Per tutti coloro che come noi condividono la passione smodata per il Brit Footie, la stagione appena conclusa è stata sicuramente una delle più memorabili degli ultimi due decenni. Tuttavia, viste le premesse, il campionato che sta per iniziare potrebbe innalzare ulteriormente lo standard dello spettacolo, regalandoci emozioni ancora più forti di quelle già vissute.
Il divario economico ed organizzativo con gli altri torneo del Vecchio Continente, Serie A in primis, si fa sempre più ampio grazie anche ad alcuni fantastici manager approdati in terra d’Albione, per non parlare di top player del calibro di Ibrahimovic ed altri.
A tal proposito abbiamo deciso di intervistare Matteo Munno, redattore di calciomercatonews.com e stop&goal; grande conoscitore dei retroscena del calciomercato ed intenditore di calcio britannico, Matteo ha intrattenuto con noi di Passione Premier una piacevole chiacchierata sugli aspetti più attuali della Premier e della Championship. Il tutto con un occhio sempre vigile al calciomercato internazionale (la vera e propria specialità di Matteo Munno) e con un inevitabile commento critico agli europei da poco giunti al termine.
Ed allora iniziamo a scaldare l’ambiente, il torneo più bello del mondo sta per ricominciare!
2053 kilometers because Lorenzo has fallen in love with .@LCFC and #Ranieri! ❤⚽ #ilcalcioèdichiloama .@CB_Ignoranza pic.twitter.com/0X3mPEmHXv
— Matteo Munno (@Matteo_Munno) 12 maggio 2016
Dopo la favola del Leicester, potrebbe esserci secondo te una nuova sorpresa? Oppure le gerarchie verranno ripristinate in base al censo ed al portafoglio?
“Partendo dal presupposto che la Premier, nel tempo, ha mostrato di avere numerosi club competitivi nella massima categoria, direi che una buona possibilità c’è. Al di là del fattore “underdog”, termine del quale si è abusato in quest’anno sportivo, molto dipenderà dal mercato, che in terra d’Albione è già molto attivo”.
Gli Europei si sono appena conclusi con la vittoria del Portogallo. E’ stata una vittoria meritata?
“La vittoria portoghese è arrivata con una crescita in termini qualativi di prestazione. La Francia è arrivata in finale con troppe aspettative: la differenza, poi sta negli uomini chiave. Paul Pogba è giovane, e magari ha saputo gestire meno la pressione mediatica rispetto a Cristiano Ronaldo: un elemento, ad esempio, è il gestaccio rivolto alla stampa e lasciato passare con relativo silenzio nel ritiro francese”.
Che voto daresti all’europeo disputato dalla nazionali britanniche? Ovviamente soffermandoci in particolare sull’Inghilterra. Le convocazioni di Hodgson ti hanno convinto?
“Sicuramente sembrerà scontata come risposta, ma il Galles ha fatto centro: risultato arrivato con il duro lavoro dello staff tecnico e dall’innegabile apporto di Gareth Bale. Pochi giorni dopo, Ryan Giggs ha preannunciato che questo risultato è l’inizio di un percorso, ed è interessante come affermazione.
Per quanto riguarda la selezione dei Tre Leoni, credo che le origini di un cammino poco convincente non affondino completamente le proprie radici nella panchina: Hodgson può non convincere, ma è la Federazione a dover dare risposte serie. Hodgson è stato corretto a rassegnare le dimissioni, ma ora c’è da ragionare su obiettivi e strategie a lungo termine. Tra i nomi clou c’è quello di Sam Allardyce, che potrebbe rappresentare un passo in avanti, anche se ritengo sia un segnale il fatto che le big della Premier non siano allenate da un manager inglese”.
Quali potrebbero essere i prossimi botti di mercato in Premier League ed in Championship?
“Sono curioso di vedere cosa tirerà fuori dal cilindro il Liverpool di Klopp, con scelte mai banali – vedi l’arrivo dell’estone Ragnar Klavan – ed aspetto di vedere quale soluzione adotterà Wenger per la grana Welbeck, visto che resterà fuori per parecchio. Tra le ipotesi c’è l’arrivo di Icardi: i soldi per il mercato, nelle casse dei Gunners, ci sono, è da vedere quale sarà la loro destinazione d’uso”.
Con Ibrahimovic e Mkhitaryan il Man Utd farà la parte del leone in campionato?
“Con Zlatan lo spettacolo è assicurato, ma spero di vedere Rooney in posizione originale, anche perché non va dimenticato che la star di Manchester è comunque lui. Con Mou posso immaginare, nel corso della stagione, qualche scenata o qualche episodio, ma il cammino non si prospetta proprio in discesa. Mhkitaryan va ad aggiungere molto alla squadra, è innegabile, ma un difensore è oltremodo necessario”.
Come vedi il Chelsea di Antonio Conte? Ed il derby di Manchester tra Guardiola e Mourinho?
“Il Chelsea di Conte è molto simile alla sua prima Juventus: un club orgoglioso ma con le ali spezzate, bisognoso di quella grinta tipicamente “Contiana”. Presto per giudicare, sia chiaro, ma i presupposti per vedere un Chelsea atipico ci sono.
