CURIOSITA’: Fabregas, l’Arsenal, il Chelsea. L’uomo, il sogno, il grande incubo?

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Cesc Fàbregas col cuore a metà, croce e delizia londinese, diviso tra Gunners e Blues.

Le sue 600 presenze ufficiali a soli 28 anni sono cifra dell’importanza e dell’imprenscindibilità del centrocampista spagnolo, prima pilastro dell’Arsenal poi mediano della compagine Blues. Alla vigilia del derby di Londra più sentito, fischio d’inizio previsto per le 13.45 di domani, i riflettori sono puntati non solo sul campo, ma anche e soprattutto su un uomo che volente o nolente ha contribuito alla storia recente dei Gunners, mai dimenticato,così amato dalla propria tifoseria quanto odiato ora che la storia d’amore è giunta al capolinea, quel Cesc Fàbregas che è stato al centro di dichiarazioni al vetriolo da parte di Wenger, insieme a Mou protagonista dei rumors e dell’interesse mediatico di questa settimana.

Si infiammano i contorni della rivalità, in quanto i tifosi gunners hanno già comunicato di voler fischiare e non applaudire l’ex capitano dell’Arsenal, che considerano un traditore in quanto, nel 2014 ha scelto di vestire i panni degli acerrimi nemici della sponda Blues di Londra. Una visione romantica da calcio di altri tempi che non ha molta attinenza con la realtà. Fàbregas, infatti, a vestire i panni del ‘traditore’ non ci sta, e spiega: ‘Quando sono tornato dal Barcellona, l’Arsenal era ancora la mia prima scelta’.

Da traditore a tradito; si apprende in un’intervista al giocatore dell’anno scorso, che è tornata alle cronache prima del derby, che fu proprio Arsene Wenger a non far valere il diritto di recompra del giocatore, non eguagliando l’offerta del club di Abramovich e rinunciando di fatto a riportare il giocatore a Londra Nord.

Fàbregas, infatti, dopo la parentesi barcelloneta, finì per approdare ai blues firmando un contratto del valore di circa 30 milioni di sterline. “L’Arsenal ha avuto la prima opzione, e così avrebbe potuto dire ‘sì’, ma ha deciso di no”, ha dichiarato lo stesso Fabregas,  “Mi hanno detto che ora c’era Özil e che quindi non c’era bisogno di me “. Pur tuttavia, secondo la stampa inglese, non è stato questo il solo motivo della rottura dolorosa tra Gunners e il nazionale spagnolo: c’è una scuola di pensiero, oltremanica, che asserisce che per Arsene Wenger, Fàbregas, a 28 anni e 600 partite ufficiali, sarebbe già nella fase calante della sua carriera.

Il tecnico che ha contribuito al suo esordio e al suo sbocciare, gli fece indossare la prima maglia da giovanissimo, a sedici anni, adesso diventa il suo più grande detrattore. A Londra scattano già i paragoni con campioni come Torres o Rooney, stelline del calcio uk appena teenager, che sembrano in una fase di declino negli ultimi anni, appena prima di compiere i trent’anni.

Critiche dure e ingiuste per Fàbregas,  soprattutto considerando il suo ruolo nella conquista del titolo del Chelsea la scorsa stagione quando ha chiuso la stagione con 18 assist, il numero più alto nella stagione scorsa, per le realizzazioni della squadra di Mourinho. Tra l’agosto e il 31 dicembre dello scorso anno, il roccioso centrocampista del Chelsea è stato coinvolto in 15 gol (due gol, 13 assist) e ha contribuito ad un gol ogni 106,5 minuti. Troppa durezza, troppo in fretta, mentre si aspetta di vedere se il leone spagnolo tornerà a ruggire, col fiato sul collo della sua ex squadra. Che, in fondo, non l’ha mai dimenticato sul serio.