
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic License.CC – toastbrot81
Correva l’anno del Signore 1899 e William Dove, Bill per gli amici, si trovava dalle parti di Birmingham, aggirandosi sereno e tranquillo per la fiera cittadina a perdere un po’ di tempo con gli amici. Per chi non lo sapesse, il nostro Bill era uno dei coach del Thames Ironworks, padre del leggendario Charles, Charlie, Dove… uno dei giocatori più amati nell’East Ham di quella che ormai è un’era geologica fa, almeno finché non decise di trasferirsi all’odiato Millwall!
“Dagli al pelle e ossa” – Bill non era tipo da incutere timore fisicamente, anzi alto e piuttosto allampanato, sembrava facile preda per i bulletti da sagra in cerca di effimera notorietà. Forse fu l’accento a tradirlo o magari uno dei giocatori dei Villans (nomen omen) lo riconobbe come “quello che allenava gli Irons”, fatto sta che il nostro good fella finì col ritrovarsi nel bel mezzo di una sfida in piena regola con ben quattro “furfanti” ad una gara di corsa.
Si sa, agli Inglesi piace scommettere, e i ragazzotti di Birmingham si saranno dati di gomito dopo aver visto Bill, sicuri di vincere oltre alla “gloria” per aver sistemato il forestiero, anche una bella sommetta in denaro che era stata messa in palio per rendere la cosa più interessante.
Bad luck – Quello che i “furfantelli” in discorso ignoravano, però, è che il nostro Bill era, oltre all’allenatore dei Martelli, anche un corridore di discreta fama, insomma un leone a cui delle simpatiche gazzelle chiedono allegramente di essere mangiate!
Non esistono reperti fotografici, ma immaginiamo le facce dei quattro Villans mentre William tagliava il traguardo dandogli pista: sorry guys, coi veri Hammers non si scherza!
E a proposito di scherzi, dubitiamo che l’atmosfera sia stata particolarmente ridanciana, una volta compreso che queste tartarughe di Birmingham avevano scommesso, sicure di vincere, senza un soldo in tasca! Siamo nel 1899, niente carte di credito per saldare e un bel debito con dei cantieristi abituati a pestare il ferro in fabbrica, Bill e i suoi amici: gli animi si scaldano e le cose stanno per degenerare quando…
La bella lavanderina – Eureka! Uno dei quattro fulmini di West Midlands era per combinazione, oltre ad un giocatore, anche l’addetto alla lavanderia della squadra dell’Aston Villa: ora chiudete gli occhi e provate ad immaginare Agbonlahor in quel ruolo. Ci siete riusciti? No? Altri uomini, altra vita, altra epoca, altro calcio, e comunque Gabby da bella lavanderina sarebbe un vero spettacolo, parola di Hammer.
Per farla breve, i “furfanti“, al fine di evitare legnate e ignominia dell’essere “quelli che non pagano le scommesse“, offrirono in cambio del denaro le divise della squadra, con quegli sgargianti colori claret&blue, che oggi tanto fanno emozionare noi tifosi.
I nostri colori – Vinti lealmente sul campo, per quanto di una sagra paesana nell’ambito di una sfida rocambolesca, i colori claret&blue ormai ci accompagnano da più di un secolo, e nulla è più dolce e tragicomico del sentire dei “furfanti” accusare di furto degli onesti Martelli!
Domani sarà il momento di innalzare di nuovo le nostre bandiere claret&blue al cielo sopra il Villa Park, nella speranza di rinverdire i fasti del passato, vincendo, però, stavolta soltanto tre meri punti utili per il raggiungimento della salvezza in campionato, ma che vi devo dire?
Il motto dell’Aston Villa (prepared ) non è un granché, lasciamogli tenere almeno quello, e speriamo che sia di buon auspicio per noi: preparati sì, ma alla sconfitta!
Avanti a testa alta Irons e (Carroll o meno) e fuori il carattere, l’appuntamento è per domani alle italiche ore 16:00
COME ON YOU IRONS!
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