Il derby tra Mou e Pep, invece, sia per climax che per qualità – almeno su carta – è uno showdown non da poco per la Premier. Il mercato, anche in questo caso, determinerà molto in vista della sfida di Manchester”.
Il “fattore-stadio” porterà il West Ham verso una nuova era. Quali potrebbero essere, secondo te, i maggiori benefici?
“Una nuova era deve essere necessariamente portatrice dei valori del passato: il West Ham ha intenzione di fare un salto di qualità, e lo dimostra il fatto che inizino a trattare giocatori come Carlos Bacca, già affermato e non un talento acerbo. Personalmente, sono dispiaciuto per le sorti del Boleyn Ground, perché la storia ha un valore forte nello sport moderno”.
In un campionato difficile come la Championship, il Newcastle e l’Aston Villa sono chiamati ad un pronto riscatto. Ma basterà un instant-team per ottenere la promozione in un torneo così selettivo? Oppure ci vorrà un progetto a media scadenza?
“Nel calcio moderno, la progettualità – seppure in ritardo – paga: è altrettanto vero che le possibilità economiche e l’appeal di questi due club può facilitare la costruzione di un instant-team, che andrebbe comunque costruito con una “scadenza” biennale in modo da non guastare -in caso di promozione – il lavoro avviato”.
Come interpreti la storica sentenza del governo britannico riguardo la tragedia di Hillsborough? Sono infatti stati scagionati i tifosi del Liverpool ed è attualmente posta al vaglio la condotta della Polizia del South Yorkshire.
“La sentenza segna un passaggio storico, che di fatto va a riabilitare la figura del tifoso inglese, tacciato di hooliganismo, fenomeno che è esistito e che non va generalizzato. La sentenza, però, dovrebbe far trasparire ancora una volta il sacrosanto messaggio di una cultura sportiva che sfoci in una convivenza civile, senza alimentare episodi che poi, inevitabilmente, segnano la vita di un movimento sportivo”.
Concludendo, sarebbe fantastico sperare in un campionato combattuto sino all’ultimo momento, con diverse squadre a battagliare metro dopo metro. Dopo una serie di campagne acquisti indirizzate soprattutto al reparto offensivo, l’Arsenal di Wenger sembrerebbe finalmente aver cambiato target, indirizzandosi verso il rafforzamento dei propri punti deboli in maniera più chirurgica e selettiva. Granit Xhaka ha le caratteristiche giuste per formare, assieme a Coquelin, quella cerniera in grado di garantire equilibrio ad una squadra troppo spesso infilata con estrema facilità.
Il Chelsea di Abramovich ha deciso di affidare le proprie ambizioni di rinascita ad Antonio Conte, reduce da un autentico capolavoro alla guida della nazionale azzurra (chiunque avrebbe messo la firma per una onorevole sconfitta ai quarti di finale, dopo aver portato a casa lo scalpo di Belgio e Spagna e dopo aver messo in seria difficoltà la Germania). Conte potrà contare sul portafoglio inesauribile di Abramovich, che sembra la tasca di Doraemon: basterà chiedere, ed il sovietico estrarrà una prelibatezza tutta da gustare.
Il Manchester United è scatenato, e Mourinho avrà a disposizione una vera e propria corazzata anche se servirebbe qualcosina in più in mediana ed al centro della difesa; il City ha invece tutte le intenzioni di iniziare un progetto destinato a rimanere in auge nel corso degli anni, vista la scelta di trapiantare in blocco il guardiolismo nella contea.
Senza trascurare il Leicester, campione uscente e comunque pronto a rendere la vita difficile ai coinquilini dei piani alti della classifica. E come dimenticarci del Tottenham? La squadra di Pochettino può contare su un undici collaudato e su una situazione economica nel complesso abbastanza florida, anche se le peregrinazioni tra White Hart Lane e Wembley potrebbero scalfire quella grande simbiosi che da sempre intercorre tra calciatori e pubblico. Per gli Spurs, quella scorsa è stata una stagione di altissimo profilo dal punto di vista del gioco e dei risultati, una squadra a tratti ammaliante ed incantevole per qualità di gioco espresso. L’esplosione definitiva di Lamela, la rivelazione Alli, la conferma di Kane, un ferreo pacchetto difensivo: un mix micidiale che potrebbe rappresentare la carta vincente per mettere finalmente le mani sulla Premier.
Non ci resta che aspettare, il Community Shield è vicino (7 Agosto). E da quel giorno in poi sarà un crescendo, con il calcio d’inizio della Premier League previsto per il 13 dello stesso mese, senza dimenticarci la Championship che avrà inizio addirittura il 6. Enjoy!!!
- CURIOSITA’ – Da Anzio a Liverpool, il sogno di Mario - Dicembre 15, 2016
- FOCUS – “La stanza dei sogni”, diario di antichi valori - Dicembre 9, 2016
- FOCUS – Inghilterra-Scozia: il “caso” dei poppies - Novembre 4, 2016




