Cari amici Citizens, alla fine l’impresa non c’è stata e il City è fuori dalla Champions League dopo la sconfitta per 2-1 a Barcellona, ma usciamo a testa altissima, i giocatori hanno dato tutto quello che avevano, e anche se non è bastato, sono orgoglioso di loro: a fine partita mi sono alzato e li ho applauditi, perchè se lo meritavano, e come me anche i tanti supporters giunti al Camp Nou.
IL MATCH – Pellegrini, squalificato, non ha messo l’11 più forte, ha messo l’11 più in forma, ecco perchè Agüero come unica punta. Il problema è che il Kun non si trova a proprio agio con i lanci lunghi, dunque è stato totalmente annullato dal nostro modo di giocare. Rispetto all’andata forse abbiamo giocato con un pizzico in più di spavalderia: una bella azione tra Yaya e Silva ha liberato Nasri al tiro: troppo centrale. A fine primo tempo è 0-0, dentro Džeko per un Kun non ancora fenomenale come a inizio stagione, il bosniaco è tonico, un miracolo di Valdes gli nega il gol mentre Zaba sbaglia da ottima posizione (poi verrà espulso). Poi il gol di Messi su disattenzione di Lescott ci taglia le gambe. I gol del Capitano e di Dani Alves servono solo per gli almanacchi.
RIMPIANTI – Usciamo, sì a testa alta, ma anche con tanti rimpianti. Forse i cambi andavano fatti un po’ prima, nel nostro momento migliore, rimpianti per non avere osato più di tanto all’andata, rimpianti per arbitraggi comunque scandalosi (anche al Camp Nou una sagra degli orrori: rigore e gol regolare negati al Barça, rigore negato a noi, gol di Messi che nasce su un fallo di Džeko non sanzionato, anzi sì, ma ai danni del bosniaco, espulsione di Zabaleta che nessuno ha capito, ogni minimo contatto fischiato e sanzionato.. un disastro totale tra andata ritorno). Ma la verità è questa: siamo arrivati a questo grande appuntamento non nelle condizioni migliori. Io sono convinto che il Barcelona poteva essere battuto, e in molti lo sostenevano già dal sorteggio in dicembre. Ma dal sorteggio al match ci sono due mesi, e tante cose possono cambiare. Un calo di forma è normale nell’arco di una stagione massacrante come la nostra che ci ha visti impegnati su quattro fronti, semplicemente la partita di Champions è arrivata nel momento sbagliato per noi.
ORA LA PREMIER – Archiviamo l’Europa, comunque l’obiettivo minimo è stato raggiunto, è ora di pensare alla Premier League, dove ripartiamo da -9 dal Chelsea ma con tre partite in meno. Abbiamo 12 partite, alcune non delle più facili (trasferte col Man United, Arsenal, Liverpool ed Everton) ma se recuperiamo la forma di dicembre, sono sicuro che il City può farcela. Il titolo è ancora possibile, e adesso più che mai, sono pronto a sostenere i ragazzi che vestiranno la gloriosa maglia Skyblue. Il momento è delicato, la squadra ha bisogno di noi tifosi, io ci sono!! C’mon City!!
Alessio Angelucci, Italian Blue Moon




