“Canard“, papera, è questo il soprannome che Robert Pires si vide appioppiare addosso dal suo stesso manager, Arsene Wenger. “Correva strano, con i piedi larghi, ma quando gli arrivava la palla si trasformava in un ballerino”: così recitò l’allenatore alsaziano quando gli venne chiesto un parere sul nuovo acquisto dei Gunners. Incantò Londra, insieme ad una squadra letteralmente imbattibile, andando a formare un tridente da sogno con l’olandese Dennis Bergkamp ed il connazionale Thierry Henry.
Fino a 25 anni giocò a livelli mediocri, passando tra Reims e Metz, ma nel 1998 arrivò la chiamata del Marsiglia, che nel finire del secondo millennio trascorreva abitualmente le sue stagioni nelle primissime posizioni della Ligue One. Bastano due stagioni all’ala dai capelli lunghi per mettersi in mostra in tutta Europa, e anche attraverso il manager francese Wenger, raggiunge l’Arsenal nell’estate del 2000, per circa 10 milioni di nuovissimi Euro. É lì che inizia la sua vera carriera, diventa ala titolare dei Gunners e della nazionale francese, due squadre spaventosamente forti in quel periodo. È lui, che nel 2002, fornisce la verticalizzazione per il leggendario controllo e gol di Dennis Bergkamp nella sfida contro il Newcastle, ed è lui un grande protagonista dell’inarrestabile cavalcata alla vittoria della Premier League 2003-04, che vide la capolista non perdere nemmeno una partita. Pires faceva parte di un Arsenal talmente forte che per vincere si inventava metodi anche poco consoni: celeberrimo il rigore a due che vide lui e Titì fallire miseramente nel tentativo di segnare al Manchester City. “Ne avevamo parlato in allenamento, ma non ero affatto convinto. Quando guadagnammo il rigore, Thierry mi disse nell’orecchio di ricordarsi dell’accordo: lui avrebbe corso dentro l’area e io dovevo spostare il pallone per la sua conclusione, come riuscì Cruijff anni prima. Ero teso ed indeciso, ma ci provai comunque. Non so come, ma lisciai incredibilmente il pallone, forse non era davvero una cosa da fare…”. Per la cronaca, Henry riuscì nell’intento di segnare questo tipo di gol, con Malouda nella MLS, e Pires fortunatamente riuscì ad essere autore di molte altre belle cose che fecero dimenticare pian piano quello stranissimo episodio. Il francese venne sconfitto in finale di Champions League dal Barcellona, e nel 2006 si trasferì gratuitamente al Villareal, nella Liga Spagnola, ma in quell’anno un grave infortunio mette fine ai suoi sogni di gloria. Dopo una girandola di trasferimenti in squadre a lui non consone, si ritirò dal calcio nel 2015, lasciando un’impronta indelebile in questo sport, e facendo sognare ancora i tifosi dell’Arsenal, quando si pensa a lui.
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