The Beatles Reds Corner – Abbey Road – Song 13

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Abbey Road 

Come promesso in uno dei precedenti articoli della nostra rubrica The Beatles Reds Corner, oggi dedicheremo questo spazio all’album più famoso della storia dei Beatles: “Abbey Road”Sfido chiunque, dopo aver letto queste due parole, a non aver pensato a delle strisce pedonali e a quattro ragazzi di profilo, in fila indiana, mentre attraversano la strada. D’altronde è Abbey Road, l’album degli album, il masterpiece dei FabFourche ha reso celebre al mondo la strada di Londra. È stato pubblicato nel 1969 ed è il primo concept album della storia della musica, sarà il loro ultimo album registrato in studio, seguito poi solamente da “Let it be”, una raccolta di registrazioni precedenti. 

Sappiamo bene che la potenza dei simboli è devastante, in ambito religioso, artistico, sportivo e musicale. I quattro ragazzi di Liverpool ne erano consapevoli e adoravano curare e arricchire le copertine dei loro album e i testi delle canzoni con simbologie particolari, messaggi subliminali, alcuni dei quali sono ancora oggi oggetto di diatribe tra i sostenitori di varie teorie interpretative. È il caso di PID (Paul Is Dead), famoso enigma per il quale alcuni sosterrebbero che Paul Mc Cartney sia morto a causa di un incidente nel 1966. A dare il via a questa interminabile storia fu un radioascoltatore che intervenne in diretta su una radio di Detroit e disse al Dj Russel Gibb di essere a conoscenza di una notizia segreta riguardante i Beatles: la notizia riguardava la presunta morte di Paul Mc Cartney e la sostituzione del bassista con un sosia per i rimanenti anni di carriera del gruppo, la prova di questa rivelazione sarebbe appunto una serie di messaggi nascosti tra i testi delle canzoni e le copertine dei Beatles. Diamo quindi uno sguardo più approfondito all’immagine qui sotto. 

Il primo personaggio, a partire da destra è John Lennon, vestito di bianco, rappresenta il sacerdote di quella che sarebbe una vera e propria marcia funebre. Dietro di lui Ringo Starr è completamente vestito di nero, come ogni becchino che si rispetti. Paul è il terzo della fila e ha i piedi scalzi, come impone la mitologia induista per la rappresentazione delle salme, inoltre non è sincronizzato con il passo degli altri tre personaggi. Oltretutto tiene una sigaretta con la mano destra, nonostante fosse mancino. A chiudere la fila George Harrison, l’unico con i jeans, è lui il garzone che preparerà la fossa.  Concentriamoci ora sul maggiolino bianco parcheggiato sul lato sinistro della strada, la targa riporta la scritta LMW 281IF, esattamente l’acronimo di Linda Mc Cartney Weeps 28 IF (he was alive), ovvero Linda Mc Cartney (moglie di Paul) piange e 28 sarebbe l’età di Paul SE fosse ancora vivo. Sul lato destro della strada è invece parcheggiato un furgone nero, molto simile a quelli utilizzati dalla Polizia in caso di sopralluoghi di incidenti mortali.  

Leggenda? Realtà? Personalmente non credo tutto ciò sia vero, ma come si legge spesso, qualora non si trattasse di una bufala, i capolavori scritti prima e dopo il 1966 ce li teniamo ben stretti, a prescindere dall’eventuale cambio di autore. 

Da Londra ci spostiamo a Liverpool dove invece, parlando per l’appunto di simboli, non possiamo non citare il Liver Bird, uccello mitologico da cui la città prende il nome, che troneggia sulle due torri del Royal Liver Building, sulle rive del Mersey

Questo simbolo è presente ovviamente anche nello stemma del Liverpool, il colore è il rosso ed è posizionato sulla scritta latina EST 1982, anno di fondazione del club. La scelta di questo particolare uccello è un riferimento al cormorano, animale presente nelle acque vicino a Liverpool. Nella sua bocca tiene un alga chiamata Laver, cibo di cui si nutrono i cormorani, per alcuni sarebbe invece un ramo di ginepro. Nella parte verde sopra lo scudo leggiamo invece “You’ll never walk alone”, frase che non ha ormai più bisogno di spiegazioni. Il disegno stilizzato al di sopra della scritta è invece la rappresentazione del cancello all’ingresso di Anfield Road, tempio calcistico dei Reds. Le due fiaccole ai lati dello scudo sono un omaggio alle vittime della tragedia di Hillsboorough, dove nello stadio di Sheffield persero la vita 96 persone nel 1989 durante una finale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forrest. 

È veramente curioso come il significato di un simbolo lasci spazio a continue interpretazioni nel corso della storia, quel che rimane è il potente significato che trasmette, basta leggerlo con i propri occhi e ad ognuno racconterà una storia diversa. Lo sa bene il povero Paul che, provando a mettere tutti d’accordo, nel 1993 ha pubblicato un album di raccolta dei suoi migliori live, sulla copertina c’è proprio lui che torna spavaldo sulle famose strisce pedonali di Abbey Road tenendo a guinzaglio un cane. Il titolo? Paul is live. 

Simone Ferracci