ARSENAL – Pensieri e parole, tra passato, presente e futuro…

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È fatta. Dopo 3 anni d’attesa, l’Arsenal torna a Wembley. Questa volta non per giocarsi una finale di Coppa di Lega, ma per disputare la semifinale di FA Cup contro un eroico quanto commovente Wigan.

Commovente perché i Latics di Uwe Rösler hanno compiuto un’impresa dalla portata biblica, che resterà nella storia di questa magnifica competizione. È stato detto più volte che il Wigan sia un po’ la “bestia nera” del City, in quanto l’anno scorso riuscì clamorosamente a strappare la coppa più antica al mondo proprio ai Citizens dell’allora tecnico Roberto Mancini. Ma quello che è andato in scena ieri pomeriggio all’Etihad ha un sapore ancora più mitologico: i settimi in Championship hanno violato lo stadio inespugnabile per eccellenza, quello dei “giants” del Manchester City. E il tutto facendo la voce grossa, mostrando a tratti anche un calcio di elevata caratura tecnica. Evitare il City ha rappresentato un sollievo per i tifosi dei Gunners. Ma si può stare davvero tranquilli? Il Wigan ha eliminato il City a casa sua, perché non dovrebbe ripetere l’impresa contro l’Arsenal a Wembley?

L’impressione è che l’Arsenal debba temere più se stesso che il Wigan. Che la compagine allenata da Wenger sia una corazzata di primissimo livello non è assolutamente in dubbio. Ma negli ultimi anni i Gunners ha spesso dimostrato di soffrire del cosiddetto “braccino” del tennista. Un esempio lampante di ciò è senza dubbio rappresentato dalla finale di Coppa di Lega del 2011 contro il Birmingham di Oba Oba Martins e co. I Gunners vi arrivarono spazzando via tutti gli avversari occorsi sul loro cammino. I Blues invece erano sull’orlo del precipizio e infatti alla fine ci caddero dentro (retrocessione in Championship). Come andò a finire? Erroraccio della coppia Szczesny-Koscielny e Birmingham che porta a casa la coppa all’ultimo minuto.
Ma non occorre andare così lontano per individuare una mancanza di personalità negli uomini di Wenger. Quest’anno i cannonieri londinesi hanno iniziato la stagione nel migliore dei modi, mantenendo il primato solitario in classifica per diversi mesi. Poi qualcosa ha cominciato a scricchiolare, ad incrinarsi. Tant’è vero che ora i Gunners si ritrovano a dover rincorrere un Chelsea distante ben 7 punti (con una gara in più). In poche parole: quando il gioco si fa duro, i Gunners smettono di giocare.

2005 – 2014 (?) Può essere questo il tanto agognato anno della rivincita su tutti coloro che si prendono beffe dell’Arsenal recitando spesso e volentieri il ritornello dei 9 anni di astinenza da trofei? Innanzitutto va detto che: – il calcio non è certamente iniziato un decennio fa; – l’Arsenal in questo momento è la 3a squadra in Inghilterra per quanto concerne il numero dei trofei riposti in bacheca. E l’occasione più ghiotta per rinverdire quest’ultima è lì, davanti a loro. La FA Cup si sa, azzera qualsiasi differenza tecnica, e il fatto che in semifinale ci siano due squadre di Premier League (di cui una neopromossa, l’Hull), una di Championship e una di League 1 fa capire quanto sia impronosticabile questa ultracentenaria competizione calcistica. Quindi parlare di un Arsenal favorito per la vittoria finale non ha alcun senso. A livello tecnico-tattico i Gunners non hanno niente da invidiare a nessuno. Ma degli ottimi piedi devono essere supportati da un’ottima testa. E questo è l’elemento che è venuto spesso e volentieri a mancare nella formazione di Arsène Wenger nel corso degli ultimi anni. Ma ora c’è la possibilità di redimersi. Il destino sta bussando alla porta, non bisogna farsi trovare impreparati. Vincere questo torneo non rappresenterebbe solamente un’iniezione di fiducia devastante per tutto l’ambiente, ma anche un’occasione per rigenerare corpo e spirito, per rifiorire, per rinascere.

Il futuro si chiama Wigan, il presente invece Bayern Monaco. Il calcio ha fatto innamorare miliardi di persone per la sua grande capacità di essere un inebriante storyteller, un posto magico in cui i miracoli possono realizzarsi e in cui la parola “impossibile” è severamente vietata. Chi di noi avrebbe mai potuto lontanamente immaginare che il Wigan potesse imporsi sul City, nella sua tana? E invece, signore e signori, è successo. Morale della favola: l’Arsenal ha il diritto e il dovere di crederci ancora. L’anno scorso fu l’unica squadra capace di imporsi sui bavaresi all’Allianz e con uno scarto piuttosto netto. Bavaresi che poi sarebbero entrati nella leggenda del calcio mondiale conquistando il mitologico “triplete”. So, why not?

“If you do not believe you can do it then you have no chance at all” (A.Wenger)

Riccardo Scoccola