CITIZENS CORNER – Tra favola e realtà

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Cari amici Citizens, è difficile raccontare le emozioni vissute nel match di domenica all’Etihad Stadium contro il Chelsea, ma ci proverò lo stesso: è stata una partita molto intensa, con molto pathos tra le due squadre favorite per la vittoria finale, e ne è uscito uno 1-1 che per i londinesi è tanto e che per noi… ve lo dirò a fine campionato. Ora andiamo con l’analisi.

IL MATCH- Dopo la delusione europea, Pellegrini stavolta cambia: si parte con due punte (Agüero-Džeko), Milner sulla destra, Zabaleta che ritorna dopo la squalifica in Champions League, mentre fa il suo esordio Mangala di fianco al Capitano Kompany. Il City preme sull’acceleratore da subito, tiene un ritmo alto e aggredisce i portatori di palla del Chelsea; solo i Citizens in campo, ma non riescono a concretizzare il bel gioco in azioni pericolose (solo un colpo di testa di Yaya Toure parato facilmente da Courtois). I londinesi reclamano a ragione un rigore per un mani di Toure in piena area, il City recrimina per il placcaggio rugbistico di Diego Costa su Džeko. L’arbitraggio di Dean non è stato all’altezza della bella partita: troppi i gialli estratti senza criterio, e uno di questi ci sarà fatale… Il Chelsea verso la fine sfiora il gol con Diego Costa in ritardo su un’azione d’angolo, all’intervallo è 0-0.

SLIDING DOORS- Il copione non cambia nella ripresa; City che attacca, Chelsea che difende. Ma stavolta in porta ci arriviamo, e solo un super Courtois nega il gol ad un Agüero fin qui in ombra, e Ramires salva alla disperata il tentativo di tap-in di Džeko. Poi il fattaccio: Zabaleta già ammonito commette fallo su Diego Costa, che reagisce mettendogli le mani sul collo.

I due si allacciano, e Dean decide di ammonire entrambi: la partita dell’argentino finisce qui, ma come Diego Costa l’abbia filata liscia rimane per me un mistero (neanche Adam Kadmon riuscirebbe a spiegarlo), e comincia un’altra partita. Pellegrini inserisce Sagna per Džeko, e con la squadra da risistemare in 10 subiamo gol nello stesso identico modo con lo Stoke: ripartenza su calcio d’angolo. L’azione dei londinesi è da manuale del calcio, nessuno dei nostri commette fallo e Hazard trova Schürrle sul secondo palo e per il tedesco è un gioco da ragazzi fare il beffardo 1-0.

LA FAVOLA CHE NON T’ASPETTI- Sembra tutto finito, il City vacilla. Diego Costa (7 gol nelle prime 4 partite), fin lì letteralmente cancellato da Mangala e da Kompany, impegna Hart di testa e poi centra il palo. Pellegrini, con una mossa quasi disperata, inserisce Lampard per Fernandinho: sì, Frank Lampard, 648 presenze e 211 gol con la maglia del Chelsea, dato per finito da tutti o quasi. David Silva azzecca l’unica cosa giusta della sua partita, lancia il migliore in campo, l’inesauribile Milner, il cross trova Lampard che in acrobazia mette alle spalle di Courtois e pareggia. Lui non esulta, ma l’Etihad esplode! Frankie va vicino anche al 2-1 ma tira addosso al suo ex-compagno Terry, e finisce così 1-1, con Lampard che saluta vecchi e nuovi tifosi, da leggenda vera.

ANALISI- Il City ha dominato la partita, anche se abbiamo creato poche occasioni da gol in rapporto alla mole di gioco creata, mentre il Chelsea non si è mai reso realmente pericoloso. L’espulsione di Zabaleta ha cambiato la partita, e i londinesi finalmente hanno tirato fuori la testa dal guscio; dopo il pareggio di Lampard il City è andato più vicino a vincerla. Insomma, senza il cartellino rosso i Campioni d’Inghilterra avrebbero vinto la partita, nonostante la giornata no di Silva e Agüero. Perfetti i centrali Kompany e Mangala, mentre Milner è stato veramente fantastico, ha corso tanti chilometri quante tre maratone, meritato l’assist per Lampard. Un po’ di amaro c’è, perchè abbiamo dimostrato che il Chelsea non ci è superiore, e non ci faremo togliere il titolo tanto facilmente, perchè la squadra ha dimostrato tutto l’enorme carattere che ha. Ora parte la Capital One Cup, in casa con lo Sheffield Wednesday; la Coppa va difesa. C’mon City!!

Alessio Angelucci, Italian Blue Moon