IRONS CORNER – And the winner is…

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Manchester City. Sì, lo sapevamo tutti come sarebbe andata a finire: troppo il dislivello dei valori tecnici messi in campo, esagerata la differenza di motivazioni tra le due compagini, spropositata la disparità economica tra l’armata azzurra e i ragazzi in claret&blue di Big Sam.
Per farvela breve, immagino che la maggior parte di voi abbia saputo chi ha vinto la Premier League quest’anno, mentre per quelli che si fossero trovati nello Yucatan alla caccia del “serpente piumato“, impossibilitati ad accedere agli ordinari canali di comunicazione, e che stessero leggendo solo ora questo Corner arsi dal desiderio di conoscenza: il West Ham ha perso due a zero col Manchester City, consegnando di fatto il titolo numero quattro della sua storia alla squadra di Manuel Pellegrini.

Il match – La buona notizia è che, contrariamente a quanto accaduto nelle precedenti sfide di quest’anno, gli Irons sono riusciti a contenere la differenza reti al di sotto delle tre segnature! La gara, in effetti, nonostante la posta in palio è partita abbastanza tranquilla, probabilmente anche grazie alle notizie che giungevano da Anfield (Magpies in vantaggio dal ventesimo del primo tempo).
Vantaggio di Samir Nasri al minuto trentanove (colpo da consumato giocatore di biliardo), raddoppio di Vincent Kompany al minuto quarantanove, dopodiché i Citizens allentano un po’ la morsa e si vede qualche spunto dei nostri ragazzi. Bravi Downing e Taylor, niente di eccezionale, ma signore e signori, davanti avevamo gli immediati futuri vincitori del campionato più entusiasmante del mondo!
Partitone del nostro portierino Adrian, che si scalda i guantoni negando più volte la gioia del gol al Kun&co., e ci si mette anche la traversa ad aiutare i Martelli nell’impresa di contenere la strabordante fase offensiva dei Cittadini, insomma un minimo di fortuna a permetterci di finire non indecorosamente la stagione.
Mettiamola così, i nostri ragazzi hanno fatto quello che potevano contro un avversario più forte e determinato, che ha dominato la gara per la sua interezza, gli si poteva chiedere solo carattere e voglia di lottare: ecco hanno dimostrato il giusto spirito, hanno onorato l’impegno, soprattutto per i propri tifosi, il ManCity è stato semplicemente superiore, onore a loro.
Lo stadio inizia a festeggiare solo intorno al minuto 88, quando risulta finalmente chiaro anche ai più duri di comprendonio che segnare tre reti nel poco tempo rimasto per il WHUFC è praticamente impossibile.

In the end – Risultato abbastanza scontato alla vigilia, sebbene da tifosi sognare e sperare sia d’obbligo, Big Sam ha ragione quando dice che il titolo dei ragazzi di Pellegrini è decisamente meritato: “hanno la squadra migliore <…> hanno dato battaglia nelle quattro competizioni a cui hanno partecipato, vincendone due, la Capital One Cup e la Barclays Premier League “… e “good job Abu Dhabi Inc.! ” aggiungerei io.
Si è fatto quello che si doveva, senza regalare alcunché a nessuno, come sottolinea anche l’Hammer of the year (twice in a row), l’Eminenza Grigia Mark Noble: “era ovvio che avremmo dovuto difendere compatti <…> lo abbiamo fatto per quaranta minuti, poi hanno segnato un gol saltato un po’ fuori dal nulla, e da lì è stata tutta in salita contro una squadra cui bastava il pareggio per vincere il campionato“.
Infine Mark spende anche parole di ringraziamento per la famiglia in claret&blue sugli spalti, al solito presenza molto sentita in ogni stadio, compreso l’Etihad il giorno della festa: “non ci aspettiamo niente di meno da loro, si possono sentire forte in ogni trasferta che facciamo, non importa dove, non li ringrazieremo mai abbastanza“.
Insomma: West Ham over land and seas, che ci possiamo fare?
La mamma ci ha fatti belli, con un fegato d’acciaio e tifosi della squadra più fantastica al mondo!
Alla prossima Irons addicted, e grazie a tutti per quella che è stata, nel bene e nel male, l’ennesima indimenticabile stagione!

p.s. – Come ogni martedì mattina, oggi, andando a lavorare, mi sono fermata a fare il pieno di benzina: mentre alleggerivo brutalmente il peso del mio portafogli, allungando un certo qual numero di cartamoneta al neroboruto benzinaio, dopo le imprecazioni mentali di rito contro le accise, il governo ladro e il mio lavoro sottopagato, mi ha folgorato un pensiero… questa Premier è un po’ anche mia!
Coi soldi che negli anni sto elargendo agli Emirati per il loro, raffinato, prodotto di punta, come minimo devo aver pagato per un paio di gol di Negredo in questa stagione, grazie Mansour bin Zayed Al Nahyan!
Se questo è calcio, datemi una tregua.

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani