Direttamente dalle paradisiache atmosfere delle highlands scozzesi, ecco la curiosa ed avvincente storia di un club che, per gli abitanti della zona, rappresenta molto di più di quello che potrebbe sembrare.
Situata nel Nord-Ovest della Gran Bretagna, più precisamente in Caledonia, Fort William rappresenta una delle mete turistiche più rinomate dell’intera nazione nonchè punto di sosta fondamentale per le escursioni nel vicino Loch Ness. Ex quartier generale delle Giubbe Rosse e dei Dragoni di Sua Maestà, il paese di circa diecimila abitanti vanta una tradizione archeologica e naturalistica di tutto rilievo, ed è possibile tutt’ora trovarvi le antiche vestigia dei clan delle Highlands, spazzati via durante la battaglia di Culloden.
Atmosfere degne della migliore tradizione gotico-normanna si sposano con una terra brulla, popolata da gente orgogliosa e sempre pronta a sobbarcarsi qualsivoglia tipo di fatiche lavorative; fondando un club di football nel 1972, gli abitanti di Fort William decisero di mettere in gioco la loro reputazione ed il buon nome della cittadina direttamente sul rettangolo verde.
Quello che nacque fu un club a matrice working class, ben lontano dalle luci della ribalta offerta da Glasgow ed Edimburgo: lo spirito puro ed indomito non bastò tuttavia per garantire i fondi ed il seguito di pubblico necessario per arrivare tra i professionisti. Nella metà degli anni Ottanta arrivò l’affiliazione alla North Caledonian Football League, che portò ad una serie di successi sul campo compresa la vittoria della stessa lega e di una sfilza di coppe e competizioni locali, su tutte la Chic Allan Cup e la Morris Newton Cup.
Il trionfo nel campionato di zona permise, a cavallo tra gli Ottanta ed i Novanta, l’iscrizione alla più quotata Highland League nella quale il Fort William giocò la sua prima partita contro un club originario di Inverness, il Clachnacuddin. Qualche mese più tardi, l’impianto di casa registrò quello che sarebbe stato destinato a divenire il record assoluto di presenze: 1500 spettatori in un turno preliminare di Scottish FA Cup, con uno striminzito 0-0 contro il più quotato Stirling Albion Football Club che poi demolì letteralmente i ragazzi delle Highlands nella gara di ritorno (6-0).
Malgrado il brillante inizio nell’Highland League, la situazione economica del Fort William FC iniziò a precipitare nei primi anni Duemila, e la squadra passò rapidamente dalla lotta per le posizioni di vertice a combattutissime salvezze, ottenute con le unghie e con i denti anche a costo di rovinose sconfitte contro le prime della classe (compreso un incredibile 17-0 contro il Peterhead). Nella stagione 2008/09 arrivò anche il record negativo di punti durante la prima parte di campionato, con il club piantato a quota 1 nelle prime 28 partite!
L’attuale rosa del team è composta interamente (ed è una pecularità da non sottovalutare assolutamente) da giocatori originari della città stessa, tutti local lads con un’età media di 25 anni e pronti a rappresentare in campo il loro suolo natio con tutto l’orgoglio dei veri highlanders.
Il fascino di questa storia è talmente particolare tanto da aver spinto, nella stagione 2008/09, un produttore televisivo a creare una sorta di reality importando in squadra alcuni dei più fulgidi talenti statunitensi a livello universitario.
Tuttavia, malgrado il clamore iniziale, la faccenda finì per consumarsi come una candela ed il Fort William FC tornò ad essere solamente quello per cui era nato: l’orgoglio della gente del posto. Un altro tentativo venne effettuato nel 2012, con la squadra utilizzata come “second team” di una società di livello superiore, militante nella Caledonian Football League: anche questa volta il successo iniziale fece ben sperare nella buona riuscita dell’iniziativa ma poi, a causa della mancanza di serbatoio-giocatori da cui poter attingere nella zona di Fort William, finì tutto per andare a rotoli dopo una sola stagione.
Nel 2015, dopo tante delusioni, ecco arrivare finalmente anche una buona notizia, rappresentata da recod di vittorie consecutive del club in tutta la sua storia (a dire la verità solamente quattro, ma per una realtà calcistica minore e dal solo impatto popolare, è un risultato sufficiente).
Lo stadio di casa è il Claggan Park, 4000 posti di capienza, collocato proprio a fianco ad una sponda del fiume Nevis ed adiacente ad un’ampia radura incontaminata, dove è possibile respirare a pieni polmoni l’aria fresca delle Highlands ed ammirare una natura selvatica e rigogliosa.
Gabriele Fumi
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