COTTAGERS CORNER – Is it too late…?

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Fulham
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Thrilling. Ecco…lo sapevamo…con il Fulham non si può mai stare tranquilli…proprio adesso che c’eravamo messi il cuore in pace, che stavamo pensando si’ di andare a vedere qualcuna delle ultime parite in Premier League per chissà quanto tempo, proprio adesso che cominciavamo a tirar fuori mappe varie chiedendoci cose come: “ma c’è un volo diretto per Bournemouth?”; oppure: “ma per Watford a che fermata della Tube si scende…? E’ zona 8 mi sa che si paga la sovrattassa…”; proprio adesso che il  derby col Brentford appariva piu’ che probabile cosa va  a fare il Fulham? Vince ovviamente…e cosa  succede ora? Che ci riacchiappiamo la classifica, ce la riguardiamo con occhio nuovo e ri-cominciamo a farci quei calcoletti che avevamo ormai accantonato…”e se…”, “si ma…”; “epperò…”.

Great Escape? Forse è presto per dirlo, anche perché sabato prossimo all’Etihad non ci aspettano certo coi pasticcini, ma una cosa al momento salta all’occhio del matematico che è in ognuno di noi: 4 punti dalla quartultima che guarda caso è il Palace. Poi guardi il calendario e vedi che l’11 maggio ultima giornata al Cottage saranno ospiti proprio le Eagles. E si ricomincia con i “se” e i “ma”…

Tradizione. In molti per la verità si aspettavano la vittoria di ieri sul Newcastle. Vuoi perché la tradizione è sempre stata positiva, e chi è nel calcio da un po’ di tempo sa che non c’è una spiegazione logica ma queste cose “contano”; vuoi perché la legge dei grandi numeri non si chiama cosi’ per caso e ad un certo punto una vittoria doveva pure arrivare.

Doctor Felix.  La “cura” Magath  ha finalmente prodotto qualcosa. Per carità, non ci siamo improvvisamente trasformati nel Barça ma comunque si è visto impegno, grinta, e uno spirito di squadra.
Ora non sappiamo se tutto ciò ci porterà dove sognamo ma quello che abbiamo sempre chiesto è di onorare la maglia. Poi vai a guardare l’11 iniziale e ti chiedi come una squadra cosi’ possa essere ultima in classifica: abbiamo gente che si chiama Holtby, Qvist, Heitinga solo per dirne qualcuno e non parlare degli assenti. In campo ieri questi signori hanno giocato da par loro. Ma se da una parte da questi te lo aspetti, le sorprese, questa volta in positivo arrivano da Stockdale, sostituto del vice Campione del Mondo Stekelenburg, che 30 secondi prima del nostro vantaggio salva con una grande parata la nostra porta, e piu’ in generale gioca una gara davvero da portiere “vero” dando sicurezza al reparto e al resto della squadra, e soprattutto dal giovane Woodrow, alla sua seconda presenza in prima squadra condita da tanto impegno e determinazione che lo portano in piu’ zone del campo a sacrificarsi per i compagni e a dare un ottimo contributo alla vittoria finale.
E se la presenza di Woodrow può far storcere il naso ai “perfettini” il cui pensiero può riassumersi con “strano tipo questo Magath: Cole e Tunnicliffe, due dei migliori giovani della Academy del Man Utd, dati in prestito in Championship perché non idonei a lottare per la salvezza, e Woodrow, che non trovava spazio al Southend, quarta serie, titolare in Premier”, dall’altra possiamo trincerarci dietro la vecchia formuletta “il boss ha la squadra sottocchio tutta la settimana, saprà lui chi mandare in campo e chi no…”, formuletta buona per tutte le occasioni in cui, come ieri, si vince e quindi, siccome è il risultato la cartina di Tornasole del lavoro di qualsiasi allenatore, inutile stare a sottilizzare: prendiamoci i 3 punti e questa nuova fiammella di speranza che si è riaccesa. I tifosi sui vari social avranno forse già da sabato prossimo la possibilità di parlar male apertamente di Magath.
Speriamo di no.

Fulham anyway.

Giancarlo Manunta
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