Carissimi amici di Passione Premier League, oggi vi portiamo virtualmente a Tocopilla, piccolo paese cileno situato nella regione di Antofagasta. Qui il 19 dicembre 1988 nasceva una stella, destinata a illuminare il firmamento calcistico europeo e mondiale: Alexis Sanchez. È il terzo di quattro fratelli: due sorelle, Marjorie e Tamara, e un fratello di nome Humberto. L’infanzia di Alexis è segnata da povertà e difficoltà, un papà che lo ha abbandonato in tenera età, sobbarcando sulle spalle della mamma Martina tutte le responsabilità della crescita dei figli. La situazione sotto il punto di vista economico è critica per la famiglia Sanchez, tanto da costringere il piccolo Alexis a lavare le macchine ed eseguire capriole in strada, per racimolare qualche centesimo dai suoi compaesani.
GLI INIZI – Muove i suoi primi passi nell’Arauco, club calcistico del suo quartiere e nel 2003 (allora quindicenne) il sindaco di Tocopilla Alexander Kurtovic, rimane stregato dalle straordinarie abilità tecniche che possiede quel ragazzino quando ha il pallone tra i piedi, decidendo così di regalargli le sue prime scarpette da calcio. L’anno successivo Sanchez entra a far parte della scuola calcio del Cobreloa, dove si mette subito in mostra impressionando i tecnici, che lo inseriscono nelle squadre giovanili. Il talento di Tocopilla continua a sciorinare giocate di altissimo livello, che ormai stanno diventando troppo strette per il livello di un campionato giovanile. Si materializza così la chiamata in prima squadra, con la quale Alexis realizza 9 gol in 47 apparizioni a soli 17 anni, meritandosi il soprannome di Niño Maravilla che lo accompagnerà durante tutta la sua carriera. Nel gennaio 2006 si accorge di lui l’Udinese, da sempre una delle società regine nello scovare giovanissimi talenti, grazie al numero elevatissimo di scout presenti sopratutto in Sudamerica. La società friulana se lo accaparra per la cifra di 2 milioni di euro, girandolo in prestito prima al Colo-Colo dove disputa la stagione 2006-2007 con all’attivo 5 segnature in 32 presenze e la stagione successiva agli argentini del River Plate, dove Sanchez colleziona 23 presenze andando a bersaglio 4 volte.
L’ARRIVO IN ITALIA – Nell’estate del 2008 il cileno sbarca a Udine, con la società che ripone in lui tantissime aspettative e ha tra le mani un diamante grezzo da lavorare con pazienza, per farlo diventare col tempo sempre più puro e brillante. Sanchez segna il suo primo gol in Serie A nella partita del 19 ottobre contro il Lecce e le cose sembrano incanalarsi subito nella giusta direzione. L’euforia dura poco, visto che per il ragazzo comincia un periodo difficile, durante il quale non riesce ad esprimere il suo talento e viene criticato dai tifosi, reo di essere troppo fumoso e poco incisivo sotto porta, collaborando poco con i compagni e intestardendosi in inutili ghirigori con il pallone. La stagione successiva fortunatamente la situazione migliora e Alexis riesce a esprimere (anche se solo a sprazzi) le sue qualità, che gli permettono di terminare la stagione con 32 presenze in campionato e 5 gol; inoltre in Coppa Italia si dimostra decisivo contro il Milan, fornendo l’assist al compagno Gokhan Inler, che con il suo gol permette alla squadra di staccare il pass per la semifinale. Semifinale che vede la compagine friulana opposta alla Roma e dopo la gara di andata persa 2-0, il funambolo di Tocopilla sale in cattedra in quella di ritorno, siglando all’81’ il gol partita, che purtroppo non si rivela sufficiente per accedere alla finale. Alexis in queste prime due annate in maglia bianconera ha mostrato con una certa discontinuità il suo potenziale, faticando non poco ad adattarsi al gioco e agli schemi chiesti dall’allenatore. Ma la stagione seguente…BOOM! Il Niño ha un’esplosione pazzesca e si abbatte come un uragano sulla Serie A, mostrandosi capace di inanellare una serie incredibile di prestazioni eccezionali, capaci di far spellare le mani a compagni, spettatori e dirigenza. Tra queste prestazioni ci entra di diritto quella del 17 febbraio 2011, quando a Palermo Sanchez firma un personalissimo poker, Di Natale ne fa altri tre e l’Udinese asfalta il Palermo 7-0. Un’altro dei capolavori più belli che l’artista Alexis regala ai calciofili italiani è quello che va in scena al Sant’Elia il 13 marzo 2011, con una fuga infinita palla al piede contro il Cagliari, conclusasi con un gol, tra gli applausi del pubblico di casa che ha capito di trovarsi di fronte a un fuoriclasse assoluto.
Qui sotto vi riportiamo il video della stupenda cavalcata.
A suon di magie in successione, gli osservatori dei grandi club d’Europa si moltiplicano sugli spalti dei vari stadi italiani e si capisce chiaramente che questa per Sanchez è l’ultima stagione in Friuli, sarà impossibile trattenerlo oltre. Tra Totò e Alexis nasce una simbiosi e una complementarietà perfetta, che porterà la magica coppia a realizzare la bellezza di 40 gol in campionato, con l’attaccante napoletano che si laurea capocannoniere del torneo con 28 marcature. Dopo aver fatto vedere il calcio più spettacolare del campionato, incantando tutti gli addetti ai lavori, la strepitosa annata della banda Guidolin si conclude con uno straordinario e meritatissimo terzo posto, che vale i preliminari di Champions, con Sanchez che ha brillato per l’intera stagione attirando su di sè i radar dei maggiori club d’Europa, pronti a dar vita a una battaglia a suon di milioni per il fenomeno cileno. I Pozzo davanti a tutto ciò si sfregano le mani, consapevoli che andranno ad incassare tantissimi milioni e ottenerranno l’ennesima super plusvalenza, comprando a poco e rivendendo a cifre inimmaginabili.
BARCELLONA – Il 20 luglio 2011 il Barcellona comunica di aver acquistato Sanchez per una cifra di 26 milioni di euro, ai quali vanno sommati 11,5 milioni comprendenti vari bonus, per un totale di 37,5 milioni di euro(!) finiti nelle casse dell’Udinese. Al suo arrivo il cileno è entusiasta(così come il tecnico Pep Guardiola) e non vede l’ora di poter giocare a fianco di mostri sacri come Messi, Xavi e Iniesta, per crescere e migliorare sempre di più. Realizza il suo primo gol nella Liga il 29 agosto nel match contro il Villareal, terminato 5-0. Il 14 febbraio 2012 nella gara contro il Bayer Leverkusen, valida per gli ottavi di finale della Champions League, mette i suoi primi sigilli nella competizione realizzando una splendida doppietta. La sua prima stagione in maglia blaugrana è condizionata da tanti piccoli guai muscolari che ne limitano le apparizioni, ma non gli impediscono comunque di disputare una buona stagione, mettendo a referto 15 gol (12 in Liga, 2 in Champions e uno in Coppa del Re) e 6 assist. Al termine della stagione Guardiola decide di prendersi un anno sabbatico, volando a New York con la famiglia e così Tito Vilanova prende il timone dei catalani, dopo aver fatto da secondo a Pep negli anni precedenti. L’annata sotto la gestione Vilanova si conferma altrettanto felice e positiva per il cileno, che diventa un interprete fondamentale nella formazione titolare, collezionando 29 presenze in campionato condite da 8 gol e 9 assist, numeri che a maggio risulteranno molto importanti, permettendo al Barcellona di festeggiare la conquista del titolo. Nell’estate del 2013 Vilanova, dopo aver lasciato il club dal 18 dicembre 2012 al 28 marzo 2013 a causa del ripresentarsi di un tumore alla ghiandola parotide(poi curato e inizialmente sconfitto), decide di abbandonare definitivamente i catalani, visto l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. I vertici societari decidono allora di affidare la panchina a Gerardo “Tata” Martino, 50enne tecnico argentino, nella stagione precedente alla guida dei Newell’s Old Boys. Il Tata punta subito fortissimo su Alexis, che ripaga la fiducia del tecnico con una stagione superlativa, la migliore da quando è in Spagna e che finalmente permette al Niño di fare quel salto di qualità definitivo che ancora gli mancava. Il 26 ottobre 2013 al Camp Nou si gioca il Clasico e il fenomeno cileno al minuto 77 manda in estasi una città intera: passaggio filtrante col contagiri di Neymar, Sanchez si avventa sul pallone grazie a uno scatto fulminante, effettua un dribbling ai danni di Varane(che poi riprende la posizione), ancora un tocco col destro e infine la pennellata d’autore con un morbidissimo pallonetto che dal limite dell’area si infila alle spalle di Diego Lopez. Esplode la gioia incontenibile dei 90 mila supporters blaugrana, con il Barça che trionferà 2-1.
Ecco la gemma di Sanchez
Il campionato si dimostra equilibratissimo e spettacolare, con Real, Atletico e Barcellona a scambiarsi le prime tre posizioni per tutto l’arco della stagione. Nell’ultima giornata della Liga si affrontano al Camp Nou i padroni di casa(86 punti) e l’Atletico capolista(89 punti), con l’Atletico che per laurearsi campione di Spagna ha a disposizione due risultati su tre, mentre i blaugrana sono obbligati a vincere, visto che in caso di vittoria arriverebbero a pari punti con i Colchoneros, ma con una differenza reti nettamente superiore. Proprio Sanchez porta avanti i suoi sparando una fucilata pazzesca che va a morire all’incrocio sul primo palo, trovando un angolo impossibile. Il Camp Nou viene però gelato a inizio ripresa dal gol del pari di Godin, autore di un bello stacco di testa su corner. Il match termina con il punteggio di 1-1, risultato amarissimo per il Barcellona che vede così sfumare il titolo.
Qui sotto potete trovare la straordinaria prodezza del cileno
ARSENAL – L’estate 2014 è molto calda per Alexis, si vocifera con insistenza di una sua possibile partenza, ma lui si dichiara felice al Barcellona e non intenzionato a lasciare il club. Classiche frasi di rito, visto che il 10 luglio 2014 il giocatore firma un contratto con l’Arsenal, dopo che la società londinese lo ha acquistato versando 40 milioni di euro nelle casse blaugrana, per la felicità di Arsene Wenger. Sanchez arriva a Londra e si dichiara felicissimo di entrare a far parte di un club così prestigioso, che ha grandi giocatori, un grande manager ed è conosciuto in tutto il mondo. L’avventura sotto il Big Ben parte a gonfie vele, il Niño Maravilla impiega pochissimo tempo per entrare negli schemi di gioco e nei cuori dei tifosi Gunners, dimostrandosi autentico trascinatore e caricandosi la squadra sulle spalle(l’Arsenal è momentaneamente 4* in coabitazione col Southampton e a -1 dallo United terzo), visti i lunghi periodi di assenza per infortunio di Mesut Özil e Jack Wilshere, oltre ad un Theo Walcott rientrato gradualmente questa stagione dopo il brutto infortunio subito lo scorso anno contro il Tottenham. Durante questa stagione Sanchez ha avuto un vistoso calo di rendimento durante il mese di novembre, che i tabloid britannici hanno attribuito al troppo sesso con la fidanzata, la bellissima modella spagnola Laia Grassi. Il calciatore spegne immediatamente le critiche ricevute nel miglior modo possibile: tornando a incantare all’interno del rettangolo verde con giocate sopraffine e tanti tanti gol, molti dei quali decisivi. Finora il bilancio per quanto riguarda il rendimento dell’attaccante cileno è eccezionale e impreziosito dal fatto che il calcio inglese è totalmente diverso da quello spagnolo per molteplici motivi. I numeri parlano chiaro: 12 gol e 7 assist in Premier League(21 i match dove è sceso in campo), 4 gol in Champions League(uno nei preliminari) e due gol nelle coppe nazionali, distribuiti equamente tra FA Cup e Coppa di Lega. Insomma Alexis si sta rivelando uno dei protagonisti assoluti di questa Premier League e vuole far diventare il suo Arsenal sempre più grande, per riuscire ad entrare lui stesso nei più grandi, nell’Olimpo del calcio mondiale.
Dalla povertà sulle strade di Tocopilla al boato dell’Emirates: la meravigliosa storia di Alexis Sanchez, che sarà si un po’ cresciuto, ma per tutti resterà sempre il Niño Maravilla…




