FOCUS – Raheem Sterling, il rudeboy

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Sterling nasce a Kingston, Giamaica, l’8 dicembre 1994 e cresce nella zona di Maverley, seguito sin dalla tenera età principalmente dalla nonna. A 5 anni il piccolo Raheem si trasferisce con sua madre a Londra, dove frequenterà la Copland High School nel sobborgo londinese di Wembley. I primi a notare le straordinarie qualità sul rettangolo verde di questo rapidissimo fanciullo di colore sono i responsabili delle giovanili del QPR che, a nove anni, decidono di arruolarlo tra le proprie fila. Sterling cresce rapidamente all’interno del settore giovanile del club londinese tanto che Rafa Benitez, non certo l’ultimo arrivato, rimane strabiliato dai suoi colpi e decide di portarlo nella Academy del Liverpool nel febbraio del 2010, riconoscendo al QPR una somma iniziale di 600.000 sterline, in grado di arrivare fino a 5 milioni in base alle apparizioni di Sterling con la prima squadra dei Reds. Durante il primo anno nelle giovanili della squadra della Merseyside, Raheem colleziona tante presenze condite da diversi gol, arrivando nel febbraio del 2011 addirittura a realizzare 5 reti in un match contro il Southend United. Passano altri 11 mesi e la leggenda dei Reds Kenny Dalglish, nel frattempo succeduto in panchina a Benitez prima ed Hodgson poi, decide che è giunto il momento di lanciare nel calcio che conta questo ragazzo dal passo fulmineo. E’ il 24 marzo del 2012 e Sterling fa il suo debutto con la prima squadra entrando a sei minuti dal 90′ nella sfida interna di campionato contro il Wigan. A 17 anni e 107 giorni, Raheem diventa così il secondo più giovane calciatore ad esordire in Premier League. Altre due presenze, sempre partendo dalla panchina, con Fulham e Chelsea per un totale di 27 minuti e il ghiaccio con il football dei grandi è finalmente rotto. Nel frattempo arriva l’estate del 2012 e, con essa, sulla panchina dei Reds l’allenatore che ha portato lo Swansea a grandi risultati in Championship prima e in Premier poi: Brendan Rodgers. Il tecnico nordirlandese, fautore di un calcio offensivo fatto di movimenti rapidi e continui in fase d’attacco, vede in Sterling un’ala perfetta per il suo credo calcistico tanto che lo utilizza con grande frequenza nel corso della stagione 2012/13 tra campionato, coppe nazionali ed Europa League. Il 15 settembre 2012 Sterling gioca tutti i novanta minuti nella sfida pareggiata dai suoi contro il Sunderland venendo nominato, per la prima volta nella sua carriera, Man of the Match.Il calcio britannico inizia ad accorgersi di lui e, in quello stesso mese, arriva per il giovane Raheem anche la prima convocazione con la nazionale maggiore. E’ un escalation di successi. Il 20 ottobre Sterling vive l’emozione del primo gol in Premier, al ventinovesimo minuto della sfida contro il Reading, diventando il secondo calciatore più giovane ad essere andato in gol con la maglia del Liverpool dopo un certo Michael Owen. Il 21 dicembre, spinto dalle prestazioni sempre più convincenti del folletto colored, il Liverpool decide di far firmare un nuovo contratto a Sterling per blindarlo e metterlo al riparo dai possibili attacchi dei club europei più importanti in sede di mercato. Il 2 gennaio del 2013 Sterling realizza la sua seconda rete in Premier, stavolta contro il Sunderland, con uno splendido pallonetto ai danni del portiere avversario e suo futuro compagno di squadra Mignolet. Dal punto di vista personale, la stagione 2012/13 per Sterling è più che positiva. Tante presenze, alla fine saranno 36 in totale, e le prime due marcature nel più importante campionato d’Inghilterra.

Per quanto concerne i risultati di squadra, però, non si può dire lo stesso dal momento che il Liverpool conclude un anonimo campionato fuori da tutte le competizioni europee. Nonostante ciò, il board dei Reds conferma senza dubbi Rodgers. Una scelta che si rivelerà più che azzeccata. La stagione 2014/15, infatti, vede il Liverpool incarnare alla perfezione le idee del proprio tecnico che, dopo un anno di lavoro, finalmente raccoglie i frutti di quanto sperimentato già nel corso dell’annata precedente. Sterling è uno dei titolarissimi di Rodgers e alla fine conclude la sua splendida stagione addirittura in doppia cifra in termini di gol, 10 in 34 partite. Purtroppo per Sterling e per i tifosi della Kop, il sogno di tornare a vincere il campionato dopo 14 anni svanisce in un pomeriggio assolato nella sfida persa ad Anfield contro il Chelsea di Mourinho. Il passaggio al Manchester City nella sessione di mercato estiva del 2015/16, alla enorme cifra di 62,5 milioni di euro (68 milioni con i bonus), lo ha reso il calciatore inglese più pagato nella storia del calcio; il fatto che lo stesso Raheem abbia spinto (e non poco) per il suo passaggio ai Citizens ha letteralmente fatto imbufalire tutti gli abitanti del Merseyside.
Che è risaputo avere un difficile rapporto con i vicini di Mancunia.
La prima stagione di Sterling in quel dell’Etihad è però abbastanza anonima, con 6 reti in 31 presenze di Premier League e 5 reti nelle coppe nazionali: ma non è lo scorer a dare il giudizio definitivo, quanto le prestazioni abbastanza anonime ed incolori del ragazzo.
Quasi mai in grado di fare la differenza, decisamente demotivato e fuori forma, ha espresso il suo talento in maniera discontinua e solo in determinate partite contro avversari di livello più basso; inutile dire che Sterling avrebbe potuto e dovuto fare di più. Ma tutti questi fattori potrebbero essere giustificabili dall’attenuante Pellegrini, giunto oramai al capolinea e secondo molti mai in grado di creare uno spirito di gruppo e di sacrificio durante la stagione appena terminata. Ma, obiettivamente, la conquista della Capital One Cup e l’approdo alle semifinali di Champions League potrebbero anche dimostrare il contrario.

Gabriele Fumi