Amici Citizens, c’è tanta delusione dopo l’1-1 casalingo in Champions League contro la Roma, una partita dove la vittoria era quasi d’obbligo, ed invece ci ritroviamo con un solo punto in due gare e prestazioni che lasciano l’amaro in bocca a noi tifosi; che cosa succede al City in Europa?
IL MATCH – Torna Hart tra i pali, Demichelis affianca Kompany in mezzo, Agüero-Džeko di punta. Partiamo fortissimo, Maicon trattiene il Kun in area, ci viene concesso il rigore che lo stesso argentino trasforma. 1-0 dopo 4′, la partita si è messa proprio come volevamo, quindi? Quindi invece di continuare a macinare gioco lasciamo reagire la Roma. L’ex Maicon centra la traversa, e i giallorossi prendono coraggio, Gervinho e Florenzi bucano a più riprese la nostra difesa, e al 28′ Totti, lasciato colpevolmente da solo, approfitta di uno scivolone di Hart per beffarlo con un delizioso cucchiaio per il meritato pareggio. Il City prova a scuotersi, ma sono ancora gli italiani a rendersi pericolosi con un super Hart che nega il gol a Gervinho. Nella ripresa dentro Milner, ma il copione non cambia: Citizens che premono solo per i primi 5 minuti, poi la Roma domina il campo, ed è ancora Hart che salva la baracca sul tiro di Florenzi dopo un’azione confusa in area. Pellegrini inserisce Lampard, il centrocampo diventa a 3 e finalmente riusciamo a combinare qualcosa di buono ispirati da Silva e Yaya Toure in buona giornata: Yanga-M’Biwa e Keita in tackle disperato fermano Fernandinho ad un passo dalla porta, Skorupski si supera prima deviando in angolo un tiro di Lampard, poi un velenoso cross di Milner. L’ultima occasione capita sui piedi di Silva ma lo spagnolo è fuori posizione sul cross di Zabaleta. Finisce 1-1, giusto così.
NON CI SIAMO – Così non va, ancora una volta in Europa non riusciamo a mostrare il nostro vero valore. Contro la Roma l’errore più grave è stato di Pellegrini: a mio parere non conosceva la Roma, nè il suo stile di gioco, quindi è rimasto sorpreso. Rudi Garcia vuole un centrocampo dinamico, che sappia palleggiare, e giocatori che attaccano gli spazi; in mezzo al campo ha dominato perchè era in superiorità numerica (non a caso, appena è entrato Lampard abbiamo cominciato a conquistare la mediana e ad avere più equilibrio), mentre la difesa del City gioca troppo alta dando la possibilità di inserimenti dalle retrovie agli avversari: Gervinho, Maicon, Florenzi sono state autentiche spine nel fianco. Clichy e Demichelis hanno faticato, perchè non Mangala e Kolarov? E perchè non mettere titolare Lampard vicino a Fernandinho? E’ vero che si doveva vincere, ma questo non vuol dire mettere in campo una squadra squilibrata e disorganizzata. Continuo ad aver fiducia nel tecnico cileno, ma probabilmente è una questione di mentalità; i giocatori e l’allenatore devono essere più consapevoli dei loro mezzi e dimostrare di essere una grande squadra uccidendo la partita e imponendo il proprio gioco, almeno in casa. Sabato si torna in Premier, visita all’Aston Villa: rialza la testa, City!
Alessio Angelucci, Italian Blue Moon




