Kelechi è uno di quei ragazzi con il calcio scritto nel destino. Ha raccontato qualche mese in un’intervista come in Nigeria fosse impossibile per lui seguire la Premier League: troppo costosa per la sua famiglia, si “accontentava” di farsi raccontare le azioni salienti dagli amici e di guardare 45 minuti della Liga spagnola, sognando di giocare un giorno come Yaya Touré (uno su tutti) e compagnia. Nonostante tutto non ha avuto problemi a farsi notare nel calcio che conta… Gol che decide la sfida contro il Crystal Palace dopo pochi minuti dall’ingresso in campo, tripletta all’Aston Villa in FA Cup , decisivo ancora una volta contro il Norwich, in Gol contro gli Spurs e un futuro più che roseo con Pep Guardiola come nuovo allenatore già dalla prossima stagione. Iheanacho si è fatto notare dagli osservatori di tutta Europa ed ha convinto lo stesso Manuel Pellegrini, che non ha acquistato un’attaccante nel mercato estivo fidandosi del talento del nigeriano, grazie al suo scatto bruciante, alla sua finalizzazione e soprattutto al suo fiuto per il gol che lo ha fatto risultare decisivo in più di un occasione. Il ragazzo ha ancora un paio di problemi con la lingua inglese, fondamentale per la comunicazione in mezzo al campo: magari non è ancora perfettamente strutturato ma ha davvero ampi margini di miglioramento, risultando una delle punte più promettenti di tutto il “continente nero” e non solo. “I’ve got to keep my head down, keep working hard.” Il ragazzo che sognava Yaya Touré farà di tutto per continuare a seguire le impronte del suo maestro.
“So many teams were interested in me but it has been my dream at a tender age to play for Arsenal.” A primo impatto può sembrare una frase fatta, una frase di circostanza, da ripetere a giornalisti e tifosi, per convincere stampa e non che “sei l’uomo giusto al posto giusto”, ma stavolta sembrerebbe non essere così. Il ragazzo in questione è Kelechi Nwakali classe 98, capitano della compagine nigeriana Under 17 vittoriosa ai Mondiali di categoria in Cile lo scorso anno. La concorrenza è stata forte ed agguerrita per mesi; lui e Samuel Chukwueze (anche lui molto vicino ad approdare nel Nord di Londra) sono stati i pezzi pregiati dell’interessantissimo e giovanissimo gruppo delle Super Eagles. Wenger e il suo Staff, anche grazie all’aiuto e la mediazione di Nwanwko Kanu (ex Arsenal), sono riusciti a battere la concorrenza di Manchester City, West Ham, Chelsea, Sporting Lisbona ed Udinese, arrivando a firmare un pre-contratto con tanto di foto sui Social nel mercato di gennaio, rimandando l’ufficialità e la definitiva presentazione a giugno quando il ragazzo arriverà alla maggiore età. In Nigeria si parla di lui come di un “sicuro prospetto”, è stato paragonato trai tanti a Viera e Yaya Touré; è un centrocampista offensivo all’occorrenza anche mediano, con un ottimo senso della posizione,una buona struttura fisica, ma soprattutto i “tempi” per l’Assist e per la verticalizzazione, caratteristiche fondamentali se vuoi essere il futuro del centrocampo della squadra che, per anni, è stata la più spettacolare d’Europa.
Il nostro viaggio fra giovani talenti si conclude con Alex Iwobi, uno dei ragazzi più promettenti del calcio africano ed autentica “Rising Star” della Barclays Premier League. E’ delle ultime ore il tentativo disperato della FA di provare a convincere il ragazzo nipote di Jay-Jay Okocha ad abbandonare la nazione di provenienza: la Nigeria per entrare a far parte della nazionale dei 3 leoni, facendo leva sulla sulla sua lunga militanza all’Arsenal. Alex è un autentico prodotto del settore giovanile dei Gunners: entra a far parte della squadra a soli 8 anni di età, firmando il primo contratto professionistico solo nell’ottobre 2015. E’ stato capitano e capocannoniere della compagine Under 21 allenata da Steve Gatting; viene descritto come un ragazzo semplice, quello della porta accanto, con la testa sulle spalle, pronto a lavorare e dotato di un grande spirito di sacrificio. L’esordio ufficiale è avvenuto quest’anno in quel di Sheffield nel sedicesimo turno di Capital One Cup, dove, nonostante la sconfitta, il ragazzo ha fatto vedere buone cose ed ottimi spunti. Esordisce in Premier 4 giorni dopo; l’esordio ufficiale arriva in Galles in occasione della vittoria contro lo Swansea; riesce a farsi notare definitivamente in FA Cup dove parte titolare sia contro il Burnley che contro il Sunderland impressionando per personalità e spirito di sacrificio, fondamentali per far breccia nei cuori dei tifosi inglesi. Il colpo di fulmine definitivo avviene in quel di Liverpool dove riesce a stupire Supporters ed addetti ai lavori, grazie ad una splendida partita ed un importantissimo Gol che chiude definitivamente il discorso nel match contro i Toffee Man. Gioca la palla con personalità, non ha paura delle responsabilità, cerca i compagni, si muove negli spazi e aggredisce gli avversari senza un minimo timore reverienzale. Wenger si è complimentato con lui a fine partita, ha ricevuto il premio di MOTM , lo zio Jay-Jay Okocha ha twittato la sua “fierezza”…Lui? Rimane tranquillo, ha ringraziato i Supporters per il “tifo”, ha postato un paio di foto sul suo profilo Instagram ed ha voluto sottolineare come i 3 punti siano la cosa più importante. Tutto da copione Alex,continua così.
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