FOCUS – Da Hillsborough a Bramall Lane, breve gita a Sheffield

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Atro focus, altra tappa in giro per la nostra isola preferita. Oggi ci spostiamo nella zona Centro-Settentrionale dell’Inghilterra, e più precisamente nello Yorkshire.
La città di Sheffield è da sempre uno dei maggiori centri europei di produzione metallurgica e siderurgica, una vera e propria capitale dell’acciaio in cui spicca la produzione di lame e coltelli. Immaginiamo un periodo tetro e grigio di metà Ottocento, una camerata di operai annoiati nelle loro pause di lavoro ed una passione smodata per quel gioco che aveva da poco iniziato a prendere piede. Si, proprio il football.
Prevedibile quindi l’equazione che condusse a nuove forme di svago dei lavoratori, anche perchè allora come oggi, la città non ha mai offerto un granchè sia dal punto di vista del turismo che da quello dell’intrattenimento; i membri di una squadra locale di cricket decisero quindi di associarsi ad alcune associazioni di dopolavoristi, al fine di creare dal nulla un club di football.
Si tenne così una riunione il giorno Mercoledì (Wednesday) 4 settembre 1867 presso l’Adelphi Hotel, in cui vennero poste le basi solide e durature per la nascita dello Sheffield Wednesday Football Club.

L’annuncio venne pubblicato con enfasi in prima pagina dallo Sheffield Independent, ed il neonato club andò ad aggiungersi ai già esistenti Sheffield FC (1857) ed Hallam FC (1860). Nel 1889 si aggiunse alla lista anche lo Sheffield United (“The blades”, proprio a rendere omaggio alle acciaierie della città), che attualmente ha la sua casa in Bramall Lane.
Hillsborough è invece, come è superfluo ricordare, lo stadio di casa del Wednesday (“The owls”,omaggio alle civette, gli animali più comuni in questa zona dello Yorkshire); luogo caro a tutti noi appassionati, l’impianto è stato usato svariate volte anche come sede di alcune fasi finali della FA Cup, compresa la tragica semifinale del 1989 quando persero la vita 96 scousers.
Inaugurato nel 1899, fino al 1912 ebbe il nome di “Owlerton”. Successivamente iniziarono le modifiche strutturali, con la comparsa del mastodontico South Stand e del suo straripante tetto con il celebre orologio recante il nome del club.
Nel secolo successivo, il Novecento, Hillsborough fu oggetto di altri importanti interventi strutturali, in vista anche dei mondiali del 1966: il North ed il West Stand vennero praticamente rimessi a nuovo, e grandi lavori furono svolti anche nel South Stand con l’ampliamento della zona dedicata ai posti a sedere. Negli anni 70 però apparve il tristemente noto Taylor Report che ridusse la capienza da oltre 60mila posti ad un ben più misero numero (35mila). Da dimenticare quindi nuovi record di affluenza come quello che si registrò negli anni Trenta contro il Manchester City (73 mila presenze!).
Prima di piantare stabilmente le tende ad Hillsborough, lo Sheffield Wednesday utilizzò lo stadio degli odiati cugini, il Bramall Lane, per alcune partite di cartello: nato come impianto per il solo cricket nel 1854, fu proprio il luogo specifico che diede i natali alle Blades, con i terreni di giuoco delle due discipline praticamente uniti l’uno all’altro. Il campo da football era circondato da tre segmenti di terraces, mentre una delle due aperture laterali si affacciava proprio sul campo da cricket, che venne purtroppo pesantemente danneggiato dai bombardamenti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Al termine dell’orribile e triste periodo bellico, lo Sheffield United riuscì nel suo intento di acquisire tutto ciò che rimaneva della zona dedicata al cricket per poter poi realizzarvi un nuovo stand laterale per chiudere il lato mancante del campo da calcio. Anche qui arrivò poi la lunga mano del Taylor Report a ridurre capienza ed impatto ambientale dell’impianto, sottraendo quasi 25mila posti dai 55mila iniziali.
Il record di presenze del Bramall Lane fu nell’ultimo periodo degli anni Trenta per una sentitissima partita di FA Cup contro il Leeds.
Ma a prescindere dai dati storici e dagli aneddoti riportati in questa breve illustrazione, rimane la realtà conclamata dei fatti, quella che vede i due impianti della città di Sheffield catalogati come tra i più affascinanti e pieni di vita vissuta in tutta l’Inghilterra. Sia Hillsborough che Bramall Lane sono incastonati all’interno di lunghissime file di case a schiera e terraced houses, rendendo la visuale assolutamente caratteristica ed attraente per noi italiani, assolutamente non abituati a veder sorgere templi del football nel bel mezzo di quartieri densamente popolati.
La città, come già accennato in apertura, non è propriamente delle più attraenti in Inghilterra; nata in una sorta di anfiteatro naturale nel bel mezzo di svariate colline, vede confluire nelle sue vicinanze ben cinque fiumi. Le acciaierie della zona furono utilizzate durante l’ultima guerra mondiale come loco di produzione di materiale bellico, ed è proprio questo fattore che rese Sheffield uno dei bersagli più colpiti dai bombardamenti nazisti. A causa della crisi dell’industria manifatturiera degli anni Settanta ed Ottanta, inizò quel declino che rese la città cupa, grigia e priva di particolari iniziative in grado di attrarre gente anche dall’estero. Quest’aria aggrondata è stata ripresa e descritta in numerose opere letterarie e film-documentari.
Ma da sempre, il nome Sheffield è associato al football, anzi è praticamente un suo sinonimo.

Gabriele Fumi

Gabriele Fumi