FOCUS – Archibald Leitch: chi era costui?

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La Premieri League è, come sappiamo tutti noi, il campionato di calcio più avvincente, equilibrato e di qualità del mondo, gode di milioni di tifosi che in ogni parte del globo lo seguono e che magari conoscono vita e miracoli di ogni calciatore che ha mostrato o sta mostrando i suoi talenti in Inghilterra.
Ma se dovessimo chiedere a molti di loro chi è Archibald Leitch forse molti azzarderebbero come risposta un giovane attaccante scozzese o irlandese che fino ad oggi non ha trovato molto spazio tra le fila di qualche neo promossa.
Niente di più sbagliato: Archibald Leitch è uno dei padri del calcio inglese, e seppur non abbia mai segnato un goal, non abbia mai vinto un titolo nazionale o una coppa campioni resta una di quelle persone che più di ogni altro ha segnato il calcio inglese.
Potremo definirlo come l’architetto del calcio inglese: colui che progettò la grandissima parte degli stadi inglesi su cui ancora oggi si giocano partite di Premier League.
E seppure molti di questi hanno subìto modifiche ed ammodernamenti, anche a seguito del Taylor report, non vi è dubbio che la storia del calcio inglese, e non solo del calcio inglese ma anche del rugby sia in debito verso questo architetto scozzese vissuto tra il 19esimo e 20esimo secolo.
Archibald Leitch nacque nel 1865 a Glasgow in Scozia, ed iniziò la sua carriera di architetto disegnando fabbriche nella sua città e nel Lanarkshire.
A poco più di 30 anni divenne membro della Insitution of engineers and shipbuilders in Scozia e più tardi della Institution of the mechanical engineers.
La sua prima opera in fatto di stadi fu il celebre Ibrox Park di Glasgow, casa dei Rangers di Glasgow, la squadra protestante della città.
Gli stadi di Leitch vennero sempre considerati “ingegneristici” e quindi più funzionali che esteticamente apprezzabili. Essi avevano tutti una forma rettangolare, con i lati  chiusi.
Il pezzo maggiormente riconoscibile era la tribuna centrale, la main stand con i seggiolini in legno, realizzata su due livelli (tiers) divisi da una balconata adornata con una serie di decorazioni che richiamavano i colori del club. A sovrastare questa struttura un tetto spiovente in ferro ondulato, spesso diviso in caratteristici spicchi ad arco.
Al centro della copertura, posto in modo che potesse guardare il campo da gioco, si incastonava il gable, ossia il frontone con lo stemma o il nome della squadra.

Nonostante nel 1902 Ibrox Park subì un collasso, Leitch ormai si era costruito un nome solido come architetto da stadi.
Fu così che diverse squadre gli affidarono mandato di costruire o quantomeno riprogettare parti di stadi tra cui Hampden Park e Celtic Park di Glasgow, Old Trafford di Manchester, Goodison Park ed Anfield road di Liverpool, Fratton Park di Portsmouth, Ewood Park di Blackburn, Villa Park di Birmingham, Molineaux di Wolverhampton, Selhurst Park, White Hart Lane, Craven Cottage, Stamford Bridge ed Highbury di Londra.
Leitch progettò anche il leggendario Twichkenam stadium per il rugby.
Unico suo grande cruccio fu l’esser stato escluso dalla progettazione per Wembley che invece andò nelle mani di Maxwell Ayrton.
Seppure dunque Leitch non mise mano allo stadio della nazionale inglese, chi scrive pensa che il suo contributo al calcio inglese sia stato quantomeno enorme ed un grande grazie va dunque rivolto a chi realizzò i teatri dei nostri sogni.

Edoardo Orlandi

@EdoardoO83

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