Quella tra Arsenal–Leicester è stato un Match assolutamente folle. Non esiste sport al mondo che, come il calcio, in un secondo o poco più, riesca a ripagare sacrifici e delusioni di giorni, mesi, anni interi.
Partita spettacolare, anche dal punto di vista tattico, fin dai primi minuti: la squadra di Ranieri, scesa in campo con la classica “fame”di vittoria, riesce, escluse poche soluzioni personali, ad imbottigliare la manovra dei Gunners, impedendo qualsiasi tipo di rifornimento per Mesut Özil e compagnia. Impostando un tipo di partita che esalta ulteriormente le caratteristiche dei centrocampisti difensivi delle Foxes, su tutti N’Golo Kante e Drinkwater, i quali riescono a fermare, senza troppi grattacapi, qualsiasi azione offensiva dell’Arsenal.
Per onor di cronaca, va ammesso che, su un’incertezza della retroguardia del Leicester, Martin Aktinson (assolutamente non all’altezza della partita) avrebbe dovuto concedere un rigore per tocco di mano di Kante, su cross di Ozil. Proprio il turco-tedesco al minuto 44 perde palla, venendo colpito alla schiena da un folle intervento di Wes Morgan (visto da tutti, tranne l’arbitro) che espone la retroguardia dell’Arsenal ad un pericoloso contrattacco concluso con l’assegnazione di un calcio di rigore a Jamie Vardy su intervento di Monreal ( il ragazzo inglese, oltre a cercare il contatto, esagera decisamente nel tuffo… A parti invertite, sarebbe stata ammonizione e simulazione). Nulla può Cech sul rigore calciato da Jamie.
Il secondo tempo si apre con un piglio decisamente diverso, Wenger, dopo la sacrosanta espulsione di Simpson per doppio giallo, sbilancia ulteriormente la squadra inserendo Welbeck e Walcott, ma soprattutto spostando Chamberlain sulla mediana. L’”English Man”pareggia i conti su sponda volante di Giroud (che oltre a non aver sofferto troppo Huth e Morgan, è risultato trai migliori in campo), facendo esplodere l’Emirates. La pressione aumenta, con il passare pericolosamente dei minuti sul cronometro. Negli ultimi 10 giri d’orologio da segnalare un paio di clamorosi miracoli di Schmeichel, il migliore del Leicester insieme a Kante, e soprattutto una clamorosa parata di Huth non reguardita (?) dall’arbitro su rovesciata di Oliver Giroud.
Proprio come accade nel libro “Febbre a 90” però, sull’ultima azione disponibile, il neo-entrato Wasilesky compie uno stupidissimo intervento su Mesut Özil sul cerchio del centrocampo. A recupero scaduto, il tedesco calcia la punizione: una splendida traiettoria sulla testa di Danny Welbeck che al ritorno dallo scorso mese di aprile, al suo terzo tocco di palla, fa letteralmente esplodere me e qualsiasi altro tifoso dell’Arsenal: all’Emirates, ma in qualunque altra parte del mondo. Quello che accade dopo il Gol è storia: Welbeck che corre ad abbracciare i Fans, la panchina intera che entra in campo, Wenger che si lascia finalmente andare.
Una vittoria per un solo gol di scarto, a tempo scaduto che servirà sicuramente a dare convinzione e morale per raggiungere l’agognato traguardo.
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