Leggendo un qualsiasi giornale inglese nella giornata di oggi non sarà stato difficile soffermarsi sull’uragano di critiche levatesi contro il portiere del Manchester City, Joe Hart, passato in pochi mesi dall’esser un punto forte degli azzurri di Manchester all’esser un problema.
Ora, seppur con diversi toni e sfumature tutti i media stanno sottolineando l’involuzione che sta subendo il povero Joe, “abbandonato” anche dal suo stesso manager, quando nel post partita, anzichè prodursi nelle solite dichiarazioni di facciata (della serie “si perde in 11 e si vince in 11”, oppure “non è mai un solo giocatore che ci fa vincere, o perdere le partite”) si è limitato a dire: “Da domani vedremo il miglior modo per sistemare le cose. Cosa penso del goal? Non dirò nulla. Cosa penso della performance del portiere? Ripeto, le analisi che farò con i singoli giocatori, le farò con loro“.
Il Daily Mail pone seri dubbi su come si possa dar ancora fiducia ad Hart dopo i 9 errori dell’anno solare 2013, ben sapendo che il tassametro ha ancora il tempo di correre.
E così nell’ipotetico tunnel degli errori si parte dal 9 febbraio 2013 quando il City perde fuori casa 3-1 con il Southampton: di questi 3 goals due sono responabilità di Hart (di cui uno con palla passata sotto le gambe).
Il terzo errore non ha avuto risvolti: nella vittoria 2-1 contro il West Ham del 27/04/2013 il portiere del City si fa infilare ancora sotto le gambe da Carroll.
Il quarto errore arriva in nazionale, 14 agosto 2013, “derby” con la Scozia, che passa in vantaggio inaspetattamente, con “il nostro” che appare disattento o comunque indeciso se parare il tiro o respingere. L’Inghilterra vincerà 3-2 ma il ct Hodgson a fine gara dirà: “non toglierò la titolarità a Joe ma certo la sfida alla maglia numero 1 della nazionale si fa più dura”.
Il quinto errore arriva il 25 agosto 2013, City sconfitto 3-2 contro il Cardiff e lui che sbaglia la presa su cross di Whittingham consentendo ai gallesi un goal semplice e di rapina. Da qui la reputazione di Hart inizia ad incrinarsi.
Il sesto errore arriva un mese dopo (28 settembre) e causa il terzo goal dell’Aston Villa, che vince 3-2, a seguito di un’uscita avventata.
Il settimo e l’ottavo errore arrivano il 2 ottobre 2013, nella sconfitta casalinga per 3-1 contro il Bayern Monaco in Champions League: Ribery e Robben sentitamente ringraziano.
Ed il nono ieri pomeriggio a testimonianza che se nel 2012 Joe Hart è stato senza dubbio uno dei punti di forza dell’ex squadra di Mancini, in questo 2013 è stato più volte una zavorra.
Edoardo Orlandi
@EdoardoO83
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