FOCUS – Frankie Lampard e Manchester City, storia di un amore inaspettato

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Frankie Lampard Manchester City

La storia che vi stiamo per raccontare è destinata, per sua natura, a dividere i tifosi e gli appassionati di questo sport in due fazioni ben distinte, in quanto si tratta di un medaglia con due facce in forte contrapposizione tra di loro. Da una parte abbiamo una storia a tratti romantica, dall’altra l’onta del tradimento. Come possono due elementi così agli antipodi tra di loro essere così tanto amalgamati in un’unica storia? Semplice, tutto sta in base a come la si vuole affrontare, o, per i più faziosi, in base alle proprie simpatie calcistiche.
Il protagonista di questa storia è Frank James Lampard, 36enne centrocampista inglese, e il suo recente passaggio dal Chelsea al Manchester City ha dato vita, negli ultimi mesi, a numerosi dibattiti tra i seguaci del calcio d’oltremanica. Ma facciamo un passo indietro, al 3 Giugno 2014 precisamente.
Il giocatore in questione non ha bisogno di presentazioni. La sua carriera parla per lui, i trofei vinti parlano per lui, così come il numero dei gol segnati e le presenze in Nazionale. Super Frankie è una delle bandiere più importanti e stimate del Chelsea Football Club, con il quale, nel corso degli anni, è riuscito a vincere tutto quello che un calciatore può vincere a livello di club, e anche di più. Grazie ad esso, infatti, è anche riuscito a conquistare quello che non tutti i calciatori riescono ad ottenere: l’affetto e il rispetto incondizionato dei suoi tifosi, nonché lo status di bandiera del club.
Ma, si sa, anche le più belle storie hanno una fine, ed è così che dopo tredici anni di onorata carriera presso i Blues, la società decide di svincolarlo credendo che il giocatore fosse ormai sul viale del tramonto della sua carriera. Super Frankie si ritrova così ad affrontare un Mondiale e una sessione estiva di calciomercato da free agent.

I FATTI – È il 21 Maggio 2013 quando i proprietari del Manchester City Football Club e quelli dei New York Yankees fondano, in collaborazione, il New York City Football Club, una nuova società calcistica della città di New York che entrerà a far parte della Major League Soccer statunitense. Per questioni tecniche e burocratiche, però, il club non inizierà la sua attività nel calcio giocato prima di Marzo 2015.
Poco più di un anno più tardi dalla sua fondazione, il 2 Giugno 2014, la società ingaggia il primo giocatore della sua storia: si tratta di niente di meno che David Villa, nazionale spagnolo ed ex-Barcellona, che tramite un trasferimento dall’Atletico Madrid accetta di intraprendere la nuova avventura negli States nel calcio d’oltreoceano. Nell’opera di costruzione della squadra, tra gli altri, il club annuncia il 24 Luglio 2014 l’acquisto dello svincolato Frank Lampard, che, dopo diciannove anni di carriera in terra inglese, decide così di andare a giocare i suoi ultimi anni da professionista nel nuovo continente firmando un contratto biennale. Nulla di nuovo, in quanto il medesimo percorso è stato compiuto in passato già da altre vecchie glorie del calcio europeo, quali Thierry Henry e David Beckham.
Come annunciato, però, il neonato club new yorkese non potrà iniziare la sua effettiva attività nel calcio giocato prima di Marzo 2015, mese di avvio della stagione 2015 della Major League Soccer. Si presenta così un problema per Super Frankie, poco incline a restare completamente fermo ai box fino a tale data. Di comune accordo con la società, si opta così per un trasferimento in prestito breve fino a Gennaio, presso un’altra squadra, in modo tale da tenere il giocatore in allenamento e in condizione in vista della futura nuova stagione.
Tra le varie pretendenti per ospitare temporaneamente l’ex-bandiera dei Blues, a fare la differenza è un particolare tutt’altro che irrilevante. Come detto, tra i fondatori del New York City Football Club figura la dirigenza araba con a capo lo sceicco Mansour, la stessa dirigenza proprietaria del Manchester City. È così che, con un colpo a sorpresa, la società di Manchester ingaggia in prestito oneroso Frank Lampard, che può far così il suo sorprendente ritorno nella Premier League, in uno dei club concorrenti e rivali del suo ex, amato Chelsea.

SUPER FRANKIE A MANCHESTER, LEGGENDA O TRADITORE? – È il 3 Agosto 2014 quando il Manchester City annuncia l’acquisto in prestito di Super Frankie dai “cugini” del New York City, per quello che diventa subito uno dei trasferimenti più discussi degli ultimi anni. Le reazioni e i commenti intorno a questa operazione di mercato si sprecano: forte è la delusione dei tifosi Blues, delusi di vedere una delle loro più grandi bandiere accasarsi presso un club rivale. Lo status di traditore, da parte di alcuni di loro, è presto servito. Ma, se da una parte, è crescente la delusione dei tifosi del Chelsea, dall’altra, sponda Manchester, Super Frankie viene accolto con un certo ottimismo, da un pubblico ben disposto nei suoi confronti e tutt’altro che restio verso colui che è stato per lunghi anni un acerrimo rivale. Inizia così la temporanea avventura del centrocampista inglese al chiaro della Blue Moon.
Il debutto (da subentrato) del nuovo acquisto dei Citizens avviene il 13 Settembre 2014 all’Emirates Stadium, nel 2-2 tra Arsenal e Manchester City. Ma, si sa, il destino sa essere molto beffardo, ed una settimana più tardi avviene quanto più di clamoroso potesse avvenire. 21 Settembre 2014, all’Etihad Stadium si gioca Manchester City vs Chelsea, i campioni in carica contro i primi della classe, fino ad allora vincenti in tutte le loro precedenti giornate di campionato. Minuto 85′, al termine di una partita molto combattuta da entrambe le squadre gli uomini di Mourinho si trovano in vantaggio di una rete, con l’agevolazione della superiorità numerica a causa dell’espulsione di Zabaleta. Ma, proprio quando tutto sembrava perso, interviene il destino a mescolare, beffardamente, le carte in tavola.

In uno degli ultimi assalti dei Citizens alla ricerca del pareggio, Milner serve di sinistro una palla al centro dell’area. A cogliere l’occasione, sfruttando un posizionamento non proprio ottimale della difesa dei Blues, c’è proprio lui, Frank Lampard, che con una spaccata da vero rapace infila di destro Courtois. Il gol, per tutti i tifosi dei Blues, è straziante. Super Frankie, come nella più beffarda delle previsioni, segna il suo primo gol con la maglia del City proprio contro la squadra che lo ha reso grande, la squadra di cui ha portato orgogliosamente la bandiera per tredici lunghi anni.
La partita finirà poi in pareggio, decisa proprio dalla sua rete, e il diretto interessato dirà a riguardo: “Anche se mi ha fatto male segnare questo gol, sono un professionista e devo comportarmi da tale, non posso fare altrimenti. Non sarebbe corretto nei confronti della mia nuova squadra“. La cosa più incredibile accade però nel post partita: dopo il fischio finale il centrocampista si dirige sotto al settore ospiti per salutare i suoi vecchi tifosi, che, a loro volta, nonostante il dolore subito proprio da chi hanno amato di più, ricambino il saluto applaudendo il giocatore. Una scena bellissima, dove, per una breve frazione di tempo, il rispetto e gratitudine – valori quasi estinti in questo sport – hanno prevalso su tutto il resto.

LA NASCITA DI UN AMORE – È la nascita di un’amore. Arrivato inizialmente come un rimpiazzo temporaneo, il Manchester City scopre in Super Frankie un giocatore tutt’altro che finito, ma anzi con molte risorse ancora a disposizione. Partita dopo partita entra definitivamente nelle simpatie della tifoseria dei Citizens, che iniziano così ad osannarlo ad ogni sua presenza, ma non solo. Anche mister Pellegrini inizia ad avere maggiore riguardo nei suoi confronti, offrendogli sempre più spazio in squadra. Fiducia totalmente ripagata, in quanto il giocatore inizia ad accompagnare alle solite ottime prestazioni anche qualche gol, spesso decisivo. Non solo i Citizens, ma anche Super Frankie inizia col tempo ad affezionarsi a questa realtà, prendo confidenza con i compagni di squadra e ricambiando l’affetto dei suoi nuovi tifosi.
Il 31 Dicembre 2014 la svolta: a Manchester sono talmente soddisfatti di lui che la società decide di prolungare il suo prestito (in scadenza proprio quel giorno) fino a fine stagione, con buona pace dei cugini di New York che, non senza polemiche, dovranno aspettare più del previsto per vederlo nella loro squadra. Frank Lampard sarà un giocatore del Manchester City fino a Giugno 2016, salvo ulteriori sorprese.

In conclusione, riprendendo in mano la medaglia citata in apertura, quali conclusioni possiamo trarre? Da un lato abbiamo una bandiera accolta a braccia aperte, quasi “adottata”, dai tifosi di una squadra rivale senza il benché minimo risentimento. Dall’altro abbiamo dei tifosi delusi ed indignati, che non solo non avrebbero mai pensato di vedere uno dei loro giocatori più amati accasarsi presso un club rivale, ma addirittura di vederlo felice ed osannato in esso.
In tutto questo, dove risiede la verità? Super Frankie è ancora un leggenda di questo sport o è diventato un traditore come tanti? Chi vi scrive non conosce, purtroppo, la risposta a questa domanda. È vero, è stato il Chelsea a scaricare Frankie bollandolo troppo prematuramente come “giocatore finito” (Pirlo-Milan, vi ricorda qualcosa?), com’è senz’altro vero che il giocatore avrebbe potuto scegliere di non accasarsi in un club in diretta concorrenza con i Blues. Come detto in apertura, il vostro punto di vista su questa vicenda sarà dettato dalla vostra etica e dalla vostra personale visione del calcio, o, in alternativa, dalle vostre simpatie calcistiche.
Ma, lasciatevelo dire, questa parabola di Super Frankie Lampard al Manchester City è tremendamente bella e romantica, se vista in una certa maniera.