Una posizione in classifica che non fa certo stare tranquilli, un calendario che presenta tante gare tutt’altro che facili, un attacco che stenta a decollare e una difesa troppo soggetta ad amnesie. I rischi che il West Ham possa non riuscire a salvarsi sono concreti e gli Hammers rivivono con ansia lo spettro retrocessione.
La stagione era iniziata in modo molto positivo, con una sola sconfitta nelle prime sette giornate, poi il crollo. L’esonero di Pellegrini a fine dicembre e l’arrivo sulla panchina di David Moyes che, media punti alla mano, ha fatto anche peggio dell’allenatore cileno (1 punto a partita contro 0,8). Il West Ham delle ultime uscite aveva però fatto ben sperare, con un pareggio sfiorato sia sul campo dell’Arsenal che su quello del Liverpool. E ora, il fatto che Moyes abbia avuto tanto tempo per lavorare con una squadra presa in corsa, può rivelarsi certamente un vantaggio per il manager scozzese.
Classifica e calendario, i pericoli per il West Ham
I 27 punti in classifica però preoccupano e non poco. Nelle nove gare restanti, gli Hammers disputeranno tre scontri diretti che potrebbero rivelarsi decisivi, rispettivamente contro Norwich, Watford e Aston Villa, tutti e tre nelle ultime quattro giornate. A complicare le cose però potrebbe essere la ripartenza: le prime tre partite saranno contro Wolverhampton, Tottenham e Chelsea. Una (ri)partenza decisamente in salita per gli uomini di Moyes, che dovranno cercare di staccare o per lo meno non perdere terreno dalle dirette avversarie. Il Brighton è distante soltanto due punti, ma sembra essere l’unico altro club invischiato nella lotta retrocessione insieme a Watford, Bournemouth, Aston Villa, Norwich e, appunto, gli Hammers. I sette punti di vantaggio del Southampton sembrano essere un margine sicuro per i Saints, che sembra possano retrocedere solo in caso di “miracolo” (sportivamente parlando) delle inseguitrici e contemporaneo “suicidio” (sempre sportivamente parlando).
Problema gol fatti e problema gol subiti
Moyes in queste ultime gare potrà contare su Soucek, visto che lo Slavia Praga ha accettato il prolungamento del prestito sino a fine stagione, ma non su Ngakia, che ha deciso di lasciare il club alla fine di giugno non rinnovando il contratto. Per il manager scozzese ci sarà dunque un problema terzino destro: Fredericks ha recuperato dall’infortunio, ma non gioca da tempo. Sarà lui, con Zabaleta, ad alternarsi nelle tante gare ravvicinate da disputare. Da risolvere ci sarà poi il problema delle tante (troppe) amnesie difensive che hanno fatto perdere punti importanti alla squadra durante la stagione. Ma ci sarà anche da risolvere il problema gol, con Haller non ha dimostrato di valere la cifra spesa in estate. Toccherà affidarsi agli uomini di qualità alle sue spalle per creare azioni da gol e rivelarsi pericolosi. Tra questi però non è certo che ci sia Manuel Lanzini. Nelle ultime gare disputate l’argentino non ha mai visto il campo: la sfida più grande che forse spetta a Moyes è cercare di recuperare l’elemento di maggior qualità all’interno della rosa Claret and Blue. Se tutti questi problemi verranno ancora a galla e i risultati non dovessero arrivare, l’addio alla Premier League potrebbe davvero concretizzarsi.
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