Bene il risultato della prima delle sfide salvezza per gli Hammers!
Le Tigri di Kingston upon Hull tornano a casa con zero punti e la consapevolezza di aver sciupato un’occasione, mentre i Martelli, pur senza impressionare, si mantengono onestamente a metà classifica, allontanando quei fantasmi che sembravano spariti a febbraio e che si sono riproposti in modo terrificante a marzo, facendo emergere paure che speravamo esserci lasciati alle spalle.
IL MATCH – Abbiamo fatto pena. Poco da dire a riguardo, chi ha visto la partita non ha bisogno di spiegazioni ulteriori, e chi non l’ha vista… beh, si è perso il solito West Ham delle ultime gare, con un’unica, fondamentale, differenza: abbiamo vinto! Certo, farsi dominare nel gioco da una squadra in dieci uomini dal ventesimo del primo tempo non è il massimo, ma tre punti sono tre punti, e specie quando ne hai bisogno come l’aria per salvarti, non è il caso di stare a fare troppo gli schizzinosi.
Insomma pare che la Dea Bendata (o il Divino Q-lo se preferite) sia finalmente tornata a sorridere agli Irons: il rimpallo che mette Big Momo Diame davanti a Mc Gregor ha del provvidenziale e costringe il citato portiere a rovinare brutalmente sul franco-senegalese per impedirgli un gol sicuro. La segnatura è rimandata di pochi istanti, infatti, il sig. arbitro Mike Dean di Wirral provvede tempestivamente ad espellere Mc Gregor e a concederci un rigore: miracolo!
Sul dischetto lo specialista, l’Eminenza Grigia Mark Noble che, freddo come il Cocito, insacca senza problemi per il vantaggio degli Hammers.
Partita chiusa? Nemmeno per sogno: secondo tempo, pronti via ed ecco che da un calcio piazzato con annessa deviazione di Nikica Jelavic arriva il gol del pareggio, giusto perchè parlavamo di fortuna claret&blue.
Il West Ham ha però un bel conto in sospeso con la buona sorte, pertanto ha il sapore del pagamento di un grosso debito il vantaggio ottenuto dai ragazzi di Big Sam solo sei minuti dopo aver subito l’aggancio degli ospiti: Calamity Demel per una volta ne combina una giusta e butta in mezzo un pallone lento e telefonato, trasformato in un tiro imprendibile da James Chester. Non è dato sapere cosa sia passato nella mente del difensore dei Tigers per andare ad intervenire in modo inutile e scomposto su un pallone innocuo, ma società, squadra e tifosi claret&blue sentitamente ringraziano, così si pareggiano anche i conti per la sfortunata sconfitta dei nostri all’andata al KC Stadium.
Certo il risultato potrebbe cambiare ancora ma… ma finalmente abbiamo avuto la risposta vera alla domanda che tutti ci siamo posti nel mercato invernale: “perché diamine abbiamo preso Johnson Baby Shampoo“? Eccolo qui il perché: il nostro eroe, subentrato a Collins al minuto nove, salva il risultato con un perfetto tackle su Meyler, oltre a giocare una partita di grande personalità ed intensità. In sostanza, fosse anche solo per questo match, se ci salveremo e per questo ci sono tutte le premesse, un po’ lo dovremo anche al nostro ripescato della League One: grazie Roger!
I FISCHI – Molto, molto molto raramente ad Upton Park si sono uditi fischi o contestazioni alla squadra, tra tutti i tifosi, quelli del West Ham sono senz’altro sempre i più fedeli e attaccati ai propri colori, tuttavia, mercoledì sera, non è bastata la vittoria agli uomini di Big Sam per evitare la contestazione. Pacata e civile, ma pur sempre contestazione. I fischi si sentono bene già nell’intervallo, ma dal pareggio delle Tigri la situazione si fa scottante e alla fine della gara, nonostante la vittoria, la squadra ne viene bombardata.
Da un lato capisco i tifosi contestatori, magari ci salveremo, ed io lo spero, ma sinceramente sul campo vorrei vedere qualcosa di più, e tre punti presi così, per quanto fondamentali, lasciano un sapore totalmente dolceamaro: subire in casa nostra una squadra mediocre in dieci uomini per tutta la gara? Con tutti i gol arrivati come alla sagra del gollonzo?
Esulto per i punti, sono irritata dal “non gioco” che sono stata costretta a vedere, e che da tifosa del West Ham cozza con tutto quello che ho sempre creduto che il calcio dovesse essere.
Dall’altro lato non credo sia giusto contestare così la squadra, non ora almeno: prima la salvezza, poi tutte le altre considerazioni, perché senza la certezza della permanenza in Premier, qualunque tipo di discorso sulla programmazione futura perde di significato. Certo che chi paga il biglietto/abbonamento ha il diritto di fischiare (cosa che comunque io, per mia natura, non farei mai), ma è altrettanto certo che chi ama davvero questa maglia non può che desiderare che restiamo nella massima serie e se quest’anno, per farlo, dobbiamo sopportare vagonate di palloni lunghi gettati nel nulla, ripartenze stroncate dalla mancanza assoluta di idee e gioco in slow-motion, ebbene sia, ma tenendo presente che poi a fine stagione si dovranno fare i conti.
Menzione di (dis)onore a Big Sam che sfotte i contestatori portandosi le mani alla testa e fingendo di non sentirli: caro il mio pezzo grosso, il tuo stipendio da tredicesimo allenatore di calcio più pagato sul pianeta Terra viene tra le altre cose dalla fedeltà e dall’amore che anche quei tifosi riottosi hanno per questa squadra, pertanto, per quanto comprenda le tue ragioni (“i fischi non aiutano la squadra, specie a riprendersi dopo una serie negativa di tre sconfitte“) sei pregato di astenerti dal fare scenette patetiche: WE ARE WEST HAM, tu sei solo di passaggio.
E adesso ci attendono i Black Cats lunedì: se Big Sam e i ragazzi vogliono davvero far ricredere chi li ha contestati in settimana quale occasione migliore se non quella di fare punti allo Stadium of Light?
Risposte sul campo, ecco quello che ci aspettiamo, carattere e grinta, l’appuntamento è per lunedì alle italiche ore 21:00
COME ON YOU IRONS!
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