per il resto della squadra: basta lune, è ora di fare sul serio.

INTANTO… – Mentre Carroll viene inserito da GQ nella lista degli uomini peggio vestiti d’Inghilterra al settimo posto, e chiunque lo abbia visto fuori dai campi di calcio non può dissentire sul punto, gli Hammers si preparano alla trasferta in quel di Nottingham per domenica: il risultato positivo è d’obbligo per il morale e per la tranquillità della squadra in vista del prossimo turno di Premier, che vedrà lo scontro diretto con il Cardiff City (e sì, sono consapevole di aver ignorato l’impegno dell’8 Gennaio con i Citizens).

L’appuntamento è per domenica alle ore 13:00

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani