COTTAGERS CORNER – Rene Meulensteen e il bicchiere mezzo pieno

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CC – treevis

CONTRO I GUNNERS – Uno spettatore casuale che si fosse imbattuto sabato pomeriggio in uno dei tanti canali sportivi a pagamento, nello specifico quello che trasmetteva in diretta dall’Emirates Stadium la partita Arsenal-Fulham, soffermandosi brevemente in una analisi distaccata avrebbe anche potuto fare questo tipo di considerazione: ”Due squadre piu’ o meno dello stesso livello che si sono fronteggiate apertamente e con equilibrio, ciascuna con le proprie occasioni non sfruttate, fino a quando i rossi non hanno fatto breccia nella attenta difesa dei blu perforandola due volte nel giro di pochi minuti e mettendo al sicuro il risultato anche in virtù del fatto che i blu parevano mancare proprio in concretezza”.
Analisi tutto sommato obiettiva se non fosse che noi (ahimè) tifosi del Fulham conosciamo bene i nostri Cottagers e sappiamo di che si tratta….
Venendo a parlarne più concretamente sappiamo bene che in questo momento fare risultato in casa dell’Arsenal è molto difficile, ecco perché probabilmente il nostro buon Renè continua a vedere dei dati positivi nella prestazione, o come si direbbe nelle italiche latitudini “il bicchiere mezzo pieno”.
Ne ha ragione con tutta probabilità in quanto chi come noi segue il Fulham in maniera regolare non può non essersi accorto del cambio di atteggiamento dei Whites dall’avvento dell’Olandese Buono.

MENTALITA’ – Diciamola pure tutta: non ci è andata proprio giù la sconfitta (debacle) casalinga con il Sunderland, una diretta concorrente nella lotta salvezza che se avessimo battuto come pure era nelle possibilità avremmo mantenuto nel fondo della classifica tirandoci fuori, noi si’, da una certa situazione antipatica e veleggiando verso posizioni di classifica più tranquille e soprattutto più consone ai nostri standard degli ultimi anni.
Aver sbagliato gara contro il Sunderland potrebbe costare caro oltre che in termini di classifica anche in termini di autostima, quella autostima che dopo la vittoria interna contro il West Ham era andata crescendo. Ora invece lo staff tecnico si trova a dover far fronte ad una specie di sindrome che potremmo chiamare tranquillamente “Morbo di Jol”, dal nome del suo massimo interprete; quell’atteggiamento cioe’ tutto sommato positivo in partite proibitive (leggi buona prestazione e zero punti) seguito poi da una partita disastrosa contro dirette concorrenti (vedi Hull e Sunderland appunto).

BUONA STELLA – Il nocciolo della questione è tutto qui alla fin fine. Noi inguaribili romantici e innamorati di una squadra per molti versi “magica” come il Fulham continuiamo a confidare in quella buona stella che tante volte ci ha baciati, lasciando anche da parte quelle presunte o presuntuose pseudo competenze futbolistiche di cui chi scrive ogni tanto vaneggia….
Aspettando che la pinta, pardòn il bicchiere, si riempia anche per l’altra metà…

Come on U Whites!!!!

Giancarlo Manunta
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