FOCUS – Alla scoperta di Adebayo Akinfenwa, la “bestia” del Wimbledon

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Cari amici lettori di Passione Premier, il focus di oggi lo vogliamo dedicare al giocatore più forte di FIFA 15. Se pensate a Messi o Cristiano Ronaldo avete sbagliato strada, loro proprio non c’entrano. Con il termine “forte” intendiamo il giocatore con più forza fisica all’interno del famosissimo videogioco. Di chi stiamo parlando? Nientemeno che di Adebayo Akinfenwa, centravanti dell’AFC Wimbledon, fisico da culturista (181 cm per 101 kg) e potenza in quantità industriale; soprannominato “the beast” ovvero la bestia e guardando il video che vi proponiamo qui sotto si può capire benissimo perchè.

Akinfenwa, inglese ma di origini nigeriane (i genitori emigrarono nel Regno Unito) nasce a Islington il 10 maggio 1982 ed è il medio di tre fratelli, uno maggiore di nome Yami e uno minore, Dele. Molto devoto a Dio, legge ogni giorno la Bibbia e ogni domenica va in chiesa. Fin da piccolo era tifosissimo del Liverpool, aveva come idolo John Charles Barnes, vera e propria leggenda nel mondo Reds, avendo calcato il terreno di Anfield Road dal 1987 al 1997. Fuori dal campo di gioco il poderoso attaccante ha lanciato una sua personalissima linea d’abbigliamento, la “Beast Mode”.

UN INIZIO COMPLICATO – Comincia a giocare a calcio all’età di 16 anni nel Watford e a 18 ottiene il suo primo contratto da professionista con l’Atlantas di Klaipeda, popolosa città lituana ubicata nei pressi della foce del fiume Nemunas. La sua prima esperienza nel professionismo è tutt’altro che indimenticabile: alla prima partita della stagione viene accolto con cori razzisti da parte dei suoi stessi tifosi, episodio deplorevole che lo spinge a rientrare immediatamente in patria. Incoraggiato dal fratello decide di farsi forza e continuare la stagione nel club, ma la situazione non cambia e Adebayo si trova costretto a giocare in un clima surreale, diventando costantemente oggetto di insulti legati al colore della pelle (l’episodio più grave accadde quando una ragazzina gli corse incontro dicendogli “potere bianco” e facendo il saluto nazista), fino a quando non sigla il gol decisivo nella finale di Coppa lituana che permette all’Atlantas di conquistare il trofeo e solo allora i tifosi smettono di apostrofarlo.

Terminata la non esaltante parentesi nel paese baltico, il giocatore torna nel suo paese nativo e si accasa al Barry Town, squadra che milita nella Welsh Premier League, il massimo campionato professionistico gallese, con cui vince campionato e coppa di lega, dando anche lui il suo contributo. Tuttavia la sua permanenza nel club dura ben poco, a causa di una crisi finanziaria che lo costringe a trovarsi una nuova sistemazione. In men che non si dica nell’ottobre 2003 firma un contratto con il Boston United, società dilettantistica inglese, ma non riesce a incidere sufficientemente nell’economia della squadra e perciò dopo poco tempo decide di cambiare ancora una volta casacca. La sua prossima destinazione è il Leyton Orient, ma anche questa tappa della sua fin qui breve carriera si rivela un’ulteriore comparsa, con la società che risolve il contratto dell’attaccante dopo solamente un mese. Akinfenwa non si arrende e trova immediatamente un’altra squadra disposta a tesserarlo nella città di Irthlingborough, il Rushden & Diamonds FC, con cui però non scende mai in campo e così prosegue la sua personalissima girandola di squadre trovando l’accordo con il Doncaster Rovers, la sua quinta(!) società in una stagione sportiva.

L’ORA DEL RISCATTO – Terminato il campionato la punta inglese firma per il Torquay United; dopo i precedenti fallimenti e passaggi repentini in svariate squadre trova finalmente stabilità, efficacia e condizione, mettendo a referto 14 gol in 37 presenze, gol che purtroppo non riescono ad evitare alla compagine inglese la retrocessione in League Two. Gli viene proposto il rinnovo del contratto ma lui rifiuta e riparte verso una nuova destinazione: i gallesi dello Swansea versano la somma di 85 mila sterline e si assicurano il giocatore. Nei due anni in terra gallese, Akinfenwa mette a referto 14 gol in 59 apparizioni. Nell’estate 2008 finisce al Millwall, ma non riesce a lasciare il segno e colleziona un ulteriore passaggio a vuoto, con solo 7 partite disputate e nessuna rete. Una carriera di alti e bassi quella dell’omone di Islington, che dopo il flop appena citato ha una nuova chance: il Northampton decide infatti di puntare su di lui e quest’ultimo dal canto suo ripaga la fiducia nel miglior modo possibile. In due anni di militanza nel club ritrova la determinazione che troppo spesso in questi anni gli è mancata e va a bersaglio 37 volte in 88 incontri ufficiali, con una media di 0,42 gol a partita. Chiusa anche questa parentesi, se ne apre subito un’altra, che vede “Aki” siglare un contratto annuale con il Gillingham, dove realizza un bottino di 11 reti in 44 partite. Alla scadenza del contratto ecco il ritorno al Northampton. L’aria dell’East Midlands sembra rivelarsi davvero miracolosa per il calciatore, che nella sua seconda esperienza ai “cobblers” (ovvero calzolai, nomignolo affibbiato al club in riferimento alla storica industria calzaturiera presente in città) si dimostra nuovamente capace di andare a bersaglio con continuità, replicando la precedente esperienza con la maglia bianco-bordeaux e andando a segno 34 volte in 80 match giocati nell’arco di due anni. Successivamente, dopo un nuovo ritorno al Gillingham nel 2013-2014 condito da 10 reti e 44 presenze, eccoci giunti a parlare della stagione sportiva attualmente in fase di svolgimento.

AFC WIMBLEDON – Nel luglio scorso Adebayo firma per i londinesi dell’AFC Wimbledon, legandosi al club gialloblù fino al 30 giugno 2016. In questa stagione il numero dieci è sceso in campo 32 volte contando tutte le competizioni, realizzando 11 gol e fornendo 5 assist ai compagni, bilancio di tutto rispetto per l’attaccante. Peccato non si possa dire lo stesso per quanto riguarda i risultati della sua squadra: nonostante abbia guadagnato posizioni nelle ultime settimane, il Wimbledon veleggia tranquillo a centro classifica, trovandosi al 13° posto con 36 punti( a -8 dal 7° posto, ultimo disponibile per accedere ai playoff e a -15 dal 3°, che permetterebbe di centrare la promozione diretta in League One) , frutto di 10 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte.

Akinfenwa insieme alla mascotte dell’AFC Wimbledon
 LA NOTTE MAGICA – Una data che Akinfenwa certamente non dimenticherà mai è quella del 5 gennaio 2015. Si gioca Wimbledon-Liverpool, sfida valida per il terzo turno di FA Cup. Un vero e proprio sogno per lui affrontare la sua squadra del cuore, una serata costellata di emozioni, ma la bestia sa benissimo che non ci sarà spazio per i sentimentalismi. In un Kingsmeadow esaurito in ogni ordine di posto e traboccante d’entusiasmo, va in scena Davide contro Golia. Ma come ben sappiamo la magia di questa competizione sa regalare sogni a molte “cenerentole”. Ma la partita si mette subito in salita per Akinfenwa e compagni, con i Reds che passano in vantaggio grazie al suo capitano Steven Gerrard, bravo a capitalizzare un cross di Manquillo insaccandolo di testa alle spalle di James Shea. Al 36* minuto però va in scena un episodio da libro cuore: sugli sviluppi di un corner per i padroni di casa, Mignolet sbaglia l’uscita, Sakho colpisce un’auto-traversa e proprio Akinfenwa si dimostra il più reattivo avventandosi sul pallone e con una poderosa zampata firma la rete del pareggio che manda in delirio i tifosi sugli spalti.Ecco, la magia di cui parlavamo sopra si è materializzata sul terreno del Kingsmeadow. Purtroppo questa magia dura poco per il Wimbledon, con Gerrard ancora protagonista al minuto 62, quando pennella una splendida punizione che si insacca alle spalle dell’incolpevole Shea e fa calare il gelo su tutto lo stadio. Il cammino in coppa del Wimbledon finisce qui, ma Bayo e compagni possono uscire dal campo con l’onore delle armi. Inoltre al termine del match, Gerrard regala alla punta la sua maglia numero 8, con tanto di autografo. Maglia che secondo noi sarà già incorniciata e in bella mostra nell’abitazione dell’attaccante del Wimbledon.

 

Adebayo Akinfenwa non sarà Cristiano Ronaldo o Messi ma la sua forza ha comunque un valore ancora più prezioso: la forza di rialzarsi nonostante le difficoltà e saper ripartire dopo tanti fallimenti. Il Wimbledon si aggrappa al suo numero 10, d’altronde una bestia non molla mai…