FOCUS – Balotelli “Why always you?”

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Balotelli, l’eterna promessa del calcio italiano

Perché sempre io?” si chiedeva Mario Balotelli qualche anno fa in un derby di Manchester in cui andò in rete. “Perché sempre io sulla bocca di tutti?” oppure “Perché, anche quando sto buono per i fatti miei, vengo tirato sempre in causa?” probabilmente queste erano le domande che frullavano nella testa del giovane Mario che si sentiva troppa pressione su di sé e non riusciva a spiegarselo.
Oggi, che da quel giorno è passato qualche anno, e di acqua sotto i ponti ne è passata, la poniamo noi a lui la domanda “Perché sempre tu Mario?”

PROMESSE– A 17 anni l’esordio in serie A con l’Inter di Roberto Mancini. Quello stesso anno mise a segno una doppia-doppietta nei quarti e nella semi-finale di Coppa Italia che gli valse la carica di capocannoniere della competizione pari-merito con Julio Cruz e  Vincenzo Iaquita. “Un predestinato” esclamarono in tanti; l’Inter puntava forte sul talentino acquistato qualche mese prima dalla Lumezzane. A soli 18 anni Balotelli entrò nella lista dei migliori 20 calcatori Under 23 di tutto il mondo. Un vero e proprio tesoro nelle mani per la famiglia Moratti.
Con l’avvento di José Mourinho, al calciatore cresciuto a Brescia si iniziò a dare l’appellativo di “SuperMario”, ricordano il personaggio dei videogiochi: il suo potenziale era sotto gli occhi di tutti e l’aggettivo ‘Super’ quasi veniva naturale per uno con il suo talento e con questo nome. Grazie alla sapiente guida tecnica dello Special One, le qualità di Balotelli venivano sempre più fuori; di pari passo con le doti tecniche però emergeva anche il carattere molto irascibile e impulsivo che spesso creava conflitti con il pubblico nero-azzurro.
La società di Milano, nell’ estate del 2010, prese la palla al balzo per cederlo e risanare(parzialmente) il bilancio grazie ai 28 milioni offerti per la sua cessione dagli sceicchi del Manchester City.

INGHILTERRA PER (RI)PARTIRE– Il volo che lo portava verso il nord del Regno Unito doveva essere quello che lo consacrava tra l’elite del calcio europeo e mondiale. Tutt’altro, Balotelli iniziò a far parlare di sé più per le gesta che compiva fuori dal rettangolo verde che per quello che riesciva a combinare in campo. I Tabloid inglesi impazzivano per questo nuovo genio incompreso: freccette contro i ragazzini del settore giovanile dei Citizens, macchine demolite, incendi nel giardino di casa, dolci momenti in compagnia di porno-star…Insomma il calciatore nativo di Palermo non si fece mancare proprio niente in questa prima esperienza inglese.
Ma il calcio Italiano credeva ancora in lui e il Milan gli diede la possibilità di farlo diventare SuperMario ma per davvero e non solo a parole. Un’anno mezzo tra luci e ombre quello rosso-nero e un Mondiale mediocre con la Nazionale ed ecco che viene nuovamente messo alla porta dalla sua società, proprio come era successo con il Manchester City solo un anno e mezzo prima.
L’Inghilterra ama Balotelli e gli diede una seconda chance, ma stavolta con il Liverpool orfano di Suarez e dei suoi gol. Tifosi e stampa erano entusiasti del nuovo centravanti dei Reds chiamato a prendersi sulle spalle un attacco  che cercava proprio uno come lui, con la sua faccia e il suo famigerato talento.
Arrivando ai giorni nostri troviamo un Mario Balotelli ancora a secco di reti in Premier, e che dopo 5 mesi dal suo sbarco oltremanica, è già messo alla visto di malocchio dal tecnico: “Non è adatto al nostro gioco” commenta Brandan Rodgers alla vigilia del Boxing-Day.

TOP O FLOP?– Ad oggi i pareri su Mario Balotelli sono molteplici e spesso controversi.
Interessanti le dichiarazioni di Taarabt, altro calciatore con un caratterino tutto suo, che così commentava il suo ex-compagno di squadra al Milan: “Quando sono arrivato al Milan tutti mi dicevano che Balotelli era fortissimo ma a me non mi è parso un giocatore di classe mondiale. È un giocatore normale, non un fenomeno. Posso dire che che tira forte ma non gioca per la squadra, oppure se lo fa come adesso a Liverpool poi non segna. Ha avuto tante chance, dal City al Milan, e le ha sprecate tutte“. Duro e schietto il marocchino che non le ha certo mandate a dire a MB45. Forse questa è l’opinione di molti addetti ai lavori sull’italiano e Taarabt è stato solo il più “coraggioso” a dirlo in pubblico.
Eppure gli estimatori di SuperMario ci sono in giro, basti pensare alle tante opportunità che ogni qual volta che fallisce gli vengono riproposte. Allora perché non riesce a sbocciare questo talento? Perché butta tutto alle ortiche? Mario perché sempre tu?

Ciro Vieni