IRONS CORNER – Martelli, Canarini, Big Sam e altre storie.

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CC – toastbrot81

Eccoci qui a commentare finalmente un bel periodo positivo per il nostro West Ham United: questo febbraio ha, infatti, regalato ai tifosi quelle gioie decisamente latitanti nella prima tranche di stagione, con 2 a 0 rifilati a ripetizione, nell’ordine, a Swans, Villans e infine Canaries, che hanno riportato gli Hammers ad un piazzamento un po’ meno deprimente e pericoloso.
Certo 28 punti in 26 partite non sono certo una media che fa gridare al miracolo sportivo, ma considerando la classifica molto corta nelle zone basse, sono un buon punto di partenza per risalire la china e conquistare la salvezza.

CANARINI ADDOMESTICATI –  Il match in casa contro il Norwich City ha avuto un decorso ben diverso dalla precedente trasferta di Carrow Road, dove dopo essere passati in vantaggio con Morrison, gli Irons si sono fatti travolgere nella ripresa subendo ben tre segnature ed essendo meritatamente battuti.
Stavolta i ragazzi in claret&blue, complice il fatto di poter finalmente schierare una linea difensiva degna di questo nome, eccezion fatta per Calamity Demel, non si sono fatti sorprendere, e mantenendosi compatti e concentrati hanno portato a casa tre punti importantissimi, deprimendo le speranze dei Canarini di portare a casa la prima vittoria ad Upton Park dal 1987! Sorry guys!
Al di là del risultato, la partita è stata piuttosto combattuta, il secondo goal è arrivato solo nei minuti di recupero, quando i Canaries si sono gettati alla disperata in avanti, e la banda di Big Sam ha evidenziato le solite difficoltà a far arrivare palloni puliti a C. Cole prima, Borriello poi, con l’evidente conseguenza di limitare al massimo la pericolosità sotto porta dei ragazzi di Upton Park.
Non pervenuti miglioramenti nella qualità, e soprattutto, velocità del gioco: ancora non riusciamo a sfruttare pienamente le fasce né in fase di impostazione a squadre schierate, né nelle ripartenze.
Quest’ultimo aspetto è piuttosto tragico se si considera la nostra qualità nel recuperare palla, e l’omone di Dudley dovrebbe lavorarci su seriamente: unico faro nella notte in questo senso è stato Mark Noble, uscito dal Boleyn Ground con un bel 94% di  passaggi completati, che ha tentato di dare ordine alla manovra dei nostri, contribuendo in modo determinante al successo del West Ham.

BIG SAM, GIOIE E DOLORI – Il nostro “pezzo grosso“, ora in ritiro con la squadra a Dubai, ha resistito a critiche ed assalti di ogni genere, ha insistito su giocatori che non rendevano affatto (il Nolan di due mesi fa lo ricorda qualcuno?), ha investito tutte le sue forze nel riempirci di “fuffa” imprecando contro il destino cinico e baro, ben coadiuvato in ciò da un capo dello staff medico ora trasvolato all’Arsenal, che gli ha decimato la squadra trascurando anche solo la possibilità di qualche aggiustamento, per “tenere botta” nei momenti più critici e… adesso si gode il suo momento da salvatore della patria: lui sì che ci ha sempre creduto, lui sì che sapeva dove stavamo andando, lui sì che applicava  ordine e disciplina tattica, lui sì che conosceva a fondo il vero valore dei giocatori.
Undicesimo posto, dietro alle Paperette di Swansea solo per differenza reti, e un mese di risultati perentori, con tanto di svolta iniziata dal rocambolesco pareggio del Bridge, con buona pace della Mou-band e dei tifosi blues tutti.

Così vissero per sempre felici e contenti… o forse no.

Il gioco latita quando abbiamo il pallone tra i piedi, certo, siamo ordinati e compatti, i ragazzi stanno iniziando a fare bene i compitini a casa assegnati da Big Sam (smentendo le voci che volevano una squadra in rotta di collisione con la guida tecnica durante il periodo più nero) e finalmente vinciamo qualche partita.
Del bel gioco palla a terra, della tecnica al servizio della squadra, della crescita dei nostri giovani talenti non si ha notizia da un bel po’: “palla lunga e pedalare”! “Giocate sicuro”! “Primo non prenderne”!
Ecco i nostri motti di oggi: stile West Ham? Nemmeno per sogno! Efficace? A giudicare dalla nostra posizione in classifica, tenuto conto unitamente della moria di giocatori che abbiamo avuto e di un mercato estivo surreale, pare proprio sì!
Salvarsi quest’anno è fondamentale, anche in vista del trasferimento nel nuovo mastodontico stadio (fitta al cuore) e la tenacia/testa dura di Big Sam aiuta certamente la squadra ad andare in quella direzione, resta da chiedersi: è proprio questo che vogliamo anche per il futuro dei nostri Martelli?

Mi sono innamorata della squadra di Moore, Bonds, Greenwood, Brooking e Devonshire, Cottee, Di Canio ecc, ecc… altri tempi forse, ma soprattutto altro calcio: un tipo di calcio per cui il West Ham è diventato decisamente “Mo(o)re than just a club” per tifosi e in generale appassionati di questo sport, e non credo che Big Sam rispecchi quest’ideale col suo modo di essere e di allenare. Sarò ben felice di essere smentita dai fatti, ma credo che questa squadra si meriti decisamente di più di quello che stiamo vedendo sul campo in questa stagione!
E visto che siamo in tema di grandi innamoramenti, volevo approfittare di questo spazio per augurarti “Happy Valentine’s Day WHUFC”, il mio cuore, e quello di tanti altri come me, è tuo per sempre, e al di là ogni altra considerazione su gioco, “grandezza” dell’allenatore e qualità dei giocatori, saremo sempre pronti a cantare per supportarti:

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani