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Si avvicina il fine settimana, e purtroppo per noi tifosi del West Ham sarà un weekend di “riposo“, in quanto si giocheranno i quarti di finale della “The Football Association Challenge Cup“, nome altisonante per quella che con tutta probabilità chiamate più semplicemente FA Cup.
L’avevate dimenticato eh? In effetti è comprensibile l’obnubilamento della mente quando si tratta di riportare alla memoria fatti dolorosi come il 5 a 0 in quel di Nottingham, che oltre ad averci eliminato dalla coppa, ha rappresentato forse il momento più deprimente di questa stagione in claret&blue.
La pausa però ci permette di fermarci un attimo a riflettere sui prossimi passi da intraprendere, ora che il campionato, dopo il nostro “Fab-Febr“, non sembra più così miseramente disastrato!
IL GIOCO – A costo di essere tediante, se da un lato c’è da stare allegri e contenti per i recuperi dei giocatori che ci hanno permesso di portare a casa quelle vittorie che hanno cambiato completamente il volto della stagione, dall’altro non si può non notare come i miglioramenti sotto il profilo del gioco stentino ad arrivare. Subiamo troppo l’iniziativa avversaria e la subiamo troppo sotto la nostra porta: è vero che la difesa titolare del West Ham (nonostante Calamity Demel, che per motivi misteriosi rientra nelle grazie del pezzo grosso in panca) ben supportata dall’Eminenza Grigia Noble e da Capitan Nolan, così in forma nelle ultime gare da sembrare ubiquo, sul campo si materializza sempre dove serve, è veramente veramente veramente tosta. Il record di clean sheets non è certamente un caso, ma può bastare questo?
Certo a salvare la stagione magari sì, ma al di là di campanilismi e risultati, alzi la mano chi si è davvero entusiasmato a veder giocare il West Ham, uscendo dallo stadio/alzandosi dal divano senza quel sapore dolceamaro in bocca, di chi ha la consapevolezza che l’unico spettacolo vero a cui ha assistito è stato quello dei tifosi.
Il gioco vero si è visto solo a sprazzi, e alcune scelte discutibili del coach lasciano piuttosto perplessi: dove vogliamo andare?
BIG SAM – “L’omone di Dudley ” sta ricompensando coi risultati, nonostante i Toffees che effettivamente per ora non sono alla nostra portata, la fiducia che la società ha avuto in lui.
Del resto non c’erano alternative, e anch’io resto convinta che, per la relegation battle, l’uomo in grado di conferire rotondità a qualunque struttura sintattica sia quello giusto: ha protetto i suoi e difeso da “scudo umano” (piuttosto imponente peraltro) i ragazzi quando le cose non giravano, e ha risposto con ferocia ai detrattori esterni, come quelli che lo accusavano di praticare calcio di un paio di secoli fa, West Ham pride!
Big Sam però ha bisogno di far lavorare sodo i suoi per migliorare la gestione della palla in fase di possesso, e si spera che questa pausa possa a tal fine tornargli utile! Sicuramente è comprensibile subire Blues e Toffees, ma che i nostri palleggiatori siano più scarsi di quelli di Paperette (tra cui ricordiamo sempre con grande affetto Chico Flores), Canarini e Santi, al punto di avere una differenza di possesso palla così imbarazzante nelle percentuali nonostante le vittorie, non lo credo proprio. Purtroppo i nostri limiti col pallone tra i piedi rappresentano una zavorra letale quando si gioca contro team di livello e c’è necessità di alleggerire un po’ la pressione sulla nostra encomiabile linea difensiva; contemporaneamente sono una bomba a orologeria in partite più alla nostra portata. Eppure abbiamo i mezzi, i giocatori e forse avremmo anche l’allenatore: il Big Sam che ha portato i ragazzi a dare una lezione di gioco ai Furfantelli, proprio al Villa Park, può essere lo stesso generale che dispone le truppe per l’inguardabile partita coi Canarini?
BIG SAM CHAPTER 2 – A parte il lavoro sul campo coi suoi, Big Sam ha decisamente bisogno anche di rivedere alcune scelte nella gestione dei giocatori. Il “Bolero di Ravel” è certamente un pezzo che va suonato da solo e non può essere liquidato in poche righe, qui mi limiterò a sottolineare solo alcuni aspetti: Morrison potrà anche essere una testa calda, e sicuramente sta sprecando i suoi talenti grazie al caratteraccio che si ritrova, ma non dovrebbe essere l’allenatore a rimetterlo in riga e a fargli capire come può risultare determinante? Inoltre, in una visione più aziendalista, in che modo pensa di preservare l’asset Morrison mandandolo a deprimersi al QPR?
Il West Ham è l’Academy del calcio? Allora perchè i nostri ragazzi invece di essere aiutati e guidati in prima squadra vengono allontanati nella speranza di far cassetta rivendendoli, anche quando hanno il talento mostruoso del nostro Ravel?
E Morrison non è il primo ad aver subito gli effetti della miopia di un allenatore che da questo punto di vista disconosce completamente la tradizione Hammer: ai più non sarà sfuggita la crescita che Robert Hall sta facendo al Bolton, dove si è stabilito quando ha capito di non rientrare nemmeno lontanamente nei piani di Big Sam… e ora tocca ad Elliot Lee.
Sì, avete capito bene, il nostro bomberino ora in prestito al Colchester, uno dei migliori prospetti claret&blue: pare che ci siano grossi problemi col rinnovo del contratto, e lo scoglio più grande è certamente rappresentato dal fatto che il nostro allenatore preferisce affidarsi a uomini d’esperienza e non ha la mano per fare crescere il talento, nemmeno quando ce l’ha in casa. Cosa dovrebbe fare il nostro Elliot sapendo di non aver speranza di essere considerato dal coach se non in modo marginale? Sapendo che non c’è alcun piano per valorizzarlo dietro certe scelte?
Si vuole puntare al risparmio sui nostri migliori talenti e poi si vanno a buttare nella spazzatura vagonate di sterline per gli ingaggi dei vari Maiga (grazie QPR puoi tenerlo finché vuoi), Rat (rescissione consensuale per fortuna), Diarra (inutile poiché sempre infortunato, lamentoso e pure piuttosto esoso!), e Joe Cole (chi sei tu? Cosa hai fatto al vero J.Cole?).
Sarà questa la politica dell’Academy of football da oggi in poi? Perché a me sembrano segnali decisamente preoccupanti per il futuro, al di là delle fanfare trionfali che ci guidano verso un nuovo stadio e nuovi fantastici introiti (come se uno potesse essere tifoso del West Ham per soldi e titoli).
La cosa consolante è che non siamo l’unica squadra gestita in modo un po’ sconsiderato, dico solo questo: Cleverley in nazionale e l’Eminenza Grigia Mark Noble a guardare le partite dei Leoni in TV, complimenti Roy e Federazione, voi sì che avete fiuto per il calcio!
Tranquillo Mark, noi ti sosterremo forte anche se non indosserai la maglia dell’Inghilterra e saremo pronti la settimana prossima al Britannia Stadium a farti sentire forte e chiaro il nostro coro:
COME ON YOU IRONS!
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