Trecentoquarantadue giorni. Il Manchester United di Mourinho, il 16 dicembre 2018, esce mortificato e con le ossa rotte da Anfield: il Liverpool, lanciato verso una stagione d’oro, lo batte 3-1. E’ l’ultima partita del portoghese in panchina e in Premier League: spazio a Solskjaer, che per la verità dopo lo slancio del cambio panchina, si spegne alla distanza e oggi si ritrova più o meno con gli stessi problemi. Il portoghese invece è pronto al rilancio: alle 13.30 di questo sabato di liberazione dove torna la Premier dopo la pausa per le nazionali, lo Special One si siederà sulla panchina del Tottenham dopo un’attesa di quasi un anno. A Londra, ma non in casa sua: l’Olimpico, quello delle olimpiadi del 2012, di James Bond che si tuffa dall’elicottero con la controfigura della Regina Elisabetta, lo accoglie nella partita d’esordio contro il West Ham.
Se il piatto ricco della tredicesima giornata è certamente Manchester City-Chelsea alle 18.30, esso non può non essere accompagnato dal ritorno di colui che osiamo definire il più grande “massmediologo” del calcio moderno: nella conferenza stampa del suo rientro in panchina, ha già stabilito che “Sono umile, ma a modo mio”. Basta questo per leccarsi i baffi e capire se Mourinho riuscirà a ricompattare un ambiente frustrato da una stagione sin qui deludente. Lontano dal quarto posto, vitale per poter rientrare dalle spese di costruzione del nuovo White Hart Lane, il Tottenham tenta una rincorsa che pare impossibile. Gli Spurs sono ormai a digiuno di vittorie dal 28 settembre, 2-1 al Southampton.
All’Etihad il City, alla disperata rincorsa del treno Liverpool, ospita i Blues e le parole dei due allenatore anche in questo caso meritano menzione. Lampard ha ammorbidito la sua posizione dopo che negli ultimi giorni era uscita la lista delle multe da pagare dai giocatori del Chelsea in caso di ritardi o comportamenti fuori dalle regole. “Non sono così duro come sembra”, ha detto il manager ed ex bandiera del club, che si gode il momento positivo: due ko nelle ultime dodici partite, in tutte le competizioni. Guardiola, di contro, dichiara amore non solo al club ma alla città di Manchester: “Lavoro con persone fantastiche, in una città fantastica. Voglio restare qui. Perché pensate che non sia contento? Perché ho perso tre partite in stagione? Se il club mi vuole, la prossima stagione resterò qui al 100%”.
E poi quelli in maglia rossa. Con un approfondito check da fare sui giocatori impegnati in nazionale: Wjnaldum (tripletta contro l’Estonia), Alisson, Fabinho e Firmino (3-0 del Brasile in amichevole con la Corea) hanno giocato martedì, e Klopp deve valutarli. Chi sta rientrando è il gregario Shaqiri. Il Liverpool vince in altre due classifiche: quella dei gol segnati dopo il novantesimo. Questa stagione, ovviamente, ma anche in generale da quando esiste la Premier League. Dal 1992, sono 35 le reti segnati nello “stoppage time”. Per questo la sfida di Selhurst Park sarà da vedere tutta. Fino in fondo. Bournemouth-Wolverhampton, Arsenal-Southampton, Watford-Burnley e Everton-Norwich, completano il quadro. Si chiude lunedì con Aston Villa-Newcastle. Welcome back, Premier League.
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