Quella che vi presentiamo oggi non è una storia come tutte le altre. Anzi, ha più i contorni di una favola.
Ivan Ambrosio, classe 1993, è un ragazzo che ha da sempre un sogno nel cassetto: girare tutti gli stadi in UK. Reso celebre dalla sua pagina social, è da poco entrato nel novero dei collaboratori di Passione Premier.
Colpiti dalla sua forza di volontà e dalla sua perseveranza, abbiamo deciso di intervistarlo per poter rendere partecipi i lettori di questa incredibile storia; ma un conto è recensire un qualcosa, un altro è sentirlo direttamente dalla voce del diretto interessato.
Buona lettura!
Come fare a non iniziare l’intervista in questo modo: potresti presentarti con una breve introduzione, e spiegarci brevemente cosa fai in giro per l’Inghilterra? Io ne sono consapevole e ti ammiro (oltre che invidio), ma spieghiamolo per bene ai nostri lettori!
“Salve a tutti, sono Ivan, ho 22 anni e preferisco presentarmi così, con questa frase, ancora ricordo quando la scrissi, era il 26 novembre 2015, ero a Manchester, città che vedo nel mio futuro..”
La curiosità è veramente tanta: ma perchè hai deciso di compiere un’impresa del genere?
“Il mio è un lungo viaggio, iniziato nel 2013 con appena quattro stadi visitati, poi due anni di stop totale.. Ora, sono a quasi 100 stadi, e non voglio assolutamente fermarmi..
Amo il calcio, amo gli stadi, quelli inglesi soprattutto, amo respirare ogni realtà di questa fantastica terra, amo assaporarne il tifo, sentirmi parte di loro, per una volta nella mia vita voglio sentirmi parte di quella gente, che ama davvero quella maglia, che ride e piange per quella maglia, che aspetta il giorno della partita come se fosse il giorno più importante della propria settimana, forse della vita”.
Come nasce questa tua passione smodata per il football britannico?
“Arrivò come arriva l’amore, senza chiedere, senza un motivo, senza una ragione. Questa terra mi ha completamente cambiato la vita .. L’Inghilterra.
Sai, io vivo di calcio da quando ho 10 anni, sognavo di fare il calciatore, poi purtroppo la vita ti fa capire che senza un lavoro e senza soldi difficilmente puoi concludere qualcosa, quindi all’età di 18 anni decisi di lavorare e di andare a vivere in Inghilterra, senza badare a quello che poteva accadere, avevo voglia di fare e di vedere posti nuovi, avevo una voglia matta di andare a Londra e vivere quegli stadi, quegli stadi che fino ad allora avevo solo e sempre ammirato in tv, volevo assolutamente vedere quegli stadi da vicino, viverli, visitarli tutti, così il 20 febbraio 2013 presi l’aereo e partii per Londra, biglietto di sola andata, senza una meta, senza un lavoro, senza un appoggio, solo io e quello che sarebbe accaduto!
La passione è nata guardando una partita in tv di quella meravigliosa FA Cup, Stevenage – Tottenham e rimasi senza parole, stadi di categorie inferiori incredibilmente belli, pieni di persone e famiglie, e soprattutto mi innamorai di quello che si vedeva oltre il prato, negli angoli, lo stadio, essendo aperto, ti dava la possibilità di vedere gli alberi, e alcune volte anche le macchine che passavano! Io amo tutto questo, quindi mi dissi, io visiterò tutti gli stadi, andrò da quelle parti e li farò tutti!!”.
Qual’è stato il primo stadio che hai visitato? E le sensazioni che ogni volta provi sono sempre le stesse, oppure c’è il rischio di cadere in forme di monotonia?
“Il mio primo stadio fu quello del Chelsea, poi subito dopo, nel giro di pochi giorni Fulham, Arsenal, Qpr .. Durai appena un mese in quel di Londra, ho fatto il lavapiatti, ho avuto qualche fregatura, ho pianto, ero solo, ma il 25 marzo 2013, quando tornai a casa mi promisi una cosa, dissi tra me e me, ” cara Londra, quello che ti sei presa ora, me lo restituirai entro poco tempo “, e così è stato, due anni di sacrifici, tanto lavoro, e nel marzo del 2015 nuova partenza, questa volta quella buona, finalmente! Ho vissuto in Inghilterra per 9 mesi, ho visitato quasi 100 stadi, dall’Old Trafford allo stadio dell’Harrogate Town ( National League North ), dagli stadi di Londra a quelli di Edimburgo e Glasgow, e il mio tour continuerà, fin quando non avrò visitato 200-300 stadi e racchiuderò tutto in un libro!
Per adesso potete seguirmi sulla mia pagina Facebook https://www.facebook.com/Londonstoriadiunsogno/.
Come già detto pocanzi, il primo stadio visitato in Inghilterra è stato lo Stamford Bridge, scesi alla stazione dell’Underground di Fulham Brodway convinto di trovare il Craven Cottage, stadio che amo, ma incredibilmente trovai quello del Chelsea, non male direi.
Credetemi, ogni volta il cuore batte fortissimo, ogni volta è un’emozione diversa, dovete assolutamente farlo anche voi!! Forza!”.
Parlaci del luogo in cui vivi, le sue bellezze, la sua storia, il suo rapporto con il football
“Io vivo nel nord – ovest dell’Inghilterra, un piccolo e magnifico paesino, Bowness – on – Windermere, nel Lake District, vi consiglio un giretto da quelle parti, è una zona turistica inglese, attira persone da ogni parte del mondo, e li trovate il lago naturale più grande d’Inghilterra!! Da quelle parti esiste solo una squadra di calcio, il Windermere, ma non so in che categoria gioca”.
Quali sono stati gli impianti che più ti hanno colpito? E le città?
“Dopo aver visto quasi 100 stadi, quelli che mi hanno colpito di più sono: il St’James Park, casa del Newcastle e il City Ground, stadio del Nottingham Forest, e ovviamente la casa del Manchester United, e anche l’unico ed inimitabile Craven Cottage.. Comunque mi fermo qui, sennò rischio di elencarli tutti! Le città più belle, dopo Londra ovviamente, sono state York ed Edimburgo! Meravigliose!”.
Qual’è il tuo rapporto con le varie tifoserie locali? Secondo te, quale è quella più “massiccia” e quella invece un pochino più “posh”?
“Amo le tifoserie delle piccole squadre, quelle dove non si trovano i turisti per caso, ma solo e soltanto i tifosi di sempre!”.
Questa è una domanda che pongo quasi a tutti, ma è un tema che mi sta parecchio a cuore, più di quanto tu possa immaginare. Che idea ti sei fatto della storica sentenza che rivoluziona lo scenario della tragedia di Hillsborough?
“Conosco quello che è accaduto e soprattutto il motivo, ma sinceramente non so risponderti. Scusami”.
Ivan vi aspetta su www.passionepremier.com con il suo focus settimanale, dove racconterà ancora più nel dettaglio tutte le sue esperienze e le sue sensazioni. Non dimenticate di seguirci anche sulla nostra pagina Facebook, dove oltre ai consueti approfondimenti di ogni tipo, potrete trovare anche tutto il repertorio fotografico di Ivan Ambrosio, direttamente dalla Gran Bretagna!
Gabriele Fumi
